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Lo sai che? Diarrea prima di andare al lavoro: che fare?

Lo sai che? Pubblicato il 4 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 gennaio 2018

Mal di pancia prima dell’inizio del turno di lavoro: come comportarsi con l’azienda.

Sei pronto per andare al lavoro, puntuale, hai già indossato la giacca, chiuso l’uscio di casa, ti stai avviando verso la macchina…Poi improvvisamente quella colica dolorosa ti costringe a tornare indietro di gran carriera, direzione bagno, prima che accada l’irrimediabile. La diarrea ti ha sorpreso: può trattarsi di un episodio veloce, che comporterà solo un leggero ritardo al lavoro, ma potrebbe anche trattarsi di un problema più serio, di quelli che ti costringono ad assentarti per l’intera giornata.

In entrambi i casi, devi sapere che sei obbligato ad avvertire il datore di lavoro del ritardo, anche se si tratta di pochi minuti.

Vediamo subito, allora, che fare se si verifica un episodio di diarrea, o un altro tipo di malore, prima di andare al lavoro.

Ritardo di pochi minuti

Se l’episodio inaspettato ha comportato soltanto un ritardo di pochi minuti, devi comunque avvertire tempestivamente l’azienda del problema e giustificarti.

Certamente giustificare un breve malore, quando non ci si assenta per malattia, può risultare problematico, dato che non si è supportati da un certificato medico. Questo, però, non significa che si sia costretti a chiedere una giornata di malattia ogni volta che viene la diarrea: di solito è sufficiente una breve giustificazione verbale e la questione si chiude sul nascere.

La situazione si fa più seria, invece, nell’ipotesi in cui i ritardi, per quanto brevi, siano sistematici: in questo caso il datore di lavoro potrebbe considerare l’episodio di diarrea come una scusa e infliggere una sanzione disciplinare, graduata a seconda della gravità del comportamento.

Ritardo di un’ora

Se il piccolo malore comporta un ritardo più importante, magari di un’ora, è indispensabile avvertire telefonicamente: risulta difatti complesso dimostrare di non aver potuto effettuare comunicazioni telefoniche, dal momento che la quasi totalità dei lavoratori dispone di un telefono cellulare. L’aver dimenticato il cellulare può essere considerato comunque come una negligenza. Anche l’assenza di credito non giustifica il lavoratore, in quanto è sua responsabilità mettere in atto tutti gli accorgimenti possibili per comunicare tempestivamente l’assenza o il ritardo all’azienda; peraltro, quasi tutte le compagnie telefoniche prevedono la possibilità di effettuare una chiamata con addebito al destinatario o di ottenere un credito per le emergenze.

Per quanto riguarda la possibilità che siano applicate sanzioni disciplinari, valgono le considerazioni già fatte in relazione al ritardo di pochi minuti: il datore di lavoro può adottare una sanzione disciplinare più grave del rimprovero verbale nel caso in cui i ritardi siano frequenti o sistematici.

L’ora di assenza potrebbe, a discrezione del datore di lavoro:

  • non essere retribuita, come assenza ingiustificata;
  • essere scomputata dai permessi retribuiti;
  • essere recuperata, magari ritardando l’uscita.

In ogni caso la sanzione disciplinare per il ritardo deve essere:

  • rispettosa dei generali criteri di correttezza e buona fede [1], che vietano reazioni sleali e pretestuose;
  • proporzionata con i comportamenti posti in essere dal dipendente [2].

Il datore di lavoro deve poi rispettare la procedura di irrogazione della sanzione.

Assenza per malattia

In alcuni casi, la diarrea può rivelarsi il sintomo di un problema più serio, come un’influenza, un’intossicazione o un’indigestione. In queste situazioni, quindi, l’episodio non darà luogo a un semplice ritardo, ma a un’assenza per malattia.

Il fatto che il lavoratore sia assente per malattia non lo esonera dall’avvertire in anticipo il datore di lavoro, anche se invia il certificato medico giustificativo dell’assenza nei termini [3]. La segnalazione dell’assenza prima dell’inizio del turno lavorativo, difatti, è imposta per tutelare la corretta esecuzione dell’attività: si tratta di un interesse del datore (e degli utenti) differente da quello della verifica dell’effettività della malattia.

Diarrea che dà luogo a un’assenza per malattia: quando avvertire

Se il lavoratore con la diarrea è costretto ad assentarsi per malattia, deve avvertire il datore di lavoro:

  • prima dell’inizio del turno di lavoro, se l’azienda applica uno dei seguenti contratti collettivi (Ccnl): Telecomunicazioni, Terziario e Commercio, Turismo, Gomma/Plastica, Carta, Tessile/Abbigliamento/Confezioni, Grafica /Editoria, Alimentare;
  • entro 2 ore dall’inizio del turno lavorativo, se l’azienda applica il Ccnl Autotrasporto;
  • entro 4 ore dall’inizio del turno lavorativo, se l’azienda applica uno dei seguenti Ccnl: Autotrasporto (relativamente al personale viaggiante e soggetto a turni continui avvicendati), Legno/Arredamento, Chimica, Calzature;
  • entro il 1° giorno di assenza, se l’azienda applica il Ccnl Metalmeccanica.

Tutti i contratti, però, prevedono la non soggezione all’obbligo nei casi di giustificato e comprovato impedimento.

Mancata comunicazione di assenza per malattia

Se la comunicazione di assenza per malattia non è inviata nei termini prescritti dal contratto collettivo, è necessario che il lavoratore giustifichi tale inadempimento, anche se questa è inoltrata in ritardo, pena l’applicazione di una sanzione disciplinare.

Per evitare conseguenze, è allora necessario provare l’esistenza di un giustificato impedimento all’invio della comunicazione.

Risulta sicuramente giustificata la mancata comunicazione dovuta a casi di forza maggiore: un incidente, un grave malore, o comunque una patologia che comporti immediati accertamenti o ricovero. In questo caso, è ovviamente il personale sanitario ad attestare la gravità della situazione.

È invece più complesso, come abbiamo visto in relazione alla comunicazione di ingresso in ritardo, dimostrare di non aver potuto effettuare una telefonata.

Risulta piuttosto difficile anche dimostrare la mancata comunicazione dovuta a un improvviso allontanamento dalla propria abitazione, ad esempio perché ci si è recati in farmacia, o dal proprio medico, dimenticando il telefono cellulare. Questa, difatti, potrebbe essere comunque considerata una negligenza del dipendente, sebbene il recarsi dal proprio medico o in farmacia sia considerata, quando indifferibile, una causa di giustificazione per l’assenza alla visita fiscale: le due situazioni sono trattate in modo differente, perché l’invio di una comunicazione è un obbligo più immediato e semplice da adempiere rispetto alla reperibilità in un’intera fascia oraria.

Deve essere, comunque, valutata diversamente la comunicazione inviata con un leggero ritardo, rispetto a quella inoltrata con forte ritardo o, naturalmente, non inoltrata.

note

[1] Artt. 1175 e 1375 Cod. Civ.

[2] Cass. Sent. 1481 del 10/02/2000.

[3] Cass. sent. n. 2023 del 04/02/2015.


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