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Autorizzazione per forno a legna

16 Febbraio 2018 | Autore:
Autorizzazione per forno a legna

Concessione edilizia, permesso di costruire o Dia per installare un forno sul terrazzo o in giardino? E se ha anche il barbecue? Quali distanze da rispettare?

Quando si possiede una particolare abilità a impastare, a fare la pizza, la focaccia o il pane, perché rinunciare alla serata in famiglia o con gli amici a casa anziché andare in pizzeria? Per fare le cose bene, però, ci vuole il forno a legna anziché quello elettrico di casa. Ci vuole qualche autorizzazione particolare per mettere un forno a legna all’esterno della propria abitazione? Oppure, visto che sono nella mia proprietà, lo metto dove voglio e quando voglio?

Tutto dipende da com’è collocata l’abitazione ma anche dalle caratteristiche del forno. Se si tratta di una struttura mobile, le cose sono più semplici: uno lo sposta dove non dà fastidio e, quando non gli serve, lo mette via. Non si tratta, dunque, di una struttura ancorata a terra e realizzata in muratura.

Diverso, invece, il discorso quando si tratta di una struttura fissa. Quale autorizzazione ci vuole per il forno a legna in questo caso?

Forno a legna da esterno: quale autorizzazione?

L’esterno della casa è il luogo in cui, di solito, si pensa a collocare un forno a legna. Sul terrazzo o in giardino, è il posto ideale per una pizzata con gli amici o per un pranzo della domenica a base di lasagne e arrosto (possibilmente con due patate con un rametto di rosmarino) senza sporcare la cucina.

Per sapere quale autorizzazione è necessaria per il forno a legna da esterno, bisogna premettere che la sua costruzione viene considerata opera edilizia [1] se:

  • viene eseguita in muratura o in materiale diverso;
  • ha carattere di consistenza e di stabilità;
  • è infisso al suolo.

Pertanto, un forno a legna costruito all’esterno dell’abitazione in modo stabile (quindi non con delle rotelle che consentono di spostarlo) è da considerare un’opera edilizia e, per questo motivo, essere soggetto ad un permesso del Comune.

Il forno a legna deve essere indicato nel progetto della casa. Se il permesso di costruire è ancora valido, è possibile chiedere al Comune una variante. Altrimenti, è possibile presentare una Dia autonoma (una Dichiarazione di inizio attività) per manutenzione straordinaria.

La legge, infatti [2], definisce «interventi di manutenzione straordinaria» le opere e le modifiche necessarie a rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche nelle destinazioni d’uso.

È importante, però, verificare le norme dettate da ogni singolo Piano regolatore comunale, che possono cambiare da un municipio all’altro, nonché – nel caso non si abiti da soli in una villetta – del regolamento condominiale.

Forno a legna: devo rispettare delle distanze minime?

Oltre alle autorizzazioni del Comune, quando si vuole fare un forno a legna bisogna rispettare certe norme di sicurezza, come le distanze dal vicinato, dalle piante del giardino, ecc., oltre ad alcune regole che riguardano la struttura stessa del forno.

Su quest’ultimo aspetto, è importante collocare il forno su un fondo resistente (soprattutto nel caso in cui venga collocato all’esterno dell’abitazione e non su terrazzo). La parte anteriore deve essere riparata da agenti atmosferici in modo da non accumulare del materiale che possa ostruire la combustione e la regolare fuoriuscita di fumo.

Quanto alle distanze, il forno a legna deve trovarsi a non meno di 5 metri dalla pianta più vicina, da eventuali serbatoi di materiale infiammabile e dai fabbricati, compreso quello del vicino.

La canna fumaria deve avere non meno di 1/1,5 metri.

Se il forno a legna viene installato in condominio – sempre che si abbia l’autorizzazione ed il regolamento condominiale lo consenta – e si abita al piano terra o in uno dei piani intermedi, la canna fumaria dovrà raggiungere il tetto.

Da non trascurare anche il fattore vento, soprattutto per evitare di dare fastidio al vicino di casa ogni volta che si accende il forno a legna. Posizionarlo in un luogo riparato eviterà delle noie.

Se il forno a legna ha anche il barbecue, quali autorizzazioni?

Gli amanti dei pranzi in giardino o sul terrazzo non sempre si accontentano del tradizionale forno a legna, cioè quello simile al forno che si trova in pizzeria, ma – già che ci sono – vogliono anche dotarlo di barbecue per avere l’alternativa della grigliata o per far funzionare le due cose in contemporanea (la griglia per la carne, il forno per le patate, le verdure ripiene, il pane fatto in casa, ecc.). Ci vuole qualche autorizzazione particolare in questo caso?

Se il forno è dotato di barbecue ed è stato realizzato con struttura portante in mattoni e cemento, chiusa da due lati, è necessario il permesso di costruire e non basta la semplice Scia. Lo ha precisato il Tar della Calabria [3]. Il proprietario della costruzione non può invocare, a proprio beneficio, la circostanza che il barbecue fuori casa sarebbe un manufatto di pertinenza del proprio immobile: se ciò, infatti, è vero sotto un profilo civilistico, non è altrettanto vero dal lato urbanistico.

Secondo il codice civile [4], sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa; in tal caso, la destinazione può essere effettuata direttamente dal proprietario dell’immobile.

Ma questo non basta in materia edilizia dove la pertinenza non può avvenire per destinazione del proprietario dell’immobile o da chi vanti un altro diritto reale sul bene. Per l’urbanistica, infatti, conta l’oggetto e non il soggetto: dunque il rapporto di stretta pertinenzialità deve nascere dalla struttura stessa dell’opera destinata a servizio di quella principale. Se i servizi dell’abitazione sono completi, allora, il forno-barbecue non può dirsi strettamente necessario e quindi pertinenza dell’immobile: costituisce invece una costruzione autonoma che ha bisogno della concessione edilizia.


note

[1] Cass. sent. n. 3497/1987.

[2] Art. 3 DPR. 380/2001.

[3] Tar Calabira, sent. n. 900/15.

[4] Art. 817 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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4 Commenti

  1. Se l’articolo è stato pubblicato davvero a febbraio 2018, trovo anacronistico parlare ancora di DIA.
    Inoltre vorrei sapere se oggi il forno a legna può essere considerato tra le opere di edilizia libera. (Nel glossario, tra le Aree ludiche ed elementi di arredo delle aree di
    pertinenza è compreso anche il barbecue in muratura).

  2. Anche io trovo l’articolo poco allineato con l’attuale normativa (la DIA non esiste più dal SCIA2).
    Il forno a legna, se delle caratteristiche descritte nell’articolo, a mio avviso non può essere assimilato al barbecue e quindi non rientra tra le opere di edilizia libera…

  3. E possibile che in un condominio sulle aree private di metri quadri 5×6 si possa costruire un forno per la pizza e un caminetto in cemento anche se è a 5 metri dal fabbricato di 3 piani dando fastidio ai condomini che hanno le finestre difronte ai forni e camini che devono chiudere per non far entrare il fumo in casa non credo che la legge lo permetta.

    1. Se il forno o il barbecue dà fastidio ai vicini di casa per via del fumo che entra dalle finestre, è possibile essere citati in tribunale: il soggetto molestato può infatti chiedere al giudice di ordinare la rimozione del barbecue – quando fissato al suolo in modo stabile – o l’innalzamento del tubo di scarico dei fumi. Insomma, il magistrato può ordinare al proprietario del forno l’adozione di tutte le misure necessarie a procurare la minore molestia possibile ai confinanti tutte le volte in cui desidera grigliare carne e pesce. Tuttavia, è molto difficile ottenere anche il risarcimento del danno quando si tratta di un fastidio minimo e occasionale. Lo ha chiarito il tribunale di Vicenza. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire cosa prevede la legge riguarda a barbecue, distanze e tutele dal fumo. Per saperne di più, leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/167225_barbecue-distanza-e-tutela-dal-fumo

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