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Trump: al bando i prodotti europei, ecco perchè

31 marzo 2017


Trump: al bando i prodotti europei, ecco perchè

> Business Pubblicato il 31 marzo 2017



Trump minaccia dazi sui prodotti Ue. Nuove ipotesi di protezionismo dal neo Presidente: a rischio i prodotti italianità, ecco quali.

Nuove dichiarazioni protezionistiche del neo eletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il magnate che con il commercio internazionale ha creato un impero, ora dalla Casa Bianca guarda alla chiusura delle frontiere.

Trump studia dazi sui prodotti dell’Unione europea

Si studiano dazi su tutti i prodotti provenienti dall’Unione europea, una misura che potrebbe condizionare pesantemente la macroeconomia dell’area europea, con importanti limitazioni alle esportazioni. Vediamo le ragioni di tale minacce.

La misura è una reazione al bando Ue sulla carne di manzo USA

La minaccia di Trump, al di là dei toni cui il neo presidente ci ha prontemente abituato, sono la conseguenza di misure altrettanto drastiche per il mercato americano. In particolare si tratterebbe di dazi punitivi in risposta ad un bando Ue sulla carne di manzo Usa accusata di esser trattata con gli ormoni. Il bando delle carni americane ha naturalmente suscitato le proteste dei produttori di carne di manzo americani, che contestano proprio la mancata apertura totale delle frontiere, prevista da un accordo del 2009.

Nel mirino anche molti prodotti italiani

A patire le conseguenze di tali movimentate relazioni diplomatiche potrebbe essere però l’Italia, che dell’export in Usa ha fatto da anni il punto forte dei suoi grandi marchi.
Tra i marchi a rischio c’è in particolare la Piaggio, che esporta la storica Vespa con grandi risultati. Ma il dazio riguarderebbe anche l’acqua Perrier, prodotta anche dalla San Pellegrino.
Ma sono a rischio anche le moto da cross prodotte dalla KTM e Husqvarna Group; nonchè, da un punto di vista gastronomico, gli importanti formaggi francesi.

Il Wall Street Journal dà un monito politiche commerciali aggressive

La notizia è stata diffusa dal Wall Street Journal, con l’obiettivo di fornire il quadro della situazione che potrebbe venirsi a creare, nel caso in cui i rapporti tra le due macroaree economiche non dovessero ritornare sui retti binari.

Il quotidiano finanziario intende probabilmente da un lato avvisare i mercati, dall’altro condizionare gli investitori, ben consapevoli dell’influenza che nell’economia moderna questi hanno assunto.

Il valore delle importazioni sotto esame dovrebbe comunque essere relativamente basso, dal momento che secondo quanto previsto dalla World Trade Organization gli Usa possono imporre dazi punitivi sulle importazioni per un valore totale di circa 100 milioni di dollari.
In ogni caso il provvedimento fa discutere e suscita reazioni nell’opinione pubblica, ancora una volta fortemente divisa tra i pro e i contro, con la “pancia del Paese” pronta a far sentire la propria voce.

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