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Rinuncia all’eredità: come e dove si fa?

13 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 gennaio 2018



L’eredità lasciata da mio padre è composta più che altro da debiti, per questo voglio rifiutarla: posso farlo? E come?

Non sempre l’eredità è una cosa voluta. Possiamo trovarci in situazioni che ci portano a decidere di rinunciare ad ottenerla, casi in cui siamo costretti o vogliamo dire no. Questo perché magari i genitori o i parenti che vengono a mancare hanno più debiti che beni. Ci troveremmo quindi nella spiacevole situazione di un’eredità scomoda, obbligati a saldare debiti contratti dai defunti. Se per esempio nostro padre ci lascia in eredità una casa e al tempo stesso muore con un debito in corso di centinaia di migliaia di euro, questo patrimonio fatti di attivi e passivi spetterebbe agli eredi. Chi di noi vorrebbe ereditare debiti di questa entità? Ecco allora che si parla di rinuncia all’eredità: ma come e dove farla?

Cos’è la rinuncia all’eredità

Quando un nostro genitore o un parente viene a mancare, siamo designati a diventare suoi eredi e successori del suo patrimonio. Ma non è un procedimento automatico e non basta essere figli per ottenerlo. Alla sua morte si apre la successione, con la quale siamo chiamati a diventare eredi, ma dobbiamo accettarlo o rifiutarlo.

Perché dovremmo rifiutare? Capita ad esempio che i nostri genitori possano aver avuto in vita molti debiti. A volte questi debiti superano i beni che costituiscono il loro patrimonio. Ecco perché possiamo decidere di rifiutare l’eredità. È una scelta libera e gratuita che possiamo fare noi e tutti gli altri eredi chiamati all’apertura di una successione. E lo facciamo presentando una dichiarazione [1].

Rinuncia all’eredità: come e dove si fa?

Ma come e dove va fatta questa dichiarazione di rinuncia all’eredità? Dobbiamo andare:

  • Da qualunque notaio oppure
  • dal cancelliere del Tribunale in cui la successione si è aperta (dove si trova l’ultimo domicilio del defunto)

Sono loro a ricevere e inserire la nostra dichiarazione di rinuncia nel Registro delle successioni, conservato nello stesso Tribunale.

Quando andiamo dal notaio o in Tribunale dobbiamo portare con noi questi documenti:

  • certificato di morte in carta semplice
  • certificato dell’ultima residenza del defunto
  • copia del codice fiscale del rinunciante (quindi noi) e del defunto
  • copia del documento di identità del rinunciante (sempre noi) e del defunto

Non è consentito però fare una rinuncia parziale all’eredità. Non possiamo cioè dire: “voglio la casa di famiglia, ma rinuncio all’auto”. Oppure “accetto i beni immobiliari dei miei genitori ma rinuncio ai debiti che hanno contratto” (sarebbe troppo facile). Qualsiasi dichiarazione che contenga queste clausole sarebbe nulla, quindi senza effetti.

Così come nulla sarebbe una dichiarazione di rinuncia all’eredità in cui fosse presente una condizione posta da noi o un termine entro cui vogliamo rinunciare. Non possiamo perciò dire: “rinuncio all’eredità solo se …” oppure “rinuncio all’eredità solo fino a gennaio 2020”.

Una volta fatta questa dichiarazione di rinuncia a diventare successori nel patrimonio, veniamo considerati a tutti gli effetti estranei alla successione e quindi all’eredità. È come se non fossimo mai stati chiamati a diventare eredi. Proprio per questo motivo si dice che la rinuncia all’eredità è retroattiva.

Rinuncia all’eredità: entro quando va fatta?

Questa dichiarazione che presentiamo per rinunciare ai nostri diritti sull’eredità dei genitori o parenti defunti, va fatta:

  • entro 10 anni dall’apertura della successione, se non siamo in possesso dei beni del defunto
  • entro 3 mesi dalla morte, se siamo in possesso dei beni

Rinuncia all’eredità: che conseguenze ha?

