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Lo sai che? Donazione e regalo di soldi: quali tasse si pagano?

Lo sai che? Pubblicato il 2 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 gennaio 2018

Come si calcola l’imposta sulle donazioni nel caso in cui oggetto del regalo sia una somma di denaro.

Se è vero che, in generale, tutti i soldi che si ricevono nell’arco dell’anno vanno dichiarati all’Agenzia delle Entrate è giusto chiedersi se anche il denaro proveniente da una donazione debba essere denunciato e, quindi, tassato. Nel caso in cui un amico o un parente voglia regalarti dei soldi, sei costretto a pagare le tasse o puoi farne a meno e prendere la somma senza dover fare alcuna comunicazione al fisco? La materia della tassazione delle donazioni è, per molti, ostica eppure si tratta di un argomento semplice, che non richiede particolari conoscenze giuridiche né capacità di calcolo. Se dunque hai necessità o sei semplicemente curioso di sapere quali tasse si pagano sulla donazione e su un regalo di soldi, in questo articolo ti spiegheremo non solo come funziona l’imposta sulle donazioni e a quanto ammonta, ma anche come fare a non pagarla laddove sia dovuta.

Soldi in regalo: come si danno?

Prima di spiegare quali tasse si pagano in caso di regalo in soldi, chiariamo come deve essere effettuato il passaggio di denaro.

Per somme inferiori a 3mila euro si può consegnare la somma in contanti: la donazione è valida e non si rischia alcuna contestazione né dal fisco, né dalle autorità amministrative. Viceversa, da 3mila euro in poi, è obbligatorio trasferire il denaro mediante strumenti tracciabili (ad esempio bonifici o assegni), pena una sanzione da un minimo di 3mila euro a un massimo di 50mila euro.

Vediamo entrambi i due casi

Regali di una domma di denaro elevata

Se la somma di denaro data in regalo è elevata (ad esempio: diverse migliaia di euro per pagare l’automobile nuova o la casa) è necessario andare dal notaio e stipulare il rogito alla presenza di due testimoni (di solito messi a disposizione dallo stesso studio notarile tra i propri dipendenti). Se non dovesse essere rispettata questa forma, la donazione sarebbe nulla; chiunque, pertanto, in qualsiasi momento (senza termini di scadenza), potrebbe contestarla e obbligare il beneficiario a restituire i soldi. Lo potrebbe fare anche lo stesso donante: difatti è vero che la donazione non è revocabile, ma ciò vale solo se questa è stata realizzata in modo corretto; pertanto, in assenza dell’atto notarile (laddove l’importo sia elevato) il donante potrebbe chiedere indietro i soldi regalati.

Regali di denaro di modico valore

Se la donazione è invece di «modico valore» (quando cioè si tratta di pochi soldi), la somma può essere trasferita con un semplice bonifico (se di importo pari o superiore a 3mila euro) o con la consegna a mani dei soldi (da 2.999,99 euro in giù).

Soldi in regalo: si pagano le tasse?

Anche sui soldi dati in regalo si pagano le tasse, ma solo in determinate occasioni e superati certi importi (cosiddetta franchigia). Di tanto parleremo qui di seguito.

Sui soldi in regalo si applica la cosiddetta imposta sulle donazioni che vale non solo per il denaro, ma anche per qualsiasi altro bene dato in regalo (una casa, un conto corrente, un gioiello, ecc.); anche la costituzione di un fondo patrimoniale o di un trust sono soggetti all’imposta sulle donazioni.

Soldi in regalo: quando si pagano le tasse e a quanto ammontano?

L’imposta sulle donazioni varia in base a due parametri [1]:

  • il grado di parentela tra donante e donatario
  • il valore del bene oggetto di donazione che, in alcuni casi, è soggetto a una franchigia.

