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Trasferimento denaro dall’estero in Italia: come fare il bonifico

8 gennaio 2018


Trasferimento denaro dall’estero in Italia: come fare il bonifico

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 gennaio 2018



Sono italiano ma risiedo e lavoro in Svizzera, dove ho permesso di residenza B e iscrizione AIRE. Pago le tasse in Svizzera e non ho beni né conti intestati in Italia. Tra un anno vorrei rientrare in Italia e comprare casa. Come dovrò trasferire i miei soldi evitando accertamenti o contenziosi? Qual è la causale di versamento appropriata per trasferire in Italia il denaro derivante da reddito già tassato all’estero? Sul sito all’articolo: laleggepertutti.it/181023_conti-correnti-come-evitare-controlli si afferma che anche per piccoli versamenti si può incorrere in controlli. Temo che la somma che verserò con bonifico (su conto che aprirò) sia poi suscettibile di contenziosi o presunzioni di evasione.

La legge in generale prevede che il trasferimento all’estero di una persona fisica, per la maggior parte del periodo di imposta, possa essere dichiarato all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero – Aire.

Pertanto, qualora i redditi siano prodotti esclusivamente all’estero da cittadino italiano residente all’estero, non vi saranno problemi al momento del rientro in Italia, in quanto tali redditi hanno già subito la tassazione estera in un periodo nel quale non vi era alcun obbligo di dichiarare quei redditi in Italia.

Il cittadino italiano residente all’estero ed iscritto all’AIRE dovrà solo porre attenzione ai periodi di imposta nei quali si verificano gli spostamenti della residenza, infatti le somme derivanti da redditi prodotti all’estero sono pacificamente trasferibili in Italia, solo qualora abbiano scontato le imposte estere ed in costanza di validità giuridica della residenza all’estero del soggetto che li produce.

Dunque particolare attenzione va posta ai periodi di imposta anteriori e posteriori a quelli di trasferimento della residenza all’estero e di iscrizione all’AIRE.

Nel caso specifico il richiedente, nel quesito, dichiara di aver trasferito la propria residenza dall’Italia alla Svizzera due anni fa e di voler trasferire la propria residenza in Italia, nuovamente, dal prossimo anno.

Pertanto, considerato che la Convenzione contro le doppie imposizioni fra Italia e Svizzera, all’art. 4 paragrafo 4, prevede che il trasferimento di residenza valga “non appena trascorso il giorno del trasferimento del domicilio”, se l’iscrizione all’AIRE risale ad es all 1.9.2016, ciò significa che dal 2.9.2016 al 31.12.2016 il richiedente era residente in Svizzera, mentre dal 1.1.2016 al 1.9.2016 il richiedente era residente in Italia.

La dichiarazione dei redditi segue la residenza fiscale ovviamente, dunque il richiedente avrebbe dovuto presentare una dichiarazione dei redditi in Italia per i redditi prodotti dal 1.1.2016 al 1.9.2016 ed una dichiarazione dei redditi in Svizzera per i redditi prodotti dal 2.9.2016 al 31.12.2016.

In modo analogo il richiedente dovrà porre attenzione, per il futuro, al giorno di trasferimento della residenza in Italia con contestuale cancellazione dall’AIRE.

Si precisa che, fin quando il cittadino italiano è residente all’estero, con residenza giuridicamente valida, non ha alcun obbligo fiscale in Italia se non di dichiarare eventuali redditi ivi prodotti.

Si ricorda inoltre che la residenza estera può essere assoggettata alle verifiche previste per legge, ai fini delle definizioni di residenza (luogo dove il contribuente abitualmente vive e torna alla fine della giornata lavorativa) e di domicilio (luogo dove il contribuente produce il proprio reddito e dove sono posti i suoi interessi economici).

Infine, dal periodo di imposta del rientro in Italia dall’estero, il contribuente sarà sottoposto alla normativa domestica, dunque dovrà dichiarare tutte le proprie attività finanziarie all’estero, compresi i conti correnti bancari ed ogni altro bene suscettibile di produrre reddito, compilando il quadro RW.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra

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