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Si può destinare appartamenti all’accoglienza di extracomunitari?

6 gennaio 2018


Si può destinare appartamenti all’accoglienza di extracomunitari?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 gennaio 2018



Nel nostro condominio il proprietario di alcuni immobili ha deciso di destinarli all’accoglienza di persone di colore, extracomunitarie. Da allora c’è molta sporcizia nelle scale e nel giardinetto condominiali. Viviamo con la paura che possano farci del male. Come possiamo tutelarci? Con un esposto alla questura o alla prefettura? Il proprietario di quegli appartamenti non ha violato il regolamento condominiale? 

Innanzitutto, nel caso di specie, il regolamento condominiale non è stato violato.

Adibire, infatti, uno o più appartamenti all’accoglienza di persone (qualunque sia la loro nazionalità), cioè ad un uso che è identico a quello abitativo, non vìola il regolamento che, appunto, consente di adibire gli appartamenti in proprietà esclusiva ad uso abitativo.

Inoltre lo scopo perseguito da condomini, cioè “mandar via” delle persone in quanto sconosciute, non è un obiettivo che può essere raggiunto legalmente.

Se, invece, una o più determinate persone che abitano questo appartamento dovessero commettere fatti costituenti reato sarebbero perseguibili penalmente (con apposite denunce) come è perseguibile qualsiasi persona che commetta un reato.

Finché, invece, ci fossero solo “paure” senza alcun concreto elemento che le giustifichi, non si potrà legalmente perseguire nessuno come non è possibile perseguire nessuna persona semplicemente perché di colore diverso o di nazionalità diversa o di abitudini diverse (secondo i fondamentali principi della Costituzione italiana).

Detto questo, l’amministratore condominiale può presentare al Comune e non alla Questura o alla Prefettura, dettagliato esposto per segnalare eventuali violazioni dei requisiti igienico sanitari (stabiliti dalle norme contenute nel d.m. 5 luglio 1975 ed anche da quelle diverse eventualmente fissate dalle norme regionali e/o comunali).

La procedura (per la quale è competente lo sportello unico per l’edilizia che dispone della relativa modulistica e fornisce ogni utile informazione in merito) prevede che l’autorità comunale verifichi ciò che è stato segnalato anche interessandone, se utile e necessario, la Ausl, l’Arpa, la Polizia municipale ecc.

La procedura, che evidentemente può prevedere un sopralluogo, necessita della segnalazione al proprietario dell’immobile dell’avvio del procedimento (di solito solo se non sia necessaria una verifica sul posto da parte degli organi di controllo) e può concludersi, se la violazione fosse accertata, con l’irrogazione di una sanzione amministrativa e con la diffida ad adeguarsi alla normativa vigente.

L’esponente (cioè il soggetto che avrà presentato l’esposto) verrà informato dell’esito della procedura.

Si noti, infine, che sarà opportuno che i condomini autorizzino l’amministratore a presentare l’esposto, oppure nulla esclude che siano anche singoli condomini a presentarlo (sottoscrivendolo).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

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