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Svolta a sinistra: non basta mettere le frecce

5 gennaio 2018


Svolta a sinistra: non basta mettere le frecce

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 gennaio 2018



Incidenti stradali: chi taglia la strada è sempre responsabile. Obbligatorio guardare nella specchietto retrovisore.

Sei sul tuo motorino: nel centro della città il traffico è intenso e ti obbliga spesso a manovre brusche e repentine, a cambi di corsia, a zig-zag, ma soprattutto a fare molta attenzione ai veicoli che non rispettano chi procede su due ruote. È il tuo giorno sfortunato: mentre sei soprappensiero, un’auto davanti ti taglia la strada per svoltare a sinistra. Cadi dal motorino e riporti una serie di lesioni e contusioni. Il conducente del veicolo si ferma per prestarti soccorso, ma non vuol riconoscersi le sue responsabilità; sostiene infatti di aver messo le frecce prima di intraprendere la manovra di svolta e che, pertanto, ha rispettato tutto ciò che il codice della strada gli impone. Tu gli fai notare che un minimo di prudenza gli avrebbe imposto quantomeno di guardare nello specchietto retrovisore, cosa che gli avrebbe consentito di accorgersi di te in tempo per non farti cadere. Si apre così una discussione che finisce, inevitabilmente, davanti al giudice: nessuna delle due assicurazioni vuol pagare. Chi dei due ha ragione? La risposta è stata data, di recente, da una sentenza del Tar Emilia-Romagna [1]. Per i giudici amministrativi, in caso di svolta a sinistra, non basta mettere le frecce. Ma vediamo meglio quali sono state le motivazioni che hanno spinto i magistrati a dar torto all’automobilista.

Le regole non scritte del codice della strada

In generale, oltre alle regole scritte all’interno del codice della strada, gli automobilisti devono rispettare anche le regole “non scritte” di prudenza e attenzione. Non basta, ad esempio, osservare il limite di velocità 50 km orari per non rispondere dell’investimento di un pedone se la via è particolarmente trafficata da passanti; non basta tenersi sul margine destro se la strada è stretta e non consente un agevole passaggio di due auto contemporaneamente: in tal caso bisognerà fermarsi e far sì che i due mezzi non collidano. Insomma, il codice della strada impone anche di adeguare l’andatura e la velocità alle condizioni concrete della strada che, ovviamente, la legge non può prevedere in anticipo e per qualsiasi caso. Ecco perché l’automobilista non può limitarsi a rispettare formalmente la legge per evitare le responsabilità in caso di incidente stradale.

Come si svolta a sinistra

Il codice della strada [2] spiega, in modo molto chiaro e preciso, cosa bisogna fare per svoltare a sinistra. Prima di piegare a sinistra, bisogna innanzitutto azionare le frecce; esse devono risultare “accese” per tutta la durata della manovra e devono cessare allorché essa è stata completata. Con gli stessi dispositivi deve essere segnalata anche l’intenzione di rallentare per fermarsi. Inoltre prima della svolta, bisogna accostarsi il più possibile all’asse della carreggiata e, qualora si tratti di intersezione, eseguire la svolta in prossimità del centro della intersezione e a sinistra di questo, salvo diversa segnalazione, ovvero quando si trovino su una carreggiata a senso unico di circolazione, tenersi il più possibile sul margine sinistro della carreggiata. In entrambi i casi i conducenti non devono imboccare l’altra strada contromano e devono usare la massima prudenza.

Chi viola tali disposizioni incorre in una sanzione che va da 41 a 168 euro, oltre alla decurtazione di 2 punti dalla patente.

La regola di prudenza però impone, oltre ad azionare le frecce, di guardare nello specchietto retrovisore onde verificare che non vi siano altri conducenti che impegnano la stessa corsia di marcia (quella necessaria alla svolta a sinistra) o che stanno per impegnarla. È proprio il caso del motociclista che si trovi nei paraggi. Anche se a quest’ultimo è vietata dal codice della strada qualsiasi manovra a zig-zag, l’automobilista deve fare di tutto per prevedere anche le altrui violazioni. Difatti, in caso di incidente, per aver ragione non basta dimostrare di aver rispettato la legge (e, quindi, le norme del codice della strada) ma anche di aver fatto di tutto per prevenire ed evitare lo scontro.

