HOME Articoli

Lo sai che? Come intestare cane a due persone

Lo sai che? Pubblicato il 8 gennaio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 8 gennaio 2018

Un cane può avere due proprietari oppure deve essere uno solo a rispondere dell’animale? Che succede in caso di separazione? Come funziona l’anagrafe canina?

Avete mai pensato di regalare un cane al figlio o alla moglie? Magari in occasione di una laurea, come animale di compagnia nella casa in cui il figlio abita da solo. Oppure per un anniversario, visto che vostra moglie ci teneva tanto ad avere un cucciolo. In questo caso, forse avete deciso di intestarlo a voi al momento di ritirarlo dal canile o dal negozio per poi cointestarlo alla persona che si prenderà materialmente cura di lui. Ma come intestare un cane a due persone? È possibile farlo in Italia? Fido può avere legalmente due padroni che rispondono di lui al 50%?

Purtroppo no. Chi si chiede come intestare un cane a due persone si sentirà rispondere che dell’amico a quattro zampe ne risponde una sola, quella che risulta come proprietario sul microchip dell’animale.

Altro discorso è che, per il rapporto affettivo che si crea tra i membri della famiglia ed il cane, quest’ultimo sia considerato «moralmente» di proprietà di tutti. Succede, ad esempio, in caso di separazione o divorzio: non è detto che il coniuge a cui è intestato il cane debba per forza portarlo con sé nella sua nuova casa.

Si può intestare un cane a due persone?

L’abbiamo appena accennato: un cane, ufficialmente, può appartenere ad una sola persona. Di fatto, quando si iscrive l’animale all’anagrafe canina dell’Asl, cioè alla banca dati in cui vengono registrati i cani, sulla scheda e sul microchip applicato all’animale figura il nome di un solo proprietario. Sarà lui ad essere rintracciato, ad esempio, nel caso in cui l’animale si perda e venga ritrovato da qualcuno oppure nel caso in cui il cane abbia procurato qualche danno a terzi.

Posso intestare un cane ad un figlio minorenne?

No. La persona che risulta proprietaria del cane, anche sul microchip, risponde legalmente di eventuali danni che l’animale possa causare ad altre persone. Pertanto, un minorenne, pur avendo la capacità giuridica di possedere diritti e obblighi, non ha la capacità di agire, che si acquisisce con la maggiore età.

A chi va il cane in caso di separazione o divorzio?

Secondo il Codice civile, e non essendo possibile intestare il cane a due persone, in caso di separazione dei coniugi il Tribunale affida l’animale alla parte in grado di garantirgli il maggior benessere. Il giudice lo stabilisce dopo aver sentito marito e moglie, eventuali figli o persone conviventi e, se il caso, un esperto di comportamento animale.

Che cosa significa? Vuol dire che se ho il cane intestato a me – cioè è il mio nome che risulta all’anagrafe canina e sul microchip come proprietario – e mi separo, non è detto che l’animale sia affidato per forza a me. Se dal rapporto che si è creato tra la famiglia ed il cane, quest’ultimo è stato accudito per la maggior parte dalla mia ex moglie ed è con lei che ha sviluppato una particolare relazione affettiva, il giudice può decidere di affidarlo all’ex moglie e non a me. Questo perché il cane non è un bene mobile e, pertanto, viene tenuto conto del rapporto affettivo instaurato con questa o con quell’altra persona.

Su questo aspetto si è pronunciato, ad esempio, il Tribunale di Foggia il cui presidente, in una causa di separazione, ha emesso un’ordinanza con cui affidava il cane al marito al di là dell’intestazione formale dell’animale. È stato, così, privilegiato l’interesse affettivo del cane, più legato a lui che a lei.

Il Tribunale può, comunque, decidere di concedere all’altro coniuge una sorta di «diritto di visita» ogni tanto, cioè per un tot di ore al giorno o alla settimana.

Posso intestare il mio cane ad un’altra persona?

Non potendo intestare il cane a due persone, può succedere che, chi lo preleva dal canile e lo registra a suo nome all’anagrafe canina e sul microchip, voglia regalarlo o cederlo ad un altro. Ad esempio quando si vuole che lo tenga il figlio nella sua nuova casa, perché ha un rapporto particolare con l’animale. Oppure, in caso di separazione, quando il proprietario decide che è meglio per il cane stare con l’ex coniuge, magari perché non avrà tempo di occuparsene.

