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Blocco della circolazione per i motori a diesel: come opporsi

12 Gen 2018


Blocco della circolazione per i motori a diesel: come opporsi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Gen 2018



Il Sindaco del mio Comune vuole acconsentire al blocco della circolazione per tutte le auto alimentate a diesel. Come possiamo impedirlo noi cittadini? Costituendo forse un comitato?

Nel rispondere al quesito occorre anzitutto dire che nel caso in cui i Sindaci o i Presidenti di Regione delle aree interessate

dall’intesa (raggiunta fra le Regioni dell’Italia settentrionale) dovessero, in applicazione dell’intesa medesima, ordinare il blocco della circolazione degli autoveicoli alimentati a diesel, le azioni a disposizione del cittadino per contrastare l’atto di natura amministrativa che disponesse il blocco sono le seguenti:

– intraprendere un’azione dinanzi al giudice amministrativo (tribunale amministrativo regionale in primo grado, Consiglio di Stato in grado di appello) per ottenere una sentenza che elimini l’atto amministrativo (se viziato) con ricorso da proporre entro sessanta giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza di blocco nell’albo pretorio;

– proporre un ricorso amministrativo contro l’atto stesso (per ottenere una decisione di tipo amministrativo per rimuovere l’atto);

– fare pressione contro la stessa autorità che ha disposto il blocco della circolazione affinché (sulla base delle motivazioni addotte con istanze, petizioni e azioni simili) essa stessa rimuova in autotutela l’atto già emanato.

Chiaramente siccome tra la data di emanazione delle ordinanze che dispongono il blocco e la data di effettuazione del blocco usualmente passa relativamente poco tempo, un’azione legale potrebbe giungere tardi (cioè a blocco della circolazione già eseguito).

Inoltre perché l’azione legale abbia successo, essa dovrà mirare a dimostrare ad esempio l’inopportunità dell’atto amministrativo: ciò vuol dire che se si decidesse di agire dinanzi al Tribunale amministrativo regionale occorrerà puntigliosamente dimostrare che l’atto amministrativo che dispone il blocco è viziato di inopportunità, che cioè non vi è corrispondenza tra il mezzo scelto (blocco della circolazione per gli autoveicoli diesel) ed il risultato conseguito (abbattere i livelli di inquinamento).

Tutto questo vuol dire che un ricorso dinanzi al giudice (o anche un ricorso amministrativo) per avere un esito positivo dovrà essere accompagnato dalla prova rigorosa della inefficacia dei blocchi alla circolazione rispetto al risultato che con gli stessi blocchi si intendono conseguire: sarà quindi indispensabile che il ricorso sia sorretto da prove medico – scientifiche (studi scientifici, esiti di ricerche specifiche, pubblicazioni di rilievo e rigorose) che dimostrino appunto l’inefficacia e l’inutilità dei blocchi alla circolazione.

In mancanza di queste prove, un ricorso dinanzi al giudice amministrativo avrà sicuramente un esito negativo.

In alternativa al ricorso dinanzi al giudice è sempre possibile, con istanze e petizioni popolari, sollecitare l’autorità a ritirare l’atto che essa stessa ha emanato: ovviamente in questi casi oltre alla già evidenziata rigorosità delle prove scientifiche a sostegno dell’inefficacia dei blocchi alla circolazione, è indispensabile poter contare non solo su di un appoggio massiccio dei cittadini, ma anche sulla possibilità di avere un’eco importante e costante sui mezzi di comunicazione.

Un’associazione di cittadini o un comitato costituiscono già dei buoni punti di partenza: occorre, però, anche una costante azione di contro – informazione nei confronti della opinione pubblica ed il supporto scientifico di esperti del settore ed il tutto sempre sfruttando tutti i mezzi di comunicazione disponibili (anche i social network come facebook).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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2 Commenti

  1. é possibile agire al contrario? mi spiego, la regione decide di bloccare i veicoli perchè ritenuti inquinanti, ebbene, la regione deve fornire prove mediche sul danno alla salute da parte dei veicoli, e dimostrare inoltre che il blocco dei veicoli comporterà un reale calo degli inquinanti con dati certi.
    Inoltre, se tra un anno il blocco della circolazione non ha portato nessun beneficio misurabile, sarebbe possibile richiedere un risarcimento per i danni subiti ?

    1. “Chi mena per primo mena due volte” diceva un proverbio romano.
      Intanto ti meno con la legge. Poi te ricorri, intanto il blocco c’è. Poi si vedrà. Se non sei fallito prima per le multe e perché hai perso il lavoro a causa della patente che t’avranno tolto.

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