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Rimborsi Iva, cambia la procedura di richiesta

6 Aprile 2017
Rimborsi Iva, cambia la procedura di richiesta

Le novità riguardano sia i rimborsi Iva superiori a 30mila euro che quelli inferiori. Vediamo cosa ha specificato l’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le istruzioni [1] per la compilazione del modello IVA TR per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito Iva trimestrale.

Diverse le novità. È stata facilitata, ad esempio, la procedura per la richiesta dei rimborsi Iva fino a 30mila euro, consentendo così al Fisco di concentrarsi sulle posizioni maggiormente a rischio. Ma vediamo cosa cambia nel dettaglio.

 

Rimborsi Iva fino a 30mila euro

Per i rimborsi Iva fino a 30mila euro si possono verificare due casi:

  1. se il rimborso è annuale, basta presentare la dichiarazione
  2. se è relativo a periodi inferiori all’anno, serve presentare l’istanza di rimborso.

 

Rimborsi Iva sopra 30mila euro

Non è richiesta nessuna garanzia anche se il rimborso Iva è superiore a 30mila euro. «Sarà sufficiente il visto di conformità o la sottoscrizione alternativa da parte dell’organo di controllo e la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che riporti le informazioni relative alla solidità patrimoniale, alla continuità aziendale e alla regolarità dei versamenti contributivi. In ogni caso, in caso di presentazione della garanzia, il contribuente non dovrà apporre il visto di conformità e presentare la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà».

Quando la garanzia è obbligatoria

Per rimborsi superiori a 30mila euro, «la garanzia è obbligatoria per i contribuenti che svolgono attività di impresa da meno di due anni, ad esclusione delle start up innovative, per quelli che presentano la dichiarazione o l’istanza priva del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa da parte dell’organo di controllo (o non presentano la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà) e per quelli che richiedono il rimborso dell’eccedenza detraibile risultante all’atto della cessazione dell’attività».

Inoltre, la garanzia è prevista per i contribuenti considerati più “a rischio”, cioè quelli che nei due anni precedenti la richiesta di rimborso hanno ricevuto avvisi di accertamento o di rettifica, che evidenziano significativi scostamenti tra quanto accertato e quanto dichiarato.


note

[1] Provvedimento Agenzia delle Entrate n. 59279 del 28.03.2017

Autore immagine: Pixabay.com


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