In questo caso va fatto il passaggio di proprietà. Ricordiamo che l’animale dovrà essere dotato di un microchip, come impone la legge. Un piccolo dispositivo sottocutaneo, applicato da un veterinario dell’Asl, in cui vengono registrati i dati del cane e del suo proprietario in un codice magnetico di 15 cifre. Quindi, il nome, cognome, codice fiscale, numero di telefono e indirizzo del padrone e razza, sesso, età, colore del mantello, taglia, numero di microchip ed eventuale nome del cane.

Il microchip è obbligatorio su tutti i cani nati dopo il 2004. Per quelli più «vecchi» muniti di tatuaggio, si può fare a meno del dispositivo (anche se, comunque, resta raccomandabile).

Al momento in cui viene inserito il microchip, il veterinario rilascia al proprietario dell’animale copia del certificato del microchip con le informazioni in esso contenute. Il documento va firmato dal padrone e dal veterinario.

In quel foglio si trova anche una parte dedicata all’eventuale passaggio di proprietà. Lì bisognerà segnare i dati del nuovo padrone del cane (sempre nome, cognome, indirizzo, codice fiscale, ecc.). Ci sarà da segnare anche la data in cui il cane è stato ceduto e le firme del vecchio e del nuovo proprietario.

Questo foglio andrà, poi, portato entro 15 giorni all’Asl competente nel territorio in cui è stato registrato il passaggio di proprietà del cane. Questo ufficio informerà l’Azienda sanitaria di residenza del nuovo proprietario circa il cambio di proprietà. Tuttavia, e per snellire le pratiche, il nuovo padrone può inviare direttamente copia ad entrambi gli uffici.

Il nuovo proprietario deve comunicare l’avvenuto trasferimento all’Asl allegando:

  • denuncia di iscrizione all’anagrafe compilata dal vecchio proprietario e firmata dal vecchio e dal nuovo padrone del cane;
  • ricevuta del versamento di 8 euro all’Asl di residenza;
  • iscrizione originale all’anagrafe canina;
  • documento di identità e codice fiscale del vecchio e del nuovo proprietario.

Come funziona l’iscrizione all’anagrafe canina?

Chi vuole adottare o acquistare un cane e ha fatto il passaggio di proprietà deve accertarsi che il cane sia iscritto all’anagrafe degli animali di compagnia (o di animali d’affezione che dir si voglia). L’iscrizione è obbligatoria entro 60 giorni dalla nascita del cucciolo o entro 10 giorni dall’avvenuto passaggio di proprietà del cane ed è necessaria anche nel caso in cui l’animale sia tatuato.

Per l’identificazione dell’animale, il proprietario deve rivolgersi:

  • al Dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asl;
  • oppure ad un veterinario libero professionista accreditato (l’elenco è disponibile presso l’ufficio competente dell’Asl).

Occorrerà presentare:

  • documento di riconoscimento e codice fiscale del proprietario;
  • modello delega con fotocopia del documento del delegante, nel caso a fare l’iscrizione non fosse il proprietario in persona.

Il medico provvederà ad inserire il microchip e all’iscrizione dell’animale all’anagrafe regionale. Quindi, consegnerà al proprietario il certificato di avvenuta iscrizione.

Il microchip applicato al cane sarà utile in caso di smarrimento o di furto dell’animale. Conviene presentare subito denuncia all’Asl o alla Polizia. Se l’animale venisse ritrovato per caso, le autorità saranno in grado di identificarlo immediatamente e di avvisare il proprietario.

L’iscrizione all’anagrafe canina costa 28 euro (20 per l’applicazione del microchip e 8 per la registrazione). Il pagamento va effettuato tramite bollettino di conto corrente intestato all’Asl regionale.

Devo segnalare un eventuale cambio di residenza?

Se la persona che ha fatto il passaggio di proprietà del cane cambia residenza, questa circostanza va segnalata all’anagrafe canina dell’Asl in cui l’animale è iscritto entro e non oltre 15 giorni dalla data del trasferimento.

Occorre presentare:

  • modello di denuncia compilato, da utilizzare anche per comunicare il cambio di sede abituale del cane;
  • ricevuta di versamento di 8 euro a favore della nuova Asl di residenza del proprietario;
  • documento che attesti il nuovo indirizzo.

La mancata iscrizione all’anagrafe canina o la mancata comunicazione del cambio di residenza del proprietario comportano una multa da 38 a 232 euro.

note

[1] Art. 2 cod. civ.

[2] Art. 455-ter cod. civ.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI