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Lo sai che? Accettazione eredità per il figlio senza benefico di inventario: rischi

Lo sai che? Pubblicato il 2 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 gennaio 2018

Dopo 18 anni, il ragazzo ha un anno di tempo per accettare l’eredità con beneficio di inventario; diversamente l’accettazione già fatta dai genitori diventa pura e semplice.

Se un minorenne diventa erede di qualcuno non spetta a lui accettare l’eredità ma ai suoi genitori per conto suo. Tale accettazione deve necessariamente avvenire «con beneficio di inventario», una modalità che consente all’erede – in questo caso al minorenne – di non rispondere, con il proprio patrimonio, dei debiti ereditati. Una volta che i genitori hanno effettuato l’accettazione con beneficio di inventario, il figlio diventa titolare della quota di eredità. Ma che succede se l’accettazione dell’eredità per il figlio avviene senza il beneficio di inventario? Che rischiano i genitori se non compiono questa formalità? La questione è stata, di recente, analizzata dalla Cassazione [1].

Cos’è e a cosa serve l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario

Prima però di spiegare cosa fare quando un minorenne diventa erede e cosa rischiano i genitori se, nell’accettare per conto suo l’eredità, lo fanno in modo “puro e semplice”, ossia senza beneficio di inventario, facciamo alcune premesse che risulteranno utili per comprendere il principio sancito dai giudici supremi.

Quando una persona muore, i suoi eredi succedono sia nei rapporti attivi (il patrimonio lasciato dal defunto) che nei rapporti passivi (gli eventuali debiti ancora pendenti). I creditori del defunto possono quindi rivalersi contro gli eredi per le somme non riscosse dal debitore morto; lo possono fare pignorando i loro beni, sia quelli ereditati che quelli personali di cui erano titolari prima dell’apertura della successione. Ad esempio, se Mario è proprietario di una casa avuta in donazione dal padre diversi anni fa e, alla morte della madre, accettando l’eredità di un esiguo conto corrente, non paga i creditori, questi ultimi possono pignorargli tanto il conto quanto la casa.

Si può rinunciare all’eredità e, in tal modo, non si risponde dei debiti. I creditori quindi non avranno alcun modo per soddisfarsi sull’erede. Chi invece è in dubbio e non ha idea di quali e quanti siano i debiti lasciati dal defunto può accettare l’eredità con beneficio di inventario. L’accettazione con beneficio d’inventario fa sì che il patrimonio del defunto che si accetta di ereditare resta separato dal proprio patrimonio personale dell’erede. Pertanto, se ci sono creditori del defunto, questi – che per legge possono rivalersi nei confronti degli eredi, aggredendo anche i loro patrimoni personali – potranno pignorare solo i beni ottenuti con la successione. Per tornare all’esempio di poc’anzi, i creditori della madre di Mario potranno rivalersi solo sul conto corrente e non sulla casa.

L’accettazione con beneficio di inventario per i figli minori

I genitori del minore (o chi esercita la responsabilità genitoriale) e il curatore dell’interdetto e l’amministratore di sostegno del soggetto sottoposto a tale istituto sono tenuti ad accettare l’eredità a tali soggetti devoluta solo con beneficio d’inventario. L’accettazione pura e semplice non produce pertanto effetti nei loro confronti. Il codice civile [2] infatti stabilisce che «Non si possono accettare le eredità devolute ai minori e agli interdetti, se non col beneficio d’inventario».

Per poter accettare l’eredità con beneficio di inventario per conto del figlio, i genitori sono tenuti a presentare una richiesta al giudice tutelare del tribunale.

Perché i genitori devono accettare l’eredità dei figli con beneficio di inventario?

Lo scopo dell’accettazione con beneficio di inventario, fatta dai genitori per conto dei figli minori, serve a preservare questi ultimi dalle conseguenze negative di una scelta di cui ancora non sono in grado di comprendere e valutare appieno le conseguenze. In quanto privo della capacità di agire, il minore è presuntivamente ritenuto dalla legge non in grado di provvedere a se stesso.

In tal modo, in caso di eredità con numerose passività, si impedisce che il patrimonio personale del minorenne risponda dei debiti del defunto, subendone un pregiudizio personale.

Modello di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario per conto del figlio

Ecco di seguito la formula per l’istanza di autorizzazione all’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario per conto del figlio.


AL GIUDICE TUTELARE DEL TRIBUNALE DI ……

Il/la sottoscritto/a …… (generalità complete e residenza );

nella sua qualità di genitore, esercente la potestà in via esclusiva e legale rappresentante del figlio minore …… (generalità complete ) seco convivente;

essendo defunto il propria marito/moglie …… il ……

CHIEDE

di essere autorizzato ad accettare con beneficio di inventario, in nome e per conto del figlio minore ……, l’eredità morendo dismessa da ……, nella quale sono ricompresi i seguenti beni: ……

Si richiede l’efficacia immediata.

Luogo e data,

Firma

Allegato: certificato di morte.

N.B. Nel caso il defunto non fosse uno dei genitori, la domanda deve essere presentata da entrambi i genitori.


Che succede se si accetta l’eredità per conto del figlio senza beneficio di inventario

Come dicevamo in apertura, la Cassazione ha analizzato le conseguenze dell’accettazione dell’eredità, fatta dai genitori per conto del figlio, ma senza beneficio di inventario. Secondo la Corte tale accettazione è inefficace. L’inefficacia può essere fatta valere dal figlio entro un termine massimo: un anno dal compimento dei 18 anni. Se decorre un anno dal giorno in cui il figlio ha compiuto 18 anni senza che, durante tale anno, egli esperisca la procedura di beneficio di inventario, l’atto di accettazione compiuto dai genitori nel periodo in cui il loro figlio era minorenne si “sana” e diventa una accettazione «pura e semplice» dell’eredità (ossia senza beneficio di inventario). Con la conseguenza che il ragazzo diventa passibile delle azioni esecutive dei creditori anche sul suo patrimonio personale.

In pratica – ricorda la Suprema Corte – il minorenne ha un anno di tempo, dal giorno in cui acquista la maggiore età, per effettuare l’accettazione con il beneficio di inventario: se questo termine scade senza che egli effettui l’accettazione con il beneficio di inventario, il giovane, se compie atti di accettazione espressa o tacita (o se questi atti siano stati compiuti dai suoi genitori, nel periodo in cui egli era minorenne), diviene erede puro e semplice (ciò significa che il suo patrimonio personale e quello acquisito per eredità diventano un tutt’uno, con la conseguenza che l’erede risponde dei debiti del defunto anche con i beni suoi personali, diversi da quelli che gli sono pervenuti per successione ereditaria). Risultato: scaduto un anno dal raggiungimento dei 18 anni, «l’accettazione pura e semplice avvenuta» nell’interesse del minore «rimane ferma con pieni effetti».

note

[1] Cass. sent. n. 21456/2017.

[2] Art. 471 cod. civ.


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