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Assegno d’invalidità, quanti anni di contributi?

5 gennaio 2018 | Autore:


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Assegno ordinario d’invalidità: qual è il requisito contributivo necessario?

Ti è stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa superiore ai 2/3? Devi sapere che non sempre hai diritto all’assegno ordinario d’invalidità: oltre al requisito sanitario, difatti, devi possedere uno specifico requisito contributivo, ossia deve risultare accreditato nel tuo estratto conto previdenziale un numero minimo di contributi.

Inoltre, per aver diritto all’assegno ordinario d’invalidità devi risultare iscritto a una  delle gestioni previdenziali facenti capo all’Inps: ad esempio, l’assegno ti spetta se sei iscritto al fondo pensione lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, o alla gestione separata. Anche le casse dei liberi professionisti prevedono delle prestazioni legate all’invalidità degli iscritti, ma con regole diverse.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, quanti anni di contributi sono necessari per l’assegno d’invalidità, assieme agli altri requisiti necessari per ottenerlo..

Requisiti per l’assegno ordinario d’invalidità 2018

Perché si possa ottenere l’assegno ordinario d’invalidità è necessario possedere:

  • almeno 5 anni di contributi;
  • almeno 3 anni di contributi versati nell’ultimo quinquennio;
  • un’invalidità superiore ai 2/3, ossia la riduzione della capacità lavorativa a meno di 1/3.

Requisito contributivo per l’assegno ordinario d’invalidità 2018

Per quanto riguarda, nel dettaglio, il requisito contributivo, è importante sottolineare che questo è raggiunto quando sono trascorsi almeno cinque anni dalla data di inizio dell’assicurazione e sono stati versati o accreditati complessivamente almeno 5 anni (pari a 260 settimane, o 60 mesi, o 1350 giornate), dei quali almeno 3 (pari a 156 contributi settimanali) nel quinquennio precedente alla data della domanda di assegno.

Dal conteggio dei 5 anni sono esclusi i periodi:

  • di malattia, certificati da un ente mutualistico o ospedaliero;
  • di iscrizione a forme di previdenza sostitutive, esonerative o esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria (Ago), nel caso in cui non diano luogo a pensione o al trasferimento dei contributi;
  • necessari al recupero di eventuali contributi obbligatori non versati;
  • di lavoro svolto in Paesi esteri non legati all’Italia da convenzioni in materia di sicurezza sociale.

Questi periodi vengono neutralizzati: questo significa che i 5 anni di riferimento sono retrodatati per un periodo equivalente, quindi è possibile utilizzare altri contributi validi per formare i 3 anni di contribuzione minima per il diritto all’assegno.

In caso di passaggio dalla pensione ordinaria di inabilità all’assegno di invalidità, il requisito contributivo si intende automaticamente perfezionato.

Maggiorazione dei contributi per il diritto all’assegno d’invalidità

Alcuni lavoratori hanno diritto a una maggiorazione contributiva. Si tratta dei lavoratori non vedenti, che hanno diritto, a richiesta, a 4 mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di servizio (che si riducono proporzionalmente per i periodi inferiori all’anno), utili per determinare:

  • i 5 anni di anzianità assicurativa e ;
  • i 3 anni di contributi nel quinquennio precedente la domanda di assegno.

Per i centralinisti ciechi beneficio si applica agli assegni di invalidità che decorrono dopo il 20 aprile 1985, mentre per i ciechi assoluti o decimisti (con un residuo visivo non superiore a un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione) il beneficio si applica agli assegni con decorrenza successiva al 26 aprile 1991.

Assegno d’invalidità per chi non ha contributi

Per chi non possiede contributi, o comunque non raggiunge il requisito contributivo richiesto per l’assegno ordinario d’invalidità, è possibile ottenere, a determinate condizioni, la pensione d’invalidità civile.

La pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza per gli invalidi civili parziali, è una prestazione dell’Inps che spetta a chi possiede un’invalidità riconosciuta dal 74% al 99%, se è disoccupato e non supera determinati limiti di reddito.

La pensione mensile d’invalidità, dal 2018, aumenta da 279,47 euro a 282,55 euro. Il limite di reddito personale annuo che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 4.853,29 euro.

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