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Vizi di costruzione dell’immobile: quando denunciarli

6 gennaio 2018


Vizi di costruzione dell’immobile: quando denunciarli

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 gennaio 2018



Sono stato chiamato in causa quale progettista e direttore dei lavori dall’impresa esecutrice dopo dieci anni e otto mesi senza alcuna denuncia dei vizi e/o interruzione della prescrizione e sono stato condannato come unico responsabile. È lecito tutto questo? Non è stato superato il limite temporale dei dieci anni, termine entro il quale il vizio può essere fatto valere?

Ai sensi dell’art. 1669 c.c.: “Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta.

Il diritto del committente si prescrive in un anno dalla denunzia”.

La norma in parola, sancendo la responsabilità dell’appaltatore, del progettista e del direttore dei lavori qualora, entro 10 anni dalla consegna dell’opera, si manifestino vizi strutturali della stessa, impone altresì al committente il rispetto di ben precisi termini entro cui denunciare i vizi stessi ed iniziare l’azione giudiziaria nei confronti dei relativi presunti responsabili.

In pratica, la scoperta del vizio deve avvenire entro 10 anni dalla consegna dell’opera da parte dell’appaltatore al committente originario ed entro lo stesso termine il committente deve farne denuncia all’appaltatore; la proposizione dell’azione può invece avere luogo entro l’anno successivo, l’undicesimo.

La denuncia non è necessaria se il costruttore-venditore ha riconosciuto l’esistenza del vizio.

Ma se il costruttore-venditore non assume un impegno formale (cioè per iscritto) per il rimedio dei vizi, il riconoscimento del vizio non interrompe il decorso del termine decennale di prescrizione (Cass. civile, sez. II n. 15283 del 21/7/05).

La denuncia del vizio può essere fatta dal committente, entro il predetto termine decennale, tanto verso l’appaltatore, quanto nei confronti del progettista e del direttore dei lavori.

Può accadere altresì che il committente entro il decennio denunci il vizio o agisca direttamente in giudizio nei confronti dell’appaltatore, interrompendo così il decorso del termine di prescrizione del proprio diritto, e che conseguentemente l’appaltatore, anche oltre il decennio,

chiami in causa il progettista e/o il direttore dei lavori, per essere manlevato da ogni responsabilità.

Nel caso di specie, dunque, se il committente ha avviato l’azione giudiziaria nei confronti dell’appaltatore entro i 10 anni dalla consegna dell’opera, ha validamente interrotto il termine di prescrizione decennale, consentendo altrettanto legittimamente all’appaltatore, di rivalersi – sebbene nel frattempo fossero passati 10 anni e 8 mesi dalla consegna dell’opera – nei confronti del direttore dei lavori.

In altre parole, la proposizione dell’azione da parte del committente entro i 10 anni, interrompe il decorso della prescrizione e consente dunque all’appaltatore, primo destinatario dell’azione di responsabilità, di rivalersi (chiamandoli in causa) nei confronti degli altri soggetti coinvolti nell’esecuzione e progettazione dell’opera.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini


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