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Multa: se la contestazione non è immediata

7 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 aprile 2018



Come difendersi dalle multe per violazione al codice della strada non contestate immediatamente e notificate a distanza di mesi.

Spesso accade che gli agenti della polizia o i carabinieri siano presenti nel momento in cui l’automobilista viola il codice della strada, per esempio superando i limiti di velocità, passando col semaforo rosso o parcheggiando in divieto di sosta. Nonostante ciò, la multa non viene contestata immediatamente sul posto e, solo dopo qualche tempo, quando magari si sperava di averla scampata, arriva il verbale a casa. È legittima la contestazione differita della multa?

Il Codice della Strada prevede la regola generale secondo cui la multa deve essere immediatamente contestata al trasgressore e al coobbligato in solido, altrimenti è illegittima [1]. Esistono però dei casi eccezionali, che gli agenti accertatori devono motivare nel verbale, in cui la contestazione immediata non è possibile. Solo in tali ipotesi è ammessa la contestazione differita. Vediamo quali sono.

Casi in cui è possibile la contestazione non immediata della multa

Nei seguenti casi la contestazione immediata non è necessaria e agli interessati viene notificato il verbale con gli estremi della violazione [2]:

1) impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità;

2) attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa;

3) sorpasso vietato;

4) accertamento della violazione in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo;

5) accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di Polizia stradale e nella loro disponibilità che consentono la determinazione dell’illecito in tempo successivo poiché il veicolo oggetto del rilievo è a distanza dal posto di accertamento o comunque nell’impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari;

6) accertamento effettuato con apparecchiature e dispositivi per il controllo e l’accertamento delle infrazioni (cosiddetto “controllo remoto”) senza necessità di presenza di agente accertatore; ciò è consentito dalla legge alle seguenti condizioni concorrenti:

  • che si tratti di autostrade, strade extraurbane principali o altre strade individuate con apposito decreto prefettizio; – che siano utilizzati per il solo accertamento delle infrazioni di eccesso assoluto di velocità (cioè superamento di un limite – massimo o minimo – imposto dalla legge o dalla segnaletica) e di violazioni in tema di sorpasso;
  • che della presenza in loco delle apparecchiature venga pubblicizzata sia data (idonea e comprensibile) informazione agli automobilisti: ciò soprattutto a mezzo di segnaletica che deve, in particolare, evidenziare che su detto tratto di strada si può procedere a controllo ai fini dell’accertamento delle infrazioni senza contestazione immediata;
  • che gli apparecchi siano debitamente omologati.

7) rilevazione degli accessi di veicoli non autorizzati ai centri storici, alle zone a traffico limitato, alle aree pedonali, o della circolazione sulle corsie  e  sulle  strade  riservate  attraverso appositi dispositivi

8) accertamento delle violazioni per mezzo di appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento.

Contestazione non immediata e notifica del verbale

Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, al trasgressore deve essere notificato il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata.

Il verbale deve essere notificato entro novanta giorni dall’accertamento (360 giorni per i residenti all’estero), presso l’indirizzo dell’effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, al coobbligato in solido, risultante dai pubblici registri alla data dell’accertamento.

Se si tratta di ciclomotore, la notificazione deve essere fatta all’intestatario del contrassegno di identificazione.

Qualora l’effettivo trasgressore o altro dei soggetti obbligati sia identificato successivamente alla commissione della violazione, i 90 giorni per la notifica del verbale decorrono dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell’archivio nazionale dei veicoli l’intestazione del veicolo e le altre indicazioni identificative degli interessati, o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione è posta in grado di provvedere alla loro identificazione.

Motivazione del verbale in caso di contestazione non immediata

Il verbale di multa notificato agli interessati deve contenere, tra gli altri dati, l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata. La mancata indicazione dei motivi comporta l’illegittimità del verbale e quindi della sanzione inflitta.

Come precisato, infatti, dalla Cassazione [3]: «Le cause che non abbiano consentito di contestare un’infrazione alle norme sulla circolazione stradale contestualmente al suo accertamento devono essere precisate nel verbale stesso successivamente notificato al contravventore, come condizione imprescindibile della legittimità dell’atto».

Se il verbale non contiene, dunque, il motivo per il quale gli agenti non hanno contestato immediatamente la violazione, è possibile presentare ricorso al Giudice di Pace per ottenere l’annullamento del verbale e della contravvenzione.

note

[1] Art. 200, Cod. Strada.

[2] Art. 201, Cod. Strada.

[3] Cass. sentt. n. 17687/2007 e n. 2206/2007.


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