Diritto e Fisco | Articoli

Si può vivere in una casa mobile o trasformarla in B&B?

6 gennaio 2018


Si può vivere in una casa mobile o trasformarla in B&B?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 gennaio 2018



Vorrei acquistare una casa mobile e vivere nella mia terra, la Sardegna. Qual è l’iter da seguire? Potrei rendere la casa mobile un bed and breakfast?

L’installazione di una casa mobile, se ancorata al suolo, necessita innanzitutto di un permesso di costruire secondo quello che dispone il Testo unico dell’edilizia (decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001).

Il permesso di costruire è un’autorizzazione che va richiesta attraverso lo sportello unico per l’edilizia del Comune nel cui territorio è ubicato il suolo sul quale si vuole installare la casa mobile.

La necessità di ottenere un’autorizzazione edilizia da parte dell’autorità comunale deriva anche dal fatto che la casa mobile sarà adibita ad utilizzo di tipo abitativo ed anche permanente (non sarà cioè un uso transitorio) e che pertanto sarà necessario provvedere agli allacci alla rete idrica, elettrica e del gas.

Inoltre, occorre anche verificare se la destinazione non turistica del fondo (secondo gli strumenti urbanistici vigenti nel comune interessato che andranno attentamente vagliati) consenta poi di utilizzare la casa mobile con destinazione ricettivo – turistica: a tal fine può essere utile richiedere previamente informazioni allo sportello unico per l’edilizia del comune.

E, in ogni caso, il maggiore ostacolo all’utilizzo di una casa mobile come alloggio da destinarsi a bed and breakfast è in realtà nel caso specifico non già la normativa urbanistica, ma quella relativa al settore turistico.

Infatti, la legge della Regione Sardegna n. 16 del 28 luglio 2017 stabilisce all’articolo 16 che:

– il bed and breakfast sia un’attività occasionale di ospitalità e somministrazione della prima colazione svolta nell’abitazione di residenza e domicilio abituale da effettuarsi in non più di tre stanze senza organizzazione in forma d’impresa;

– che la porzione di immobile adibita all’ospitalità e alla somministrazione della prima colazione può essere sottoposta a controlli ispettivi.

La norma citata, quindi, impone che l’esercizio di un bed and breakfast debba svolgersi nella stessa abitazione in cui il titolare abbia la residenza ed il domicilio abituale e lascia chiaramente intendere che si possa esercitare solo in una porzione dell’immobile in cui il titolare risiede e vive abitualmente.

La stessa legge regionale (la n. 16 del 2017) fa riferimento alla possibilità di utilizzare case mobili (non vincolate al suolo) solo nell’ambito di campeggi o di villaggi turistici (articolo 15, n. 1 e 2 della legge citata) che, però, possono essere gestiti solo da aziende ricettive che, quindi, necessitano della organizzazione in forma di impresa del titolare.

Inoltre le case mobili non vincolate al suolo (o altri simili mezzi mobili di pernottamento) nel caso dei campeggi non possono superare il 35% della capacità ricettiva della struttura, mentre nel caso dei villaggi turistici non possono superare il 25% della capacità ricettiva della struttura.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI