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Lo sai che? Autorizzazione per non fare educazione fisica

Lo sai che? Pubblicato il 3 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 gennaio 2018

La legge consente di ottenere l’esonero dall’ora di educazione fisica. Vediamo quando.

Secondo la legge italiana [1], l’insegnamento dell’educazione fisica è obbligatorio in tutte le scuole ed istituti di istruzione secondaria ed artistica ed è impartito distintamente ad alunni e alunne.

La stessa legge, però, consente di evitare l’ora di educazione fisica per comprovate ragioni di salute. Nello specifico, la norma dice che il dirigente scolastico concede esoneri temporanei o permanenti, parziali o totali, per provati motivi di salute, su richiesta delle famiglie degli alunni e previ opportuni controlli medici sullo stato fisico degli alunni stessi.

La legge, dunque, conferisce al dirigente dell’istituto scolastico il potere di autorizzare l’alunno a non fare educazione fisica, purché il motivo sia legato allo stato di salute.

Una circolare ministeriale [2] ha spiegato che possono avvalersi di questo speciale esonero solamente gli alunni che, a causa delle proprie condizioni fisiche e psicofisiche, «non siano in grado di sottoporsi totalmente o parzialmente, in via transitoria o permanente, a determinate prestazioni motorie o a particolari carichi di lavoro».

La documentazione medica da allegare all’istanza è fondamentale, seppur non vincolante per il preside che deve decidere: questi, infatti, sarà libero di valutare l’effettiva importanza delle patologie, soprattutto in relazione al programma di educazione fisica che il docente ha predisposto per l’anno scolastico.

L’esonero, poi, non libera mai l’alunno dal sostenere le prove teoriche, come si dirà di qui ad un istante.

Autorizzazione per non fare educazione fisica: limiti

Secondo la circolare sopra richiamata, l’istanza volta ad ottenere l’autorizzazione per non fare educazione fisica, qualora accolta, non esimerà l’alunno dal partecipare alle lezioni di educazione fisica, limitatamente a quegli aspetti non incompatibili con le sue particolari condizioni soggettive.

Sarà compito del docente di educazione fisica coinvolgere gli alunni esonerati dalle esercitazioni pratiche sia nei momenti interdisciplinari del suo insegnamento, sia sollecitandone il diretto intervento e l’attiva partecipativa in compiti che non presuppongono obbligatoriamente uno sforzo fisico, quali quelli di giuria o arbitraggio.
L’esonero, inoltre, è ininfluente ai fini del colloquio pluridisciplinare nell’esame di licenza media e superiore. Questo significa che l’autorizzazione per non fare educazione fisica non dispensa l’alunno dal sostenere la prova orale al colloquio finale per il conseguimento della licenza. L’eventuale mancanza di un esercizio fisico effettivo deve essere compensata dall’attivo coinvolgimento dell’alunno nelle attività diverse organizzate dal docente.

Ed infatti, la legge dice che l’insegnante di educazione fisica è tenuto ad offrire, oltre che una consapevole e disciplinata attività motoria, anche significative occasioni di socializzazione ed opportunità di formazione e di informazione culturale, soprattutto per quegli alunni non in grado di eseguire tutte o alcune delle esercitazioni pratiche.

Occorre inoltre sottolineare che l’insegnamento dell’educazione fisica, proprio in virtù delle sue peculiari modalità di svolgimento, consente all’insegnante di rilevare, e quindi mettere in luce nell’ambito dei consigli di classe, aspetti, anche transitori, della personalità degli alunni che, diversamente, sfuggirebbero ad una pur doverosa considerazione.

Quali malattie autorizzano a non fare educazione fisica?

La legge non specifica quali siano le malattie che autorizzano a non fare educazione fisica. Ciò che si evince dalla lettura della normativa è che la patologia deve causare un impedimento fisico o psicofisico non necessariamente permanente, essendo sufficiente che l’alunno non possa anche solo in parte svolgere proficuamente gli esercizi di educazione fisica.

L’autorizzazione per non fare educazione fisica è sempre limitata a quegli esercizi che effettivamente l’alunno non può compiere: le restanti attività, pertanto, potranno essere tranquillamente svolte.

note

[1] Legge n. 88/1958 del 07.02.1958.

[2] Circolare n. 216/1987 del 17.07.1987.

Autore immagine: Pixabay.com


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