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Bufale online: leggi e sentenze che non esistono

8 gennaio 2018


Bufale online: leggi e sentenze che non esistono

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 gennaio 2018



Le fake news che non si riesce a smontare: ecco quali notizie sono completamente false.

A mettere in piedi una notizia falsa non ci si mette nulla. Per smontarla ci vogliono mesi, a volte anni. Come ad esempio quella sull’abolizione del bollo auto o sulla castrazione chimica dei pedofili in Russia. In un articolo di ieri abbiamo previsto le bufale giuridiche del 2018, quelle cioè che – complice la campagna elettorale – circoleranno nei prossimi 12 mesi. Ce ne sono altre, però, che ci portiamo dietro dagli anni passati: fake news in cui molta gente ancora crede solo perché non si è mai curata di verificare la fonte. E spesso queste bufale online riguardano leggi e sentenze che non esistono. Qui di seguito elencheremo quelle più note e che ancora non sono state completamente smontate.

Il divieto di regalare soldi in busta agli sposi

Qualche mese fa era stata lanciata la notizia secondo cui il Governo voleva vietare le buste contenenti soldi da dare in regalo agli sposi. Sulla scia del terrore dettato dalla lotta all’evasione e all’impiego del denaro contante, sono stati in molti a credere alla bufala e a ritenere il fantomatico decreto già in vigore. L’articolo che, prima degli altri, aveva diffuso la notizia proviene però da un sito specializzato in bufale e che, sul proprio disclaimer, si professa come blog di satira. Sarebbe bastato controllare questo per accorgersi che non esistono leggi che vietano di dare denaro contante, tantomeno agli sposi. Oggi l’uso del contante è vietato solo per importi superiori a 3mila euro, a prescindere dallo scopo della transazione (donazione, vendita, pagamento delle tasse, ecc.).

L’autovelox per chi corre a piedi

Multe fino a 120 euro per chi ama fare jogging ma supera i nuovi limiti di velocità imposti a chi fa sport. Una notizia che sarebbe stata confermata dal Ministero dello Sport a tutela dei cardiopatici: 8,5 km/h sulle strade cittadine e 9,8 km sui percorsi extraurbani. La bufala è scritta anche male: perché mai fuori città è meno esposto al rischio chi soffre di cuore? Ma tant’è: in migliaia hanno condiviso la bufala su Facebook.

Il servizio di leva obbligatorio dal 2019

Torna, puntuale come il concerto di capodanno, la bufala sul ritorno della leva obbligatorio. Gli adolescenti sono salvi: non c’è rischio in Italia di tornare a fare il servizio militare.

Chi aiuta Telethon contribuisce alle torture sugli animali

Ennesima bufala è quella secondo cui i laboratori finanziati dalle donazioni durante la “maratona Telethon” utilizzerebbero gli animali, seviziandoli e imponendo loro numerose sofferenze. «Telethon finanzia morte e torture» qualcuno ha detto su un sito, evidentemente per fare qualche sgambetto a qualcun’altro. Immancabile la reazione delle pecore sul web: senza aver cognizione di causa, hanno tutti condiviso e condannato.

L’avvocato che fa divorzi a 20 euro

Chi non l’ha mai vista l’immagine del foglio, stampato al computer e appeso in una bacheca, con cui un sedicente avvocato proporrebbe separazioni e divorzi a 20 euro l’uno? Con tanto di nome e cognome e numero di telefono: tutti indignati – solo i colleghi, s’intende – hanno lanciato ogni forma di anatema al professionista. Ma se avessero controllato sull’albo, si sarebbero accorti che quel nome non è registrato in nessun ordine. Salvo ovviamente dire che si tratti di esercizio abusivo della professione, ma questa è un’altra storia e chi lo fa non si macchia certo per 20 euro.

L’Italia vende i monumenti storici

Fontana di Trevi alla Francia, Colosseo alla Germania: il consiglio dei ministri vorrebbe cedere le nostre opere d’arte agli stranieri per far cassa. «Il Governo con un emendamento mette in pericolo, in modo definitivo, la sovranità dell’Italia prepara l’esproprio definitivo della nostra cultura, del nostro passato».

Sarà anche scontato che tutti credano a qualsiasi cosa si dica contro il Governo, ma bastava riflettere che il demanio nazionale e i beni storici, architettonici e culturali non si cedono con un semplice decreto per evitare di fare brutta figura.

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