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Un medico specialista può negare la fattura?

8 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 gennaio 2018



Al termine di una visita privata il nostro medico non vuole farci fattura: può farlo? E noi possiamo obbligarlo a emetterla?

“Quanto le devo?” – “Senza fattura sono 80 euro, con la fattura 120”. Molte volte ci siamo trovati di fronte a conversazioni di questo tipo, dall’evidente sapore di evasione fiscale. Capita in molte occasioni. E anche se spesso i medici sono esenti da Iva, capita anche nelle visite private. Peggio ancora se il nostro medico privato si rifiuta proprio di emetterla la fattura. Non sempre si riesce a opporvisi o a dire di no, perché spesso conviene anche a noi. Ad esempio può succedere quando portiamo il nostro cane o gatto dal veterinario, un medico che effettua prestazioni non certo economiche. E in più non esiste il veterinario della mutua, quindi quello ci tocca quando Fido sta male o deve fare i vaccini.

Il medico privato che non ci vuole emettere fattura commette infrazione? Un medico specialista può negare la fattura? Possiamo proteggerci da questo tipo di condotta, obbligandolo a rilasciarcela comunque?

Cos’è una fattura? 

Da dipendenti è facile essere in regola con tasse e fisco, dal momento che i prelievi di tassazione sono automatici e avvengono in busta paga. E se invece il lavoratore non è dipendente, ma autonomo libero professionista come fa a essere in regola? Ecco che subentra la fattura: un documento fiscale obbligatorio per legge che il libero professionista titolare di partita Iva deve compilare e consegnare al cliente, nel momento stesso in cui effettua la sua prestazione o cede un bene.

Questo documento, per essere regolare, deve contenere dati stabiliti per legge, cioè data di emissione, il numero progressivo, i dati del libero professionista, il numero di partita iva, descrizione del prodotto ceduto o prestazione effettuata, imponibile e partita iva, oppure la specifica di esenzione da partita iva.

La fattura deve essere emessa nel momento stesso in cui si effettua l’operazione (fornitura bene o prestazione servizio). Nel caso di prestazioni di servizi, deve essere emessa al momento del pagamento del corrispettivo. Tornando al nostro medico furbetto, va emessa finita la visita, nel momento in cui dobbiamo pagare.

C’è anche la possibilità di emettere una fattura differita entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui vengono ceduti o spediti beni oppure effettuate le prestazioni di servizi. Succede quando vengono spediti o ceduti più beni oppure effettuate più prestazioni nel mese solare. Esempio: effettuo più prestazioni nel mese di maggio (25, 27, 30 maggio), quindi emetto un’unica fattura riepilogativa entro il 15 giugno.

Chi emette fattura e chi ricevuta?

Vale la regola che ogni impresa o persona che svolga lavoro autonomo è obbligata a presentare un documento fiscale per ogni prestazione o prodotto ceduto. C’è comunque differenza tra fattura e ricevuta. E ci sono obblighi diversi a seconda della categoria a cui si appartiene.

La ricevuta è sempre un documento fiscale, valido cioè ai fini della determinazione dell’imposizione fiscale e della dichiarazione, ma è cosa ben diversa dalla fattura: viene emessa per la prestazione di servizi a soggetti privati e sostituisce lo scontrino (che viene di norma emesso da chi fornisce beni e merci). La emettono in genere i lavoratori autonomi che non sono titolari di partita Iva, inserendo nel documento il dettaglio della prestazione fornita e il codice fiscale.

La fattura è il tipico documento che viene emesso dai liberi professionisti – imprese e privati – titolari di Partita Iva. Viene emessa sia da chi effettua prestazioni di servizi sia da chi fornisce beni. È un documento iper-dettagliato perché richiede l’inserimento di dati come la data di emissione, numero progressivo, numero di partita iva e dati del libero professionista e cliente. E soprattutto permette l’inserimento delle voci dettagliate, come lo scorporo dei totali in base all’aliquota Iva: imponibile netto, l’aliquota Iva e il lordo. Va inoltre inserito e specificato se il servizio prestato è esente da partita Iva (come può esserlo la prestazione medico-saniatria).

Casi in cui si può non emettere fattura

Ci sono alcuni casi in cui, se non è espressamente richiesto dal cliente, si può essere esonerati dall’emettere fattura:

  • Commercianti al dettaglio
  • Agricoltori che producono beni propri
  • Prestazioni alberghiere
  • Somministrazione al pubblico di alimenti e bevande
  • Autotrasporti di persone
  • Transito su autostrade
  • Chi presta servizi in forma ambulante o casa dei clienti

Ovviamente non sono esortati a evadere il fisco. Semplicemente al posto della fattura emettono un altro documento fiscale – ricevuta o scontrino. Se però il cliente la richiede, devono farla.

