Diritto e Fisco | Editoriale

Licenziamento: legittimo se la malattia non è comunicata

12 Marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Marzo 2018



Il lavoratore deve giustificare la propria indisponibilità e comunicare tempestivamente l’assenza al datore: in mancanza può essere licenziato.

Se sei un lavoratore dipendente, devi sempre ricordarti di giustificare l’assenza per malattia, ma anche di comunicarla debitamente al tuo datore di lavoro. Se non lo fai, il rischio di un licenziamento motivato è concreto. È questa la conclusione alla quale arriva una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione [1], la quale ha confermato la legittimità di un licenziamento comminato a carico di un lavoratore distratto, rispetto ai suoi fondamentali obblighi di comunicazione. Ed allora, se una malattia del corpo o della mente impedisce al dipendente di recarsi sul luogo di lavoro, cosa deve fare il lavoratore per giustificare adeguatamente la propria assenza e perché il licenziamento è legittimo , se la malattia non è comunicata al datore di lavoro? Approfondiamo insieme le conclusioni raggiunte dalla Cassazione.

Assenza per malattia: che cos’è?

È un po’ noto a tutti che la salute del cittadino italiano è sacra. Si tratta di un diritto fondamentale ed irrinunciabile persino sancito all’interno della nostra Carta Costituzionale. Partendo da questo incontestabile presupposto, appare evidente che il lavoratore malato è giustificato se manca al lavoro. In sostanza si tratta di un legittimo impedimento che, secondo legge [2], determina una sospensione del rapporto di lavoro, senza che il dipendente possa subire delle conseguenze da questa situazione. L’assenza, in questo caso è quindi motivata. Detto ciò, il dipendente non può assentarsi semplicemente, ma deve giustificare la propria assenza con un certificato medico e deve comunicare questa circostanza al datore di lavoro. Se non rispetta le descritte formalità, rischia il più grave e drammatico dei provvedimenti disciplinari: il licenziamento. Ma perché la malattia si deve comunicare e soprattutto, perché l’assenza temporanea del lavoratore ammalato deve giustificarsi in un certo modo?

Assenza per malattia: perché si deve comunicare

Abbiamo visto in precedenza che la malattia nel corpo o nella mente del lavoratore consente legittimamente a quest’ultimo di assentarsi dal luogo di lavoro. Tuttavia il datore di lavoro deve essere messo nelle condizioni di organizzare la propria attività lavorativa, e non può restare spiazzato da un’assenza ingiustificata o non debitamente comunicata. Nello specifico la Cassazione, sopra citata, afferma che la tempestiva informazione al datore dell’assenza …è preordinata a consentire all’imprenditore di provvedere con tempestività ad assumere gli interventi organizzativi necessari ad assicurare il buon funzionamento dell’impresa e della produzione… Sono queste, pertanto, le ragioni per le quali il lavoratore deve assolutamente rispettare i propri obblighi informativi. Ma se questi obblighi sono disattesi, l’eventuale licenziamento è legittimo e perché?

Assenza per malattia: senza comunicazione il licenziamento è legittimo

Alla luce di quanto precisato dalla Suprema Corte di Cassazione, la mancata comunicazione al datore dell’assenza per malattia, rappresenta un grave inadempimento agli obblighi contrattuali assunti dal lavoratore. Questi non può essere giustificato per il solo fatto che la malattia era reale e non inventata. Nel caso concreto, infatti, il lavoratore era effettivamente malato, solo che non aveva tempestivamente comunicato la sua assenza al datore. Questa omissione si era protratta oltre i quattro giorni previsti dal contratto collettivo e non poteva non considerarsi come un grave inadempimento, al pari di un’assenza ingiustificata, così come era previsto dallo stesso contratto. Per le descritte ragioni, la Cassazione ribadiva e legittimava la decisione presa dalla precedente Corte di Appello di Perugia e confermava la legittimità del licenziamento comminato al dipendente che, nonostante fosse effettivamente malato, non aveva comunicato e giustificato la propria assenza, nel limite di tempo massimo sancito.

note

[1] Cass. civ. sent. n. 26465 del 08.11.2017.

[2] Art. 2110 cod. civ.


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