Diritto e Fisco | Articoli

Condominio e diffida: come contestare

6 gennaio 2018


Condominio e diffida: come contestare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 gennaio 2018



Il nostro condominio ha ricevuto una diffida per un credito di circa 30.000 euro sorto per alcuni lavori negli anni 2000 e 2001. Come possiamo verificare l’esattezza della somma? Come possiamo chiedere all’amministratore spiegazioni sulla natura e le origini del credito?

La lettera, inviata dal legale all’amministrazione del condominio del lettore e da quest’ultimo fornita allo scrivente in allegato, non consente di comprendere la natura e le origini del credito che il cliente del legale dichiara di vantare nei confronti del condominio stesso.

E proprio allo scopo di comprendere quali siano le ragioni di questo credito (di così rilevante importo), è opportuno che i condomini ne chiedano conto direttamente all’amministratore. Si rammenta che per legge l’amministratore non solo deve conservare la documentazione inerente alla propria gestione riferibile sia al rapporto con i condomini sia allo stato tecnico – amministrativo dell’edificio e del condominio, ma deve anche curare la tenuta del registro di contabilità e del registro dei verbali delle assemblee e deve aver ottenuto in consegna dai precedenti amministratori tutta la documentazione relativa alle passate gestioni (questo nel caso in cui l’attuale amministratore non fosse quello in carica negli anni 2000 e 2001 che sono gli anni a cui risale, secondo la lettera allegata, il sorgere del credito nei confronti del condominio).

Si consiglia, quindi, al lettore di chiedere all’amministratore spiegazioni dettagliate sulla questione sollevata dalla lettera del legale fornita in allegato: dapprima le spiegazioni possono essere chieste in modo informale e poi, se necessario, inviando all’amministratore una lettera (meglio se sottoscritta da più condomini) richiedendo che la questione sia portata all’ordine del giorno in una prossima assemblea

e, quindi, discussa ed approfondita in quella sede (in base all’articolo 66 delle disposizioni di attuazione del codice civile la richiesta all’amministratore di convocazione dell’assemblea può essere fatta anche da almeno due condomini che rappresentino un sesto dei millesimi complessivi: decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta di convocazione inviata all’amministratore, i detti condomini possono direttamente provvedere loro alla convocazione dell’assemblea).

Se l’amministratore non fosse poi in grado di fornire adeguate risposte ai condomini sulla natura e le origini del credito indicato nella lettera allegata, è opportuno che l’assemblea richieda all’amministratore (anche, se ritenuto opportuno, autorizzandolo a conferire apposito mandato ad un legale) di rispondere alla lettera chiedendo al mittente (cioè al legale che inviò la lettera all’amministrazione) di spiegare in dettaglio la propria richiesta chiarendo quali siano le pezze giustificative di un credito di oltre 30.000 euro.

Naturalmente è opportuno che a quella lettera l’amministrazione risponda anche nel caso in cui l’amministratore sia stato in grado di spiegare ai condomini la natura e le origini del credito indicato nella richiesta inviata all’amministrazione (eventualmente per avviare una trattativa per definire in modo bonario la vicenda).

Fatta questa premessa, si aggiunge che il legale che ha inviato la lettera all’amministrazione può, se munito di apposita documentazione a sostegno delle sue pretese, avviare le opportune azioni per recuperare in modo forzoso quella somma.

L’avvocato potrebbe cioè iniziare una causa per ottenere una sentenza che accerti l’esistenza di questo credito e condanni il condominio a pagarla.

Nel caso in cui il legale vincesse la causa potrebbe poi, se il condominio non pagasse spontaneamente l’importo stabilito dal giudice e non facesse appello alla sentenza, avviare le azioni utili per pignorare il conto corrente condominiale prelevando dal conto stesso la somma che il giudice, in sentenza, avesse accertato essere un debito del condominio nei confronti del cliente del legale.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI