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Perché le tasse in Italia sono alte?

3 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 gennaio 2018



Evasione, corruzione e spesa pubblica costringono lo Stato a far pagare più imposte ai cittadini. Quali soluzioni?

Alzi la mano chi non si è mai lamentato della pressione fiscale in Italia. Le tasse sono tante, le tasse sono troppo elevate, le tasse sono impossibili per i cittadini, le tasse uccidono le imprese. A dare manforte ai cittadini che si lamentano delle tasse ci si mette anche l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che punta il dito contro l’Italia e accusa: il vostro Paese ha la pressione fiscale alle stelle. Si accoda il Centro Studi ImpresaLavoro, importante osservatorio economico italiano: la sua rilevazione più recente sulla «libertà fiscale» in Europa dice che l’Italia è all’ultimo posto, che si trova «fiscalmente oppressa» insieme ad altri sette Stati, tra cui Germania e Francia (gli altri due Paesi europei del G7, visto che la Gran Bretagna è uscita dall’Ue). Redditi d’impresa, Iva, trattenute sulla busta paga: metà di quello che guadagniamo va allo Stato. Siamo messi bene, insomma.

Ma perché le tasse in Italia sono alte? Ed è vero, è tecnicamente vero che in Italia le tasse sono alte? Vediamo di capirci di più.

Perché la pressione fiscale è elevata in Italia?

L’evasione fiscale

C’è una regola tanto vecchia quanto banale che riguarda sia l’economia di uno Stato sia l’economia familiare: se servono 100 euro per campare e paga uno solo, quel poveretto farà fatica in eterno mentre gli altri continueranno a vivere sulle sue spalle. Così, uno dei motivi per cui le tasse in Italia sono alte è il fatto che non tutti mettono in cassa la loro parte.

L’evasione fiscale, dunque, è uno degli elementi più importanti che porta le tasse a livelli spesso insopportabili. Colpevole quel sentire comune secondo cui «siccome le tasse sono troppo alte, non le pago o, almeno evado quello che posso». Una mancanza di coscienza del bene comune che ha, come conseguenza, l’aumento della pressione fiscale per i cittadini onesti.

Certo, anche lo Stato dovrebbe fare la sua parte per lottare in modo più efficace contro l’evasione fiscale. Non lo diciamo solo noi ma anche l’Ocse, secondo cui la politica contro i furbetti delle imposte è inadeguata (tra le peggiori in Europa).

Il troppo individualismo genera questo tipo di situazioni. Il problema è che lo Stato ha bisogno di 100 per garantire dei servizi alla collettività. E se a pagare sono in 30, questi dovranno per forza di cose tirar fuori più soldi anche a favore degli evasori.

La corruzione

Qui non si tratta di soldi che non entrano ma di soldi che escono e che finiscono dove non dovrebbero finire: nelle tasche dei corruttori e dei concussi, popolazione – a quanto pare – piuttosto numerosa in Italia, secondo le cronache quotidiane di funzionari e politici «pizzicati» con bustarelle in tasca.

Che cosa c’è in quelle bustarelle? Ci sono dei soldi che, se finiti o rimasti nelle casse dello Stato, aiuterebbero a mantenere una pressione fiscale meno elevata e, quindi a non dover pagare delle tasse così alte.

La corruzione nel nostro Paese costa diversi miliardi di euro (miliardi, sì). Perché? Pensate al tipico esempio dell’appalto pubblico. Bisogna costruire una scuola pubblica (quindi paga lo Stato, cioè noi con le nostre tasse). Il funzionario, il dirigente o il politico di turno, per prendersi una fetta della torta, alza i costi dell’opera in due modi: scegliendo l’impresa di comodo che gli garantirà una lauta percentuale (che paghiamo sempre noi con le nostre tasse) e rinviando in eterno la chiusura dei lavori. In entrambi i casi, ci sarà una spesa innecessaria, destinata a garantire la mazzetta. Risultato: per pagare quell’opera, l’Amministrazione pubblica dovrà, per forza di cose, far lievitare le imposte.

Immaginate i soldi che finiscono illecitamente nelle tasche dei corrotti e dei concussi grazie a tutti gli episodi che leggiamo da decenni sui giornali o visto in tv. Miliardi, appunto. Quanto basta per ripianare una parte del debito pubblico. Chiedersi perché le tasse in Italia sono alte è chiedersi anche chi è che mandiamo ad occupare certe poltrone.

La spesa pubblica

Come nelle famiglie, anche nella Pubblica amministrazione una cattiva gestione dei soldi porta ad avere sempre più bisogno di entrate. Se, come dicevamo, c’è bisogno di 100 per campare e spendo 150, dove vado a trovare gli altri 50 che mi servono? Un padre di famiglia, per far quadrare il bilancio, piuttosto mangia pane e cipolla per garantire ai figli lo studio, la salute, i vestiti, un piatto di pasta ogni giorno a tavola (il filetto lo stanno ancora cercando a Chi l’ha visto?). Un politico no: pane e cipolla nel suo vocabolario non esistono.

Ma non si tratta solo dei stipendi di parlamentari, sottosegretari e direttori generali (che già ci costano eccome). Si tratta anche di tutti quegli enti (sono quasi 150) che non possono essere controllati dalla Corte dei Conti (la magistratura contabile) e che hanno, così, libero accesso allo spreco. Una famiglia che non risparmia, prima o poi si trova in difficoltà perché lo stipendio quello è e quello deve bastare. Uno Stato che non risparmia, però, sa che può contare sui contribuenti: basterà che le tasse siano un po’ più alte per far quadrare il bilancio.