Fattura: il medico specialista può negarla?

E il nostro caro medico specialista che lavora in privato invece può negare la fattura? Decisamente no. Il medico specialista privato con partita Iva è un libero professionista abilitato a svolgere prestazioni sanitarie. In quanto tale ha degli obblighi davanti alla Legge e al fisco, tra i quali, quello di emettere fattura.

Attività Extra-moenia. O almeno non può farlo se la nostra visita viene svolta presso il suo studio privato. In questo caso, lui sta lavorando come libero professionista, in extra-moenia (fuori dall’ospedale), e lo sta facendo con partita Iva (regime ordinario o forfetario che sia). È quindi obbligato a emettere fattura per le prestazioni eseguite, in duplice copia (una per il cliente e l’altra per il medico).

Il suo reddito infatti è considerato da lavoro autonomo e attività professionale [2].  La fattura va sempre emessa ed è obbligatoria, anche se la prestazione sanitaria che sta svolgendo è esente da Iva.

La fattura che il medico deve rilasciarvi deve contenere i seguenti dati:

  • deve essere datata e numerata in ordine progressivo
  • deve riportare i dati identificativi del professionista: cognome e nome, residenza e domicilio (quello denunciato all’Ufficio IVA), Partita IVA (obbligatoria) e codice fiscale;
  • deve riportare i dati identificativi del cliente/paziente: cognome e nome, ditta denominazione o ragione sociale, residenza, codice fiscale/partita IVA
  • deve indicare la natura dei servizi formanti oggetto dell’operazione
  • deve indicare l’ammontare e gli altri dati necessari per la determinazione della base imponibile
  • deve indicare il riferimento dell’IVA (esente, imponibile, forfettario)

Attività Intra-Moenia. Se invece lo stesso medico opera in Intra-moenia, vuol dire che ha un accordo con l’Ospedale dove lavora come dipendente, per svolgere attività privata internamente alla struttura: effettua visite private all’interno dei locali dell’ospedale, al di fuori dell’orario di lavoro e utilizzando le attrezzature pubbliche. Voi pagherete per quella visita una tariffa intera (data dal tariffario del medico + le quota che lo stesso medico destina alla Asl). Anche in questo caso il medico è tenuto a rilasciare ricevuta fiscale/fattura. Riscuoterà quindi dal paziente il corrispettivo e compilerà una fattura sul Bollettario che l’Ospedale gli mette a disposizione.

Come dicevamo sopra, la fattura deve essere emessa al momento dell’effettuazione della prestazione medica e del pagamento del corrispettivo.

Capita a volte che il medico possa emetterci la sopra citata fattura differita: quando effettuiamo più visite nell’arco dello stesso mese e al medico è consentito di farci un’unica fattura riepilogativa, con il dettaglio delle operazioni.  Esempio: ho fatto due visite il giorno 28 maggio e 30 maggio. Il medico può emettere una sola fattura differita entro il 15 giugno.

Fattura: serve anche per le prestazioni sanitarie esenti Iva?

Ci sono prestazioni sanitarie che non sono soggette a Iva. A dir la verità quasi tutte: in particolare quelle dirette alla cura, diagnosi e riabilitazione della persona. Quando andiamo dal medico solitamente non c’è l’Iva da pagare sul corrispettivo che ci viene richiesto. Questo non significa che la fattura non vada fatta. In questo caso il medico emetterà fattura specificando che la prestazione è esente Iva [3].

Detto ciò quindi, non fatevi fregare da chi vi fa la proposta del “paghi meno se non ti faccio fattura”. Perché dovrebbe essere così se per la visita c’è esenzione Iva? In questo caso l’Iva non va addebitata, quindi la conversazione di inizio articolo è decisamente illegittima. Così come è considerata illegittima anche in presenza di fattura per prestazione imponibile iva. In ogni caso il medico specialista non può negare la fattura.

Fattura negata: come possiamo comportarci?

Il medico che si rifiuta di rilasciare ricevute e fatture e viene pescato ad accettare pagamenti in nero, può essere condannato a pagare multe per evasione fiscale. Se esortarlo ad emetterla non funziona, è sempre possibile sporgere denuncia alla Guardia di finanza. È possibile farlo anche in forma anonima. Spesso questo può essere il metodo consigliabile, per non incrinare i rapporti con un professionista che in un preciso momento della nostra vita ci sta curando.

note

[1] D.p.r. n. 633 del 1972 (e modificazioni)

[2] D.p.r. n. 917 del 1986

[3] D.p.r n. 633 del 26 ottobre 1972

Autore immagine: Pixabay 

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