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Creazioni artigianali: quali obblighi rispettare per vendere

6 gennaio 2018


Creazioni artigianali: quali obblighi rispettare per vendere

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 gennaio 2018



La mia passione è la lavorazione di quadri, realizzati da me con lo stucco, conchiglie, corde per le barche, reti per pescare etc.  Vorrei metterli in vendita nel mio tempo liberoÈ possibile farlo? Come devo procedere (moduli necessari)? Dove (posso deciderlo io?) e per quanto tempo posso fermarmi in un posto? Devo pagare per l’occupazione del suolo pubblico? Devo rilasciare una ricevuta generica per la dichiarazione dei redditi 730?

Con riferimento ai quesiti posti, si espone quanto segue:

1) Si, il lettore può realizzare e vendere le sue creazioni ma occorre tenere presente che:

– se i quadri o altre creazioni vengono vendute, a poco prezzo, occasionalmente, ossia ogni tanto, e dalla vendita non si supera il guadagno annuo di 5.000,00 euro, tale attività viene considerata un’arte o passatempo e non vi sono obblighi contributivi e fiscali.

– Se, al contrario, le creazioni vengono vendute giornalmente, o con una scadenza ben determinata (ad esempio una volta alla settimana) e i guadagni superano i 5.000,00 euro, tale attività viene considerata quella di un venditore professionista e richiede l’apertura di una apposita partita iva.

2) Se l’attività del lettore è quella di artista o creativo, ossia di chi realizza delle creazioni artistiche vendute ogni tanto, con un guadagno inferiore a 5mila euro all’anno, non vi sono moduli da compilare ma è conveniente portare sempre con sé una dichiarazione di vendita temporanea, da esibire a richiesta delle forze dell’ordine, con la quale si dichiara appunto di esporre e vendere le proprie opere d’arte occasionalmente e non come venditori abituali o professionisti.

Se, invece, l’attività è quella di venditore professionista, il lettore per mettersi in regola, dovrà:

– aprire partita iva presso l’Agenzia delle Entrate;

– iscriversi alla Camera di Commercio del suo Comune nella sezione artigiani o commercianti;

– presentare al suo Comune la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA);

– tenere le scritture contabili;

– avvalersi dell’assistenza di un commercialista.

3-4) Il lettore non può vendere le sue creazioni dove vuole ma solo in apposite aree predisposte dai Comuni, come ad esempio nei mercatini rionali. Per fare ciò dovrà presentare una denunzia di inizio attività per esposizione e vendita di proprie opere d’arte, presso il Comune di residenza, pagando un canone, generalmente annuale, per l’occupazione dell’area nella quale verranno posizionati i prodotti da vendere, ad esempio con un banco o una tenda.

Spesso i Comuni organizzano manifestazioni o eventi per i quali la partecipazione è gratuita o a prezzi irrisori, in particolare in alcuni periodi dell’anno.

5) Il venditore professionista è obbligato al rilascio dello scontrino o ricevuta fiscale.

L’artista o hobbista (che non supera il guadagno di 5mila euro annui per la vendita delle sue opere) deve rilasciare delle ricevute generiche, non fiscali (il cosiddetto blocchetto in bianco che viene venduto anche in cartoleria), nelle quali devono essere indicati i dati di chi vende e di chi compra con l’indicazione del prezzo pagato. Se il prezzo di vendita dell’oggetto d’arte supera i 77,46 euro, occorrerà applicare sulla ricevuta una marca da bollo da 2 euro. I guadagni percepiti devono essere inseriti nel quadro D del modello 730 come redditi diversi.

La giurisprudenza conferma quanto detto.

La normativa sull’imposizione fiscale trova applicazione anche in materia di transazioni effettuate tramite canali informatizzati, purché sussistano i presupposti dell’abitualità dell’attività imprenditoriale e della realizzazione di un volume d’affari. L’accertamento di tali requisiti va effettuato con applicazione dell’ordinario regime probatorio previsto per l’imposizione tributaria, e, pertanto, in materia di omessa presentazione della dichiarazione fiscale, l’Ufficio deve fornire sufficiente prova, anche indiziaria, dei fatti giustificativi dell’imposizione, ed il contribuente può contestare tali fatti sia nel procedimento, presentando osservazioni al pvc, sia in sede contenziosa, producendo prova contraria ai fatti accertati in quella sede. Una mole elevata di transazioni on line dimostra che l’attività di vendita è stata effettuata dal contribuente in maniera non saltuaria od occasionale, per esigenze di cassa, bensì in maniera sistematica.” Commiss. Trib. Reg. Lazio Roma Sez. I, 01/12/2014.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta

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