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Pensione con meno di 60 anni, chi può uscire

14 Febbraio 2019 | Autore:
Pensione con meno di 60 anni, chi può uscire

In quali casi è possibile pensionarsi con meno di 60 anni di età?

Con l’età pensionabile che è stata appena elevata a 67 anni di età, sembra un miraggio ottenere la pensione con meno di 60 anni: eppure esistono ancora alcune deroghe, agevolazioni e alcuni fondi previdenziali speciali, che consentono il pensionamento con questo larghissimo anticipo.

Alcuni tra questi strumenti di flessibilità sono stati recentemente ampliati e ristrutturati dal nuovo decreto sulle pensioni [1], come l’opzione Donna e la pensione anticipata ordinaria e precoci. Altre possibilità di uscire dal lavoro prima dell’età pensionabile, invece, non sono state modificate col tempo. In altri casi ancora, a 60 anni è possibile fruire non di una vera e propria pensione, ma del prepensionamento, una prestazione di sostegno al reddito che accompagna l’interessato sino alla maturazione dei requisiti per la quiescenza.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, chi può andare in pensione con meno di 60 anni.

Pensione anticipata per chi ha iniziato a lavorare da giovane

Innanzitutto, può pensionarsi con meno di 60 anni di età chi ha iniziato a lavorare, continuativamente, da giovanissimo, dai circa 17 anni di età in giù se uomo, e dai 18 anni in giù se donna. La pensione anticipata si può difatti ottenere, a prescindere dall’età, con 42 anni e 10 mesi di contributi, per i lavoratori, e con 41 anni e 10 mesi di contributi, se donna. A partire dal 2019, sono applicate delle finestre mobili di 3 mesi, dalla data di maturazione dei requisiti.

Peraltro, per chi possiede almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del 19° anno di età, è possibile pensionarsi con soli 41 anni di contributi, se si appartiene a una categoria debole (invalidi dal 74%, caregivers o disoccupati di lungo corso) o si è addetti ai lavori gravosi

Pensione di vecchiaia anticipata

Le donne con invalidità pensionabile almeno pari all’80%, se dipendenti del settore privato, possono pensionarsi con soli 56 anni di età e un minimo di 20 anni di contributi (15 per chi beneficia di una delle deroghe Amato). Per gli uomini il requisito è più alto, pari a 61 anni di età.

Per i non vedenti i requisiti di età sono pari a 56 anni per gli uomini ed a 51 anni per le donne, con un minimo di 10 anni di contributi.

Opzione donna

Le lavoratrici che hanno raggiunto 35 anni di contributi alla data del 31 dicembre 2018, ed hanno compiuto 58 anni alla stessa data (59 anni se lavoratrici autonome), possono ottenere la pensione con questo requisito di età agevolato, grazie al beneficio conosciuto come Opzione donna.

In cambio dell’agevolazione, però, il trattamento è ricalcolato col sistema contributivo. Si applica inoltre una finestra pari a 18 mesi per le autonome ed a 12 mesi per le dipendenti.

Pensione di anzianità comparto difesa e sicurezza

Per i lavoratori del comparto difesa e sicurezza è possibile raggiungere la pensione di anzianità:

  • con 58 anni di età ed un minimo di 35 anni di contributi;
  • con 41 anni di contributi a prescindere dall’età.

I lavoratori del comparto difesa e sicurezza possono ottenere la pensione di vecchiaia con 60 anni di età ed un minimo di 35 anni di contributi effettivi.

Nei casi elencati si applica una finestra di 12 mesi.

Pensione dei ballerini, attori e tersicorei

I lavoratori del gruppo ballo, iscritti all’Enpals, hanno diritto alla pensione di vecchiaia con 47 anni di età, con un minimo di 20 anni di contributi.

Pensione dei cantanti e dei concertisti

I lavoratori appartenenti al gruppo Canto e concertisti orchestrali dell’Enapls hanno diritto alla pensione di vecchiaia con 60 anni di età, se donne, unitamente a 20 anni di contribuzione. Per gli uomini il requisito è di 62 anni di contributi.

Pensione dei lavoratori marittimi

Si pensionano con meno di 60 anni di età anche i lavoratori marittimi, se adibiti al servizio di macchina o  di stazione radiotelegrafica di bordo. Il requisito per la pensione di vecchiaia, in particolare, è di 59 anni di età, unitamente a 20 anni di contributi.

Pensione di vecchiaia sportivi professionisti

Gli sportivi professionisti possono pensionarsi con 54 anni di età se uomini, 52 anni se donne, con un minimo di 20 anni di anzianità assicurativa e 5.200 contributi giornalieri accreditati con la qualifica di sportivo professionista.

I lavoratori privi di contributi alla data del 31 dicembre 1995 possono ottenere la pensione di vecchiaia con una riduzione del requisito di età pari a un massimo di 5 anni.

Isopensione

L’isopensione è uno scivolo pensionistico, ossia una prestazione che consente ai dipendenti di anticipare l’uscita dal lavoro sino a un massimo di 7 anni senza perdere la retribuzione. Si può dunque uscire dal lavoro con un minimo di 60 anni, considerando che l’attuale età pensionabile è pari a 67 anni. Inoltre, a prescindere dall’età, si può uscire dal lavoro quando non mancano più di 7 anni dalla maturazione dei requisiti per la pensione anticipata.

Non si tratta di un vero e proprio pensionamento anticipato, anche se la prestazione a cui il lavoratore ha diritto è vicina al trattamento di pensione spettante: si tratta, invece, di una prestazione previdenziale a sostegno del reddito, come la disoccupazione e la mobilità.

Assegno straordinario di prepensionamento

Per i lavoratori di alcune imprese che aderiscono ai fondi bilaterali (ad oggi, aziende destinatarie dei fondi di Credito ordinario, Credito cooperativo, Esattoriali, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, imprese assicuratrici, società di assistenza e del Trentino, coinvolte in processi di ristrutturazione o riorganizzazione) può essere erogato, se previsto dagli accordi di costituzione del fondo, un assegno straordinario per il sostegno al reddito: la prestazione, meglio nota come prepensionamento, è riconosciuta nelle procedure di agevolazione all’esodo dei dipendenti.

L’assegno straordinario, come l’Isopensione, può essere ottenuto dai dipendenti che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata entro 7 anni, quindi anche a 60 anni di età.

Prepensionamento quota 100

Il prepensionamento quota 100 offre la possibilità di uscire dal lavoro ai dipendenti in esubero ai quali non manchino più di 3 anni per raggiungere la pensione con quota 100. In sostanza, ci si può pensionare con quota 94, ossia con soli 59 anni di età e 35 anni di contributi: si tratta di una nuova possibilità prevista dal decreto pensioni [1].

Con la quota 94 si ottiene non una vera e propria pensione, ma un assegno di prepensionamento, molto simile all’Isopensione e all’assegno straordinario: in pratica, si tratta di una prestazione di accompagnamento alla pensione, d’importo pari, o molto vicino, al futuro trattamento spettante.

Il nuovo assegno di prepensionamento può essere richiesto dai lavoratori ai quali non mancano più di 3 anni per raggiungere la pensione quota 100, se appartenenti a un’azienda che aderisce ad un ente bilaterale e che ha sottoscritto appositi accordi sindacali.

note

[1] DL 4/2019.


11 Commenti

  1. buongiorno
    ho cominciaoto a lavirare nel 1976
    ho 9 anni come artigiano carpentiere meccanico,
    adesso lavoro in svizzera da 31 anni
    si puo accumulare e se si quanto verrei a prendere
    grazie

  2. Ho raggiunto i requisiti per la pensione anticipata con la legge 104 il 1 agosto 2017. Tutt’oggi non posso andare in pensione perché i soldi dicono siano ancora bloccati. Spiegazioni grazie

  3. A marzo compio 52 anni da novembre 2016 sono invalido al 100 x cento con inabilità al lavoro 104 con handicap grave COM 3 il mio lavoro e conducendo mezzo pesante impresa autonoma. Al momento percepisco invalidità.

  4. Buon giorno, mi ritrovo con 2050 settimane contributive ho 60 settimane non continuative prima dei 19 anno di età e svolgo in un azienda metalneccanica la mansione di mukettista. Riesco ad accedere alla pensione con 41 di contributi?

  5. Ho 60 anni dall estratto conto contributivo di 2132 settimane pari a 41 anni fino al 19 anno ho piu di 200 settimane di contributi versati
    2 figli minori disoccupato perche licenziato con firme false dal mese di agosto 2014 grazie alla testimonianza di un sindacalista della cisl di piacenza che non conosco che ha firmato una conciliazione senza il mio mandato e senza essere abilitato a tale accordo che ha firmato la conciliazione con le mie firme falsificate,sono troppo vecchio per un lavoro e troppo giovane per la pensione……mi devo suicidare per far vivere la mia famiglia…..grazie alla ……Fornero spero in Di maio e Salvini. Angelo 1958

  6. A dicembre compirò 61 e 7 mesi .posso andare in pensione avendo 20 anni di contributi. O iniziato a lavorare a 13 anni. Grazie

  7. Ho 55 anni con 33 anni di contributi un figlio con il 75 x100 di invalidità. Ho una protesi al ginocchio, che mi complica un po’ il lavoro nello svolgere. Posso andare in pensione anticipata

    1. Per la pensione anticipata per invalidità, per gli uomini, sono richiesti almeno 61 anni di età. Inoltre ci vuole l’invalidità pensionabile almeno dell’80%. Questa possibilità vale solo per i dipendenti del settore privato.

  8. Buongiorno ho 60 anni a settembre e 40 anni servizio poste italiane quando posso andare in pensione? Grazie

    1. Potrebbe andare subito con opzione Donna, oppure attendere i 41 anni e 10 mesi con la pensione anticipata (più 3 mesi di finestra).

  9. Perché io operatore TV, devo lavorare fino a 67 anni? Per mantenere quelli che vanno in pensione a 53/55/57 anni???
    La sproporzione è enorme, o si da la possibilità a tutti di far così o a nessuno.
    Uno va in pensione a 55 anni, campa fino a 90 anni….prende la pensione per ben 35 anni….se io vado in pensione a 67 anni e muoio a 90 la prendo per 20 anni. I primi 12 anni saremo più in salute, con la differenza che io lavoro lui no e si gode la pensione, mentre dopo saremo malati, entrambi in pensione, ma la mia che vita è?
    Si dice sistema contributivo….prendi quel che paghi….non mi pare proprio…se uno prende 12 anni di pensione in più prende un botto di soldi in più, non credo li abbia pagati, dovrebbe diminuire l’assegno di pensione se non non è giusto. Così come io dovrei avere la possibilità di andare in pensione prima con un assegno inferiore casomai.
    Ma è tutto ingiusto: la produttività del lavoro è aumentata, ma l’orario è fermo a 40 ore settimanali, almeno non andiamo in pensione sempre più tardi…la disoccupazione non diminuisce, se i vecchi non vanno in pensione.
    LItalia in paese da rivoltare, ormai non va più bene nulla.

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