Tutto ciò non fa che aumentare il debito pubblico. Vendere titoli di Stato ad investitori nazionali e stranieri nella speranza che, prima o poi, tutto si risolva e si riesca a pagare chi li ha acquistati. Cosa che non succede. Il perché, l’abbiamo appena visto.

Tasse troppo alte: quale soluzione?

Innanzitutto, appare ovvio che senza risolvere le situazioni sopra elencate non si va da nessuna parte: il cittadino continuerà (giustamente) a pretendere dei servizi e lo Stato (conseguentemente) non sarà capace di soddisfarli e dovrà lasciare le tasse alte o, ancor peggio, continuare ad alzarle.

Nel frattempo, però, c’è un modo per evitare che il Fisco continui a bussare alla nostra porta, a tal punto da riservargli ormai una camera da letto e un posto a tavola?

Qui ci sono diverse scuole di pensiero e ciascuna con la sua logica.

La prima chiede di eliminare la corruzione e l’evasione fiscale e di regolare la spesa pubblica, cioè di sistemare le tre questioni viste in precedenza. Tutti paghino e lo Stato risparmi, insomma. Senza, però, privare al cittadino delle agevolazioni di cui oggi gode. Mantenere, quindi, azzerato l’Imu sulla prima casa, evitare di alzare la pressione fiscale sulle aziende per non favorire i licenziamenti, mantenere le detrazioni e le deduzioni fiscali su certe spese, ecc. Insomma, alla peggio che resti tutto com’è e, quando la lotta agli sprechi e all’evasione e alla corruzione sarà finita (sognare non costa nulla) allora si fanno quattro conti e, per logica, le tasse dovrebbero diminuire, visto che ci sarebbero maggiori entrate.

La seconda scuola di pensiero è meno «populista» ma, secondo alcuni esperti, forse più efficace. Parte sempre dal presupposto che il vero veleno della nostra economia sia quella terna di fattori di cui abbiamo parlato. Ma chiede di rafforzare la base della piramide, cioè: meno tasse su redditi e lavoro e, semmai, più sugli acquisti e sulla casa. Quale può essere il beneficio, secondo questa logica? Detassare la busta paga di un dipendente significa fargli guadagnare di più e, quindi, dargli la percezione di avere un carico fiscale inferiore. Lo stesso succede con professionisti e aziende: meno tasse significa maggiore capacità di investimento e, quindi, maggiore capacità di crescere e di assumere, oltre ad una minore probabilità di evasione fiscale (il che, a sua volta, garantirebbe uno «zoccolo duro» di soldi allo Stato).

Dovendo, comunque, garantire delle entrate nelle casse pubbliche, questa soluzione immagina di non far scendere le tasse sull’Iva e sulla casa, mantenendo l’Imu per dare la possibilità ai Comuni di offrire maggiori servizi ai cittadini.

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7 Commenti

  1. Che domanda stupida!!! servono per far quadrare i conti dei politici che prendono le pensioni d’oro (vitalizi)!!!
    Inoltre abbiamo troppi parlamentari tra Deputati, Senatori, Consiglieri ecc….., che devono essere pagati!!!
    Per diminuirle bisogna tagliare le pensioni d’oro e dimezzare i Deputati alla Camera e i Senatori al Senato!!! Bisognerebbe iniziare a fare questo.

    1. Oltre ai vostri sfoghi vorrei aggiungere che la politica è l’unica colpevole ai disagi che ci invadono, un grande esempio di disorganizzazione è l’ingrasso che si da a tutti i cittadini comunitari ed extracomunitari, un esempio : un cittadino 50enne che entra in italia dopo 10 anni chiede la cittadinanza dopo 15 va in pensionamento, lo stesso cittadino che lavora per metà assicurato (quindi paga le tasse) e metà in nero può usufruire dei servizi sanitari ed essere esente per reddito basso, lo stesso fa entrare i figli, moglie, zio, nonna e cane questo per il ricongiungimento familiare (un’altra legge del c…zo) quindi chiede gli assegni familiari, se la famiglia ha hendicap può richiedere l’invalidità civile e se il caso anche l’accompagnamento. Grazie alle leggi che lo permettono in media se fatto un calcolo approssimativo ogni individuo pesa alle nostre tasche 24000.00 euro l’anno.

  2. … ovvero è sempre di moda la vecchia teoria che l’imposta sul reddito viene applicata non in riferimento al reddito percepito ma in riferimento alla previsione di quella che sarà l’evasione da parte di chi percepisce redditi senza dichiararli; e tutto questo con il placet di uno stato corrotto

  3. Noi paghiamo le tasse da quando ci alziamo al mattino pagando l’iva (22% non è poco mi sembra….) sulla carta igienica, sull’acqua dello sciaquone, sul sapone, dentifricio, etc. etc. poi saliamo ina uto e ….bollo, iva gomme, tasse varie carburante, autostrada….e avanti per tutta la giornata, in effetti anche suul’aria inquinata che respiriamo, cosa vogliono di più sti avvoltoi che stanno al governo ????

  4. Caro amico ti dico che vogliono la rivoluzione (che nn tardera ad arrivare ) e cmq ti spremeranno fino all’ultima goccia di sangue che hai nel corpo di girati l’ultima cazzate del nuovo anno i 2 cent x la bustina al supermercato ma dico il tutto x che qualche politico di merda avrà qualche azione di merca pure quella di qualche fabrichetta di sacchetti di mmerda pure muro

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