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Se ricevo denaro da un parente con cui ho il conto cointestato è donazione?

13 Gennaio 2018
Se ricevo denaro da un parente con cui ho il conto cointestato è donazione?

Mia zia vuole donarmi circa € 200.000,00 per la ristrutturazione della mia casa. Io sono contestataria del suo conto corrente. Viene sempre considerata una donazione da parte sua o posso considerarla come un’operazione di banca di giroconto dal conto che abbiamo insieme al mio conto personale?

L’art. 1854 c.c. stabilisce che “Nel caso in cui il conto sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente, gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto”. Inoltre, l’art. 1298 c.c. evidenzia che “Nei rapporti interni l’obbligazione in solido si divide tra i diversi debitori o tra i diversi creditori, salvo che sia stata contratta nell’interesse esclusivo di uno di essi. Le parti di ciascuno si presumono uguali, se non risulta diversamente”.

In sostanza, la cointestazione di un conto corrente bancario, tra due o più persone, implica che le parti di ciascuno si presumono uguali in quanto il singolo intestatario, pur avendo la facoltà di compiere operazioni disgiuntamente, non può disporre in proprio favore, senza il consenso dell’altro, della somma depositata in misura che eccede la propria quota di spettanza.

Quanto detto viene confermato dalla giurisprudenza.

Il contratto di conto corrente bancario svolge, a differenza di quello ordinario, una semplice funzione di servizio di cassa per il correntista, sicchè, in caso di contestazione del conto, non rileva chi dei titolari sia beneficiario dell’accredito o chi abbia utilizzato la somma accreditata. Pertanto, quando una certa somma sia affluita sul conto, la stessa rientra nella disponibilità di tutti i correntisti, i quali, ex art. 1854 c.c., ne divengono condebitori, restando irrilevante che taluno dei cointestatari non abbia in concreto compiuto operazioni sul conto, atteso che è sufficiente, ai fini della norma suddetta, che avesse titolo per compierle. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto irrilevante, in un conto cointestato a due soggetti, che uno dei due mai avesse compiuto operazioni sul conto e non avesse quindi autorizzato l’apertura di credito, utilizzando le somme accreditate)”. Cass. civ. Sez. I, 28/02/2017, n. 5071.

La cointestazione di un conto corrente, attribuendo agli intestatari la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi di conto (art. 1854 c.c.) sia nei confronti dei terzi, sia nei rapporti interni, fa presumere la contitolarità dell’oggetto del contratto, salva la prova contraria a carico della parte che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa”. Cass. civ., sez. III, 8/9/2006, n. 19305.

Il saldo di conto corrente bancario cointestato, con facoltà di disposizione disgiunta di ciascuno dei titolari, non può costituire credito “contratto nell’interesse esclusivo” di alcuno dei contitolari del credito stesso, ai sensi del primo comma dell’art. 1298 c.c. perché ciò contrasterebbe con la funzione del contratto di conto corrente bancario, il quale è finalizzato all’espletamento del servizio di cassa in favore – dunque nell’interesse – di tutti i contitolari, i quali infatti, possono liberamente disporre del saldo attivo.” Cass. civ., sez. III, 21/1/2004, n. 886.

Alla luce di quanto detto, come dalla lettrice correttamente evidenziato, trattandosi di conto cointestato, il prelevamento delle somme, con l’assenso dell’altro intestatario (sua zia) costituisce una regolare operazione di banca avendone la lettrice piena facoltà.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta



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