Le conseguenze dell’incidente con il ciclomotore

L’automobilista che svolta a sinistra e, pur a velocità moderata e con le frecce azionate, taglia la strada a un motociclista di dietro è responsabile della caduta di quest’ultimo; in più deve tornare a scuola guida per la revisione della patente. Anche se si segnala correttamente l’intenzione di svoltare, la condotta di chi non si accorge di eventuali mezzi provenienti di dietro denota imprudenza e insufficiente conoscenza delle regole stradali: quanto basta per tornare sui banchi. Salvo ovviamente dimostrare che il sinistro è avvenuto per un fatto imprevedibile, ossia per esclusiva colpa del ciclomotore il quale, sbucato all’improvviso e velocemente, non ha consentito margini di manovra per evitare l’impatto. È quanto evidenziato dal Tar nella sentenza in commento.

note

[1] Tar Emilia-Romagna, sent. n. 327/17 del 21.10.2017. 

[2] Art. 154 codice strada: «Art. 154. Cambiamento di direzione o di corsia o altre manovre.

1. I conducenti che intendono eseguire una manovra per immettersi nel flusso della circolazione, per cambiare direzione o corsia, per invertire il senso di marcia, per fare retromarcia, per voltare a destra o a sinistra, per impegnare un’altra strada, o per immettersi in un luogo non soggetto a pubblico passaggio, ovvero per fermarsi, devono:

a) assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, tenendo conto della posizione, distanza, direzione di essi;

b) segnalare con sufficiente anticipo la loro intenzione.

2. Le segnalazioni delle manovre devono essere effettuate servendosi degli appositi indicatori luminosi di direzione. Tali segnalazioni devono continuare per tutta la durata della manovra e devono cessare allorché essa è stata completata. Con gli stessi dispositivi deve essere segnalata anche l’intenzione di rallentare per fermarsi. Quando i detti dispositivi manchino, il conducente deve effettuare le segnalazioni a mano, alzando verticalmente il braccio qualora intenda fermarsi e sporgendo, lateralmente, il braccio destro o quello sinistro, qualora intenda voltare.

3. I conducenti devono, altresì:

a) per voltare a destra, tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata;

b) per voltare a sinistra, anche per immettersi in luogo non soggetto a pubblico passaggio, accostarsi il più possibile all’asse della carreggiata e, qualora si tratti di intersezione, eseguire la svolta in prossimità del centro della intersezione e a sinistra di questo, salvo diversa segnalazione, ovvero quando si trovino su una carreggiata a senso unico di circolazione, tenersi il più possibile sul margine sinistro della carreggiata. In entrambi i casi i conducenti non devono imboccare l’altra strada contromano e devono usare la massima prudenza;

c) nelle manovre di retromarcia e di immissione nel flusso della circolazione, dare la precedenza ai veicoli in marcia normale.

4. È vietato usare impropriamente le segnalazioni di cambiamento di direzione.

5. Nell’esecuzione delle manovre i conducenti non devono eseguire brusche frenate o rallentare improvvisamente.

6. L’inversione del senso di marcia è vietata in prossimità o in corrispondenza delle intersezioni, delle curve e dei dossi.

7. Chiunque viola la disposizione del comma 6 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335.

8. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168.

Consiglio di Stato, sez. I, parere 13 dicembre 2017 – 3 gennaio 2018, n. 50
Presidente Torsello – Estensore Aureli