Come abbiamo accennato, rifiutare l’eredità significa non essere presi in considerazione nella successione, come non fossimo mai stati chiamati a diventare eredi. Possiamo eventualmente, se il defunto ha disposto tramite testamento un legato, cioè ha deciso di attribuirci un determinato bene, tenere quel bene (per quanto riguarda la nostra quota).

C’è un caso in cui la nostra rinuncia all’eredità si può considerare non valida: se tra la data del decesso del genitore o parente e la data di dichiarazione della rinuncia stessa c’è stato da parte nostra un comportamento che lasci pensare a un’accettazione tacita dell’eredità.

Ad esempio, se siamo rimasti a vivere nella casa di nostro padre o se abbiamo dato procura ad un’agenzia immobiliare di vendere quella casa o ancora abbiamo pagato un debito rimasto a nostro padre, abbiamo avuto il tipico comportamento di chi sta accettando l’eredità in modo tacito. E quindi in questo caso la rinuncia all’eredità diventa inefficace [2].

In mano a chi va la nostra parte di eredità rifiutata? Dipende dalla nostra situazione familiare.

  • Se abbiamo figli o discendenti, spetta a loro il diritto di acquistare la quota di eredità a cui noi abbiamo rinunciato
  • Se non abbiamo figli o discendenti, ma abbiamo ascendenti (nonni, bisnonni, ecc), la quota spetta a loro
  • Se non abbiamo né discendenti né ascendenti, la nostra quota di eredità rifiutata finisce dritta nella mani degli altri coeredi (chiamati insieme a noi alla successione)

Ho rinunciato all’eredità: i debiti passano ai miei figli? 

Se il defunto è nostro padre o nostra madre, siamo noi i diretti eredi chiamati ad accettare o rifiutare l’eredità. Ma se abbiamo scelto di rifiutarla e abbiamo figli, questi diventano automaticamente a loro volta eredi.

Spetta a loro quindi, se non vogliono farsi carico dei debiti che il nonno può aver lasciato, rinunciare a loro volta all’eredità. Se sono maggiorenni non c’è nessun problema: è sufficiente che facciano una dichiarazione (nello stesso modo in cui l’abbiamo presentata noi), dal notaio o nel Tribunale in cui la successione è aperta.

Ma se i nostri figli sono minorenni e quindi senza capacità di agire? In questo caso dobbiamo recarci al Giudice tutelare, presentando un’istanza apposita per chiedere di essere autorizzati noi stessi a rinunciare per conto di nostro figlio o nostra figlia.

Rinuncia all’eredità: può essere revocata?

Cosa vuol dire revocare? Vuol dire cambiare idea sul nostro rifiuto e decidere quindi di accettare l’eredità. A differenza dell’accettazione, la rinuncia all’eredità può essere sempre revocata, a meno che non sia passato il termine di prescrizione dei 10 anni. E possiamo revocare la nostra rinuncia (e quindi accettare l’eredità) se non è già stata acquistata da parte degli altri chiamati a diventare eredi.

Rinuncia all’eredità: quanto costa?

Come tutto, anche le questioni legate all’eredità hanno un costo. Abbiamo deciso di presentare dichiarazione di rinuncia all’eredità? Allora quando andiamo in Tribunale o dal notaio, oltre ai documenti sopra elencati, dobbiamo portare con noi:

  • Una marca da bollo da 16 euro per gli atti giudiziari
  • 200 euro come imposta di registrazione della rinuncia (da versare per ogni rinunciante)
  • Eventuali costi del notaio (nel caso scegliessimo di presentare da lui la nostra dichiarazione anziché la cancelleria del Tribunale).

note

[1] Artt. 519-527 Cod. civ.

[2] Cass. sentenza n. 1634 del 27 gennaio 2014

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1 Commento

  1. se non riesco ad avere la carta identità e codice fiscale del defunto da presentare al notaio per la rinuncia all’eredità come devo fare?grazie

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