In particolare:

  • donazione di soldi tra padre e figlio (anche adottivo), nonno e nipote, tra coniugi o tra soggetti dello stesso sesso legati da unione civile: l’imposta sulla donazione scatta solo se i soldi regalati superano 1milione di euro (cosiddetta «franchigia»). In tal caso, si applica un’imposta pari al 4% ma solo sulla parte dell’importo donato che eccede il milione di euro;
  • donazioni tra fratelli e sorelle: l’imposta sulla donazione scatta solo se i soldi regalati superano 100mila euro. In tal caso si applica un’imposta pari al 6% ma sempre e comunque sulla parte del denaro che supera la franchigia di 100mila euro;
  • donazioni tra parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° grado: l’imposta sulla donazione è pari al 6%;
  • donazioni tra amici e altri soggetti non legati da alcun vincolo: l’imposta sulla donazione è pari all’8%;
  • donazioni in favore di persone con handicap riconosciuto un base alla legge 104 [1]: in tal caso l’imposta si paga solo se l’importo supera 1,5milioni di euro. L’aliquota invece varia dal 4%, 6% o 8% a seconda del grado di parentela che lega donante e donatario secondo le regole viste ai punti precedenti.

Come si calcola la franchigia?

Il calcolo della franchigia non viene fatta sulla base della singola donazione ma su tutte quelle intervenute, nel corso della vita, tra donante e donatario (al fine di evitare che si frammenti una donazione di valore superiore alla franchigia in due o più donazioni di importo inferiore, onde non pagare le tasse). Infatti, la franchigia spetta una sola volta per ciascun beneficiario in relazione a donazioni o altre liberalità ricevute dal medesimo soggetto.

Le donazioni di valore inferiore alla franchigia per le quali non si applica l’imposta sulle donazioni, sono registrate gratuitamente, non essendo dovuta neppure l’imposta di registro in misura fissa.

Quali donazioni non vengono tassate?

Vediamo quali sono le donazioni che non vengono mai tassate:

  • donazioni di modico valore (sia che si tratti di denaro o di altri beni mobili o immobili);
  • spese di mantenimento, educazione, abbigliamento, matrimonio;
  • aziende o rami di aziende, quote sociali o azioni solo se fatte nei confronti dei figli o dei genitori o del coniuge;
  • automobili o moto: tutte le donazioni infatti che hanno ad oggetto veicoli iscritti al Pra non scontano l’imposta.

Come non pagare le tasse sulla donazione 

Esiste infine un modo legale per non pagare le tasse sulla donazione ed evitare anche di andare dal notaio. Ciò succede quando la somma di denaro viene bonificata per uno scopo ben preciso come, ad esempio, l’acquisto della casa, dell’automobile, ecc. È questa la cosiddetta donazione indiretta. Ad esempio, la zia di Mario versa sul conto del nipote 100mila euro affinché questi paghi l’anticipo al costruttore per l’acquisto di un appartamento: potrà farlo senza andare dal notaio e senza versare alcuna imposta sulla donazione. È però necessario – sostiene la Cassazione [3] – che l’atto di acquisto del bene menzioni il fatto che il denaro con cui viene pagato il prezzo è stato fornito dal donante (di cui si dovrà indicare nome e cognome). Ad esempio, il rogito della compravendita immobiliare dovrà contenere una formula simile alla seguente: «Il sig. Mario consegna alla società Beta Srl la somma di euro, con assegno non trasferibile tratto sul conto della società stessa; il denaro con cui viene pagato detto prezzo è stato donato a Mario dal di lui padre, con bonifico del giorno…».

Per un approfondimento sul punto leggi Donazione di denaro per acquisto casa: come si fa.

note

[1] Art. 2 co. 48, Dl n. 262/2006.

[2] Si considerano tali non solo i soggetti che hanno ottenuto il relativo riconoscimento dall’apposita Commissione ma anche i soggetti in possesso del riconoscimento dell’invalidità operato, per differenti cause, da Commissioni mediche pubbliche diverse. Tale certificazione deve evidenziare in modo esplicito la sussistenza dell’handicap grave.

[3] Cass. S.U. sent. n. 18725/17 del 27.07.2017.


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