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È possibile registrare un marchio gratis?

4 Gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Gennaio 2018



Bisogna pagare sempre per tutelare un prodotto o un servizio? Cosa fare per depositare un marchio in Italia o all’estero? E se non è gratis, quanto costa?

Registrare un marchio è uno dei modi per tutelare e identificare il proprio business, la propria immagine ed il proprio prodotto. Dà la possibilità di avere una protezione legale esclusiva in tutto il mondo (se lo si vuole depositare a livello internazionale) sull’attività di un imprenditore e, allo stesso tempo, consente l’identificazione di un prodotto rispetto ad un altro simile: quello con quel marchio è sicuramente il nostro.

Per registrare un marchio occorre muoversi ancor prima di depositarlo: la scelta non deve avvenire a caso, anche perché si rischia di copiarne involontariamente un altro (e questo è illegale) oppure di sceglierne uno che non rappresenti bene l’attività di un’azienda oppure che non abbia l’efficacia desiderata. Che non arrivi, cioè, al consumatore.

Ci sono degli appositi uffici per la registrazione di un marchio, che verificano la sua correttezza. Ma è possibile registrare un marchio gratis? E quale procedura bisogna seguire, vale a dire: cosa bisogna fare per depositare un marchio?

Cosa fare prima di registrare un marchio?

Dunque, muoversi ancor prima di registrare un marchio. Per fare che cosa? Ad esempio per cominciare un’attività di naming, cioè per cercare un nome ed un logo che indentifichino la propria attività. È opportuno, se non si hanno le capacità, rivolgersi ad un consulente esperto di marketing affinché dia il suo contributo alla ricerca di un marchio vincente ed in grado di comunicare nella maniera più efficace possibile il proprio prodotto ed i valori dell’azienda.

Identificata l’idea, altro passo fondamentale prima di registrare un marchio è quello di fare una ricerca per verificare che non ci siano dei marchi simili (se non addirittura uguali) sul mercato. Anche con tutta la buona intenzione, cioè senza voler copiare qualcuno, creare confusione tra il proprio prodotto e quello di un altro sarebbe un errore grossolano.

Come registrare un marchio italiano

Per registrare un marchio è possibile rivolgersi alla Camera di Commercio o all’Ufficio Brevetti e Marchi di Roma. Occorrerà:

  • versare tasse e bolli richiesti;
  • compilare e firmare la modulistica;
  • presentare l’esemplare del marchio;
  • segnalare i prodotti o le attività da tutelare.

Bisogna tenere presente che le Camere di Commercio non effettuano servizio di consulenza ma soltanto un’attività burocratica e amministrativa. È opportuno, dunque, essere assistiti da un professionista al momento di registrare un marchio per non rischiare che venga rifiutato o depositato in modo non corretto.

Quanto costa registrare un marchio italiano

Se l’attività di chi vuole registrare un marchio italiano avviene soltanto nel territorio nazionale, è possibile effettuare il deposito valido per 10 anni rinnovabile alla scadenza.

Ecco i costi per registrare un marchio italiano:

  • 101 euro per tasse all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi;
  • 40 euro per diritti di segreteria;
  • 16 euro per marca da bollo;
  • 34 euro per tutelare ogni classe di prodotti/servizi oltre la prima.

Come registrare un marchio Ue

La registrazione di un marchio comunitario viene gestita dall’Ufficio di Armonizzazione del Mercato Interno (Uami) di Alicante (Spagna). È qui che si ricevono le domande di deposito dei marchi dei Paesi Ue.

È molto importate scegliere correttamente i prodotti o i servizi da tutelare perché la selezione viene condotta non solo tra le 45 classi merceologiche presenti nella classificazione di Nizza ma, spesso e volentieri, anche all’interno dei prodotti o dei servizi presenti all’interno di una singola classe merceologica. In questo modo, si possono ridurre al massimo le eventuali opposizioni da parte di terzi, titolari di marchi anteriori simili al proprio e già registrati.

Quanto costa registrare un marchio Ue

Come per la registrazione di un marchio italiano, è possibile depositare quello comunitario con validità in tutti i Paesi dell’Ue per 10 anni con la possibilità di rinnovo.

I costi per registrare un marchio comunitario sono:

  • 850 euro per la prima classe di prodotti o servizi;
  • 50 euro per la seconda classe di prodotti;
  • 150 euro per la terza e successive classi di prodotti.

Come registrare un marchio internazionale

Qui la procedura si complica un po’ (ma è comunque fattibile, per carità). Registrare un marchio internazionale comporta compilare la modulistica in lingua straniera, calcolare i costi in franchi svizzeri e versare delle tasse all’Ufficio Marchi internazionale di Ginevra. Il marchio sarà tutelato nei Paesi che hanno firmato l’Accordo ed il Protocollo di Madrid. Il primo prevede la possibilità di registrare un marchio a livello internazionale sulla base di uno già esistente nel Paese di origine. Il Protocollo, invece, contempla la possibilità di farlo tramite una semplice domanda.

È importante sapere che alcuni Paesi aderiscono solo all’Accordo ed altri al Protocollo. Ci sono anche alcuni Stati – tra cui l’Italia – che aderiscono ad entrambi.

Qui l’elenco completo dei Paesi firmatari sia dell’Accordo sia del Protocollo di Madrid.

Occorre presentare il modulo del Wipo/Ompi (l’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale) in duplice copia, compilato in inglese o francese, disponibile all’indirizzo http://www.wipo.int/madrid/en/forms/.

Quanto costa registrare un marchio internazionale

Il costo per registrare un marchio internazionale cambia da Paese a Paese. Ad esempio negli Stati Uniti ed in Cina, a seconda della classe di prodotto o servizio, si spende per il deposito tra 500 e 1.500 euro; in Russia, registrare un marchio costa dai 450 ai 1.600 euro; in India dai 400 ai 1.700 euro.

A questi importi bisogna aggiungere:

  • 16 euro di marca da bollo per la domanda di registrazione;
  • 34 euro di ricevuta di versamento per la lettera d’incarico in bollo da pagare esclusivamente con modello F24. Se non c’è un mandatario per la domanda, è possibile presentare un’autocertificazione che, comunque, prevede il pagamento della tassa;
  • 135 euro di tassa di concessione governativa, da pagare solo con modello F24.

Ci sono, infine, delle tasse internazionali a favore di Wipo/Ompi. Qui si paga in franchi svizzeri. Quanto?

I costi fissi di base sono:

  • 653 franchi svizzeri se la riproduzione del marchio non è a colori;
  • 903 franchi svizzeri se la riproduzione è a colori;
  • 100 franchi svizzeri per ogni classe di prodotto in più oltre la terza.

Per registrare un marchio in uno dei Paesi aderenti all’Accordo di Madrid è previsto il pagamento di una tassa fissa pari a 100 franchi svizzeri per ogni Paese in cui si vuole proteggere il marchio.

Per la registrazione in uno dei Paesi aderenti al Protocollo di Madrid, invece, la tassa varia da uno Stato all’Altro.

È possibile registrare un marchio gratis?

Purtroppo no. Come abbiamo visto, sia per la registrazione di un marchio a livello nazionale, a livello europeo o in un Paese extracomunitario occorre pagare delle tasse. Alcune società si propongono come consulenti gratuiti per la ricerca preliminare sulle banche dati, e qui si può risparmiare qualcosa. Ma sia lo Stato sia gli organismi internazionali deputati alla tutela di un marchio vogliono le loro tasse, cioè quelle che abbiamo elencato in questo articolo.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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