Premesso

Dagli atti emerge che il ricorrente il giorno 09.06.2015, mentre era alla guida di un’autovettura FIAT Panda, è rimasto coinvolto in un incidente stradale che ha provocato lesioni gravissime.
Tale conseguenza, secondo il rapporto del Comando di Polizia Locale di Camposampietro (PD), veniva causata dal fatto che il ricorrente, mentre percorreva una strada comunale urbana a doppio senso di marcia, giunto ad intersezione stradale, effettuava una manovra di svolta a sinistra omettendo di dare la precedenza al motoveicolo che sopraggiungeva dall’opposto senso di marcia.
Il conducente del motoveicolo, nonostante la manovre poste in essere, non riusciva ad evitare l’impatto: più tardi — trasportato all’Ospedale di Padova con elisoccorso- veniva ricoverato in prognosi riservata.
Al ricorrente è stata contestata la violazione dell’art. 145/2°c. del D. L.vo 30 aprile 1992, n. 285 (C.d.S.).
Con provvedimento n.228279/01.29.01 del 28.10.2016, l’Ufficio della Motorizzazione di Padova, in applicazione dell’art. 128 del C.d.S, ha disposto la revisione della patente di guida in possesso del ricorrente, finalizzata alla verifica della persistenza dei requisiti di idoneità tecnica alla guida.
Il ricorso straordinario in esame riguardante tale revisione viene affidato ai seguenti motivi;
– illegittimità per falsa interpretazione di legge e travisamento dei presupposti in violazione degli artt.128, 222 e 223 del D.Igs. n.285/92
– illegittimità per eccesso di potere, sotto il profilo sintomatico del difetto di motivazione, di imparzialità e trasparenza ìn violazione degli artt.1 e 3 della legge 241/90.
Considerato:
Con il primo motivo del ricorso straordinario si sostiene che da parte degli agenti accertatori intervenuti sul sinistro hanno commesso un macroscopico travisamento dei fatti non avendo essi tenuto conto del comportamento del conducente che procedeva in senso opposto né hanno dato rilevanza alla documentazione sanitaria pregressa riguardante quest’ultimo.
Aggiunge il ricorrente che l’Amministrazione è tenuta ad adottare il provvedimento di revisione della patente di guida solo in casi di eclatante e grave violazione alle norme del Codice della Strada; materia che sarebbe devoluta alla competenza del Giudice Penale, al quale soltanto spetta di assumere il detto provvedimento sanzionatorio, ove ne accerti le condizioni.
Con il secondo dei motivi dedotti il ricorrente rileva che l’Amministrazione non ha messo a disposizione tutti gli atti necessari alla conferma della descritta dinamica del sinistro verificatosi il 09.06.2015, essendosi piuttosto limitata ha motivare il provvedimento impugnato con riferimento alle precedenti infrazioni commesse dallo stesso ricorrente.
Quest’ultimo inoltre, da un lato, sottolinea di essere portatore di handicap di natura motoria, ragione per la quale ha la necessità dell’utilizzo della patente di guida e dall’altro, ha prodotto la certificazione di idoneita’ alla guida di autoveicoli -OMISSIS-.
I motivi dedotti non meritano condivisione.
Deve essere premesso che il provvedimento di revisione della patente di guida disposta ex art.128 del codice della strada (D.L.vo 285/92) non ha, al contrario di quanto sembra assumere il ricorrente, alcuna finalità sanzionatoria.
Ha invece soltanto finalità cautelare, in relazione alla necessità che il destinatario, soprattutto, ma non solo, se coinvolto in un incidente di una certa gravità, dia la dimostrazione di possedere ancora i requisiti prescritti per la guida del veicolo.
E’ soltanto l’accertamento dell’avvenuta perdita di tali requisiti a produrre la conseguenza della revoca della patente di guida ovvero soltanto la sospensione, qualora siano venuti meno i soli requisiti psicofisici e sia ipotizzabile il recupero degli stessi.
Discende da quanto sopra che il primo motivo di ricorso è infondato poiché il verbale della Polizia locale pone in evidenza la gravità dell’infrazione alle norme del codice della strada commessa dal ricorrente, al punto da far dubitare della sua idoneità tecnica alla guida che è alla base dell’impugnato provvedimento di revisione della patente di guida.
Esito che non viene neutralizzato né dall’opinata marginalità dell’infrazione commessa, né dalla necessità di attendere l’esito del procedimento penale che ne è scaturito.
Poiché il rapporto della Polizia Locale viene richiamato nel provvedimento impugnato, si è in presenza di una motivazione per relationem del provvedimento impugnato, della cui legittimità non si deve dubitare secondo il fermo orientamento del giudice amministrativo al riguardo, e dalla quale emerge con chiarezza una valutazione della responsabilità nel sinistro, ricondotta al comportamento negligente dello stesso ricorrente.
E’ evidente poi che rispetto al provvedimento della revisione della patente, poiché preordinato ad assicurare il prevalente fine della tutela della sicurezza della circolazione stradale, alcun rilievo possono avere le esigenze personali del conducente al quale tale revisione viene imposta.
Consegue che anche il secondo motivo è infondato.

P.Q.M.

Esprime l’avviso che il ricorso debba essere respinto, con il conseguente assorbimento della domanda cautelare.


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