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Lo sai che? Chi rilascia l’autorizzazione per occupazione del suolo pubblico?

Lo sai che? Pubblicato il 3 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 gennaio 2018

Se si ha necessità di occupare, per poco tempo o a lungo, una parte del suolo pubblico, bisogna ottenere un’apposita autorizzazione: chi la rilascia?

Nell’esercizio di moltissime attività commerciali e turistiche, al giorno d’oggi, è utile – laddove non necessario – poter usufruire di spazi all’aperto, utilizzando di conseguenza porzioni di suolo pubblico, che siano su una strada, una parte di marciapiede o in una piazza. Il pensiero non può che andare immediatamente alla predisposizione, soprattutto durante il periodo estivo, di tavolini all’aperto con sedie per ristoranti, bar e locali, oppure ai negozianti che hanno necessità di mettere davanti al proprio negozio alcune merci in esposizione. In realtà, il doversi servire di parti del suolo pubblico può essere indispensabile anche per altre finalità, non strettamente connesse a eventuali esercizi commerciali: accade di frequente anche alle associazioni o fondazioni che organizzino una manifestazione o un evento, oppure che debbano predisporre dei tavolini per una raccolta firme. Trattandosi però di suolo pubblico, e quindi di proprietà statale, non è ovviamente a libera disposizione (e occupazione) dei cittadini e degli esercizi commerciali, che devono ottenere, prima di procedere, apposita autorizzazione per occupazione del suolo pubblico. Vediamo assieme cosa significa anzitutto occupazione del suolo pubblico e chi rilascia l’autorizzazione per occupazione del suolo pubblico.

Occupazione di suolo pubblico: significato e tipologie

Quando si parla di occupazione di suolo pubblico ci si riferisce all’uso che un soggetto privato può avere su uno spazio pubblico, che quindi per destinazione è rivolto alla collettività. L’occupazione è temporanea ed esclusiva da parte del richiedente, e può riguardare il suolo, il soprassuolo e il sottosuolo, sia di beni del demanio e appartenenti al patrimonio indisponibile del comune che di aree private gravate da servitù di uso pubblico. Ogni comune, nell’ambito del proprio regolamento, stabilisce i presupposti e le condizioni di autorizzazione e concessione del suolo pubblico, individuando inoltre l’ammontare del canone di occupazione e prevedendo condizioni particolari a seconda della tipologia di area in relazione alla quale si presenta la richiesta di autorizzazione per occupare il suolo pubblico. Possono infatti essere previsti, dai singoli regolamenti comunali, ulteriori adempimenti e requisiti specifici qualora le aree da occupare abbiano un particolare valore ambientale, archeologico o storico artistico, o nelle ipotesi in cui sussistano determinati motivi di ordine pubblico e viabilità, anche in osservanza delle disposizioni previste dal codice della strada. Bisogna però tenere a mente che l’occupazione di suolo pubblico va distinta dalla concessione di suolo pubblico: quali sono le differenze fra questi provvedimenti amministrativi?

Occupazione di suolo pubblico e concessione di suolo pubblico

L’occupazione di suolo pubblico è differente dalla concessione di suolo pubblico, in quanto i due sono provvedimenti rilasciati dalla pubblica amministrazione competente per finalità differenti. L’occupazione, come abbiamo visto, comporta un utilizzo temporaneo del suolo, viene rilasciata previa specifica autorizzazione – nei modi che analizzeremo – ed è quindi di durata limitata.

La concessione di suolo pubblico, invece, si verifica nei casi in cui l’occupazione è permanente e di lunga durata, e si distingue dall’occupazione anche per il fatto che, nel caso della concessione di suolo pubblico, occorre corrispondere la relativa tassa per la concessione del suolo pubblico.

Occupazione del suolo pubblico: chi rilascia l’autorizzazione

L’autorizzazione per occupazione del suolo pubblico viene rilasciata dal comune nel quale sono ricomprese le aree delle quali si sta chiedendo l’utilizzo. In particolare, l’unità organizzativa responsabile dell’istruttoria, alla quale quindi bisogna rivolgersi per ottenere il rilascio dell’autorizzazione, è in genere la polizia municipale e locale.

A seconda dei comuni, tra i documenti da allegare alla richiesta di autorizzazione alla concessione di suolo pubblico rientrano anche alcune planimetrie, che consentono all’autorità competente di individuare con precisione la zona interessata dall’occupazione richiesta, e nelle quali siano quindi individuabili le dimensioni sia dell’area occupata che delle aree circostanti, in modo da avere un quadro completo dell’intervento che si richiede.

Per quanto riguarda le modalità di inoltro della richiesta di occupazione di suolo pubblico, ricordiamo che in applicazione del codice dell’amministrazione digitale [1] la domanda di autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico può essere presentata anche in modalità telematica, allegando al messaggio email o di posta elettronica certificata la fotocopia di un documento di identità valido del cittadino, o dell’impresa richiedente qualora si trattasse di un’esigenza di carattere commerciale.

Nel caso in cui la richiesta di autorizzazione venga fatta attraverso modalità telematica, e con questa stessa modalità sia quindi successivamente trasmessa al richiedente, per la marca da bollo da versare occorrerà inviare – sempre attraverso posta elettronica certificata – autocertificazione in cui si dichiara l’avvenuto annullamento della marca apposta sull’autorizzazione.

Occupazione di suolo pubblico: una precisazione

Bisogna precisare un aspetto importante in relazione alle modalità di inoltro della domanda e delle procedure relative all’istruttoria, comprese quelle riguardanti le tempistiche di rilascio del provvedimento amministrativo richiesto. La disciplina relativa all’occupazione di suolo pubblico è infatti, come abbiamo visto, regolata da regolamenti comunali, e pertanto non è di conseguenza omogenea e unitaria sull’intero territorio nazionale. Sebbene quindi le modalità generali possano, in concreto, essere simili (modulistica reperibile online, pagamento marche da bollo e eventuali tasse per l’occupazione del suolo, polizia municipale quale unità organizzativa responsabile dell’istruttoria), in pratica dal punto di vista materiale la documentazione da allegare varia a seconda del comune di riferimento. È pertanto opportuno fare una ricerca sul sito internet del comune nel quale si intende richiedere l’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico, e scaricare le istruzioni coi moduli da presentare, in modo da seguire le procedure corrette e specifiche in relazione alla porzione di suolo pubblica che interessa occupare.

note

[1] D.Lgs. n. 82/2005 del 7 marzo 2005.

Autore immagine: Pixabay.


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