Diritto e Fisco | Articoli

Cosa va dichiarato nella denuncia dei redditi

8 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 gennaio 2018



Con la dichiarazione dei redditi il fisco ci chiede conto, ogni anno, di quante entrate abbiamo avuto l’anno prima: ecco cosa dobbiamo dichiarare di preciso

Al mondo di sicuro ci sono solo la morte e le tasse, si dice ormai da tempi immemori. E ogni anno infatti, con l’arrivo della primavera iniziamo tutti (o quasi) a prepararci per il tradizionale appuntamento con la dichiarazione dei redditi. Da questa scadenza non si scappa. L’Agenzia delle entrate vuole sapere tutto di noi, di quanto abbiamo guadagnato l’anno precedente, di quali sussidi abbiamo usufruito, di quali altri redditi abbiamo beneficiato. Il Fisco è sempre in agguato, pronto a controllare ogni nostra mossa e a chiedercene eventualmente conto. Dal controllo certosino di quanto dichiarato, capirà se siamo creditori nei suoi confronti o se siamo ancora debitori (oltre a quanto già versato durante tutto l’anno tramite i nostri sostituti d’imposta). In tal caso stiamo pur pronti a tirar fuori ancora le somme dovute per andare a conguaglio. Senza cadere nel pessimismo però, cerchiamo di capire cosa ci chiede esattamente il Fisco per fare i suoi calcoli e cosa va dichiarato nella denuncia dei redditi.

Dichiarazione dei redditi: cos’è?

Qualunque cittadino o impresa residente in Italia, ha il dovere di mettere a conoscenza il Fisco delle proprie entrate. A questo serve la dichiarazione del redditi: un documento fiscale che ogni anno deve essere presentato, attraverso il modello 730 o i Modelli Redditi (Ex Unico), all’Agenzia delle entrate, per metterla a conoscenza dei redditi percepiti in un preciso periodo di tempo. Sulla base di questo documento viene calcolata l’imposta dovuta a conguaglio.

Si tratta di un calcolo definitivo delle imposte, nel senso che tutto viene ricalcolato, dopo che già durante l’anno siamo stati soggetti a tassazione in busta paga. Si va quindi a conguaglio:  se le imposte versate sono minori rispetto a quelle dovute avremo un Irpef a debito e dovremo pertanto saldare quanto dovuto. Qualora invece dal ricalcolo risultasse che abbiamo tirato fuori anche troppo e abbiamo maggiori detrazioni fiscali da scontare, potremo anche avere un Irpef a credito e allora, per la nostra gioia, ci verranno restituiti dei soldi.

La Dichiarazione è una scadenza annuale di noi contribuenti, quindi deve essere presentata ogni anno e nel documento che si compila devono essere dichiarati i redditi percepiti nell’annualità precedente a quella della denuncia. In pratica, quando presentiamo il 730 del 2018, stiamo dichiarando i redditi percepiti nell’arco del 2017.

Cosa va dichiarato nella denuncia dei redditi?

La Dichiarazione dei redditi comprende tutti i redditi ed entrate derivanti da lavoro, pensione, fabbricati e terreni e quelli da capitale, cioè gli investimenti soggetti a tassazione [1]. Detto ciò, ecco in dettaglio cosa va dichiarato nella nostra denuncia dei redditi:

  • tutti i redditi da lavoro dipendente
  • tutti i redditi da lavoro autonomo
  • tutti i redditi percepiti con la pensione
  • tutti i redditi d’impresa
  • tutti i redditi da collaborazione occasionale, coordinata e continuativa, cessione delle proprie opere d’ingegno
  • tutti i redditi percepiti dall’Inps come indennità (disoccupazione, maternità, allattamento, cassa integrazione, ecc)
  • tutte le indennità percepite da terzi per incarichi svolti per conto del datore di lavoro
  • tutti i compensi ricevuti se svolgiamo lavori socialmente utili
  • Redditi di terreni e fabbricati (Fondiari)
  • Redditi di capitali
  • Redditi diversi per i quali non è prevista partita Iva

Cosa non va dichiarato in denuncia dei redditi?

Non sono rilevanti ai fini fiscali, e quindi non devono essere dichiarati in fase di denuncia dei redditi:