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Lo sai che? Manomettere contatore della luce: cosa si rischia

Lo sai che? Pubblicato il 7 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 gennaio 2018

Furto di energia elettrica, il metodo della calamita e quello di chi riesce a bypassare il contatore: il reato, la denuncia penale e il risarcimento del danno.

Sono numerosi i casi di manomissione del contatore della corrente elettrica per non pagare la bolletta e, nello stesso tempo, avere casa illuminata a giorno. Un tempo, quando c’erano i contatori analogici – tanto per intenderci, quelli con i numerini che ruotavano con un disco e scalavano in modo crescente in base ai consumi – si usavano espedienti molto semplici come l’inserimento di fogli o negativi di foto che bloccavano l’ingranaggio. Oggi invece, con i nuovi contatori digitali, ci sono tecniche più evolute e complesse, ma non certo meno utilizzate, stando al numero di denunce che sono state sporte contro i ladri della luce. In questo articolo parleremo delle più comuni tecniche di alterazione dei contatori e di quali conseguenze derivino da un tale comportamento, se cioè ci troviamo nel campo civile (risarcimento del danno a favore della compagnia della luce) o penale (e se, in tal caso, si commette una truffa, un semplice furto o un furto aggravato) e quanto dovrà pagare l’utente che viene scoperto. Ma procediamo con ordine e vediamo cosa si rischia a manomettere il contatore della luce.

Come si manomette un contatore della luce?

Per avere la corrente elettrica senza pagare la bolletta sono stati inventati diversi metodi. Chi non ha un contratto di fornitura della corrente elettrica (o non ne ha ottenuto l’attivazione) ha, in alcuni casi, operato un allaccio abusivo ai cavi della rete, rubando così direttamente all’ente erogatore o a quelli delle utenze pubbliche, andando a utilizzare la luce pagata dalla pubblica amministrazione (di solito il Comune). Non rari sono anche i casi di furto della luce da un’altra utenza privata, quella ad esempio del vicino che non abita nell’appartamento: succede così di ricevere incomprensibilmente bollette della luce esorbitanti per periodi dell’anno durante i quali non si è stati in casa o per le case estive nonostante l’inverno. Oppure è il caso in cui un’abitazione si allaccia alla luce di cantiere per pagare di meno.

Molto più frequenti sono i casi in cui si manomette il proprio contatore: lo scopo è quello di bypassare il meccanismo elettronico di calcolo dei consumi per poter utilizzare la corrente elettrica senza registrare i consumi. Quando i contatori erano meccanici (un disco che girava continuamente per segnare i consumi) si inseriva un oggetto o della carta che bloccava la rotella. C’era chi posizionava una calamita in grado di rallentare lo scorrere della rotella. Con l’arrivo dei contatori digitali le cose si sono complicate, ma non per questo sono divenute impossibili. Oggi c’è chi ricorre alla rottura del sigillo del distributore oppure modifica il software interno del contatore; in quest’ultimo caso c’è bisogno dell’intervento di un tecnico esperto in tali attività fraudolente: è infatti necessario aprire il contatore che ormai è dotato di un sensore che segnala al distributore eventuali manomissioni.

Molto più semplice è il ricorso al tradizionale metodo della calamita. È necessario ricorrere a una calamita di grosse dimensioni e posizionarla sopra il contatore dell’energia elettrica; il magnete compromette il funzionamento dell’apparecchio, rallentando la registrazione dei consumi. Oggi le società elettriche si stanno dotando di contatori in grado di rivelare l’eventuale presenza di campi magnetici che ne pregiudicano le funzioni.

Manomettere il contatore della luce: cosa si rischia?

Diciamo subito che chi manomette il contatore della luce commette un reato. Nonostante gli artifici e i raggiri che spesso si usano per bypassare la registrazione dei consumi, secondo la Cassazione l’illecito penale commesso non è quello di truffa, ma di furto, aggravato peraltro dall’utilizzo di mezzi fraudolenti. La pena prevista per il furto di energia elettrica è la reclusione da 1 a 6 anni e una multa che va da 103 euro fino a 1032 euro.

Per procedere penalmente contro il colpevole non c’è bisogno della querela della società erogatrice o del privato alla cui utenza l’estraneo si è allacciato, ma le autorità possono procedere autonomamente se si accorgono del crimine (il reato è infatti procedibile d’ufficio e non solo a querela di parte).

Questo non toglie chiaramente, in caso di manomissione del contatore, la possibilità per la società elettrica di chiedere anche il pagamento per i consumi non registrati e di cui si è fruito oltre al risarcimento dei danni. In tal caso viene effettuata una ricostruzione storica sulla base di quelli che sono stati i consumi presunti del colpevole. Se invece il furto della luce è avvenuto ai danni di una pubblica amministrazione o di un privato, la vittima può chiedere il risarcimento per i maggiori costi sostenuti a causa dell’allacciamento alla propria rete. Per maggiori dettagli leggi Furto energia elettrica: cosa si rischia?

La nuova prescrizione

Dal 1° gennaio è cambiata la prescrizione delle bollette della luce: non più cinque anni, ma due. Questo ha delle grosse implicazioni per il caso di manomissione del contatore della luce. Difatti ora la società elettrica potrà ricostruire solo gli ultimi due anni di consumi, meno della metà. Dovrà quindi sbrigarsi se vuol recuperare le somme che le sono state sottratte.

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Autore immagine: 123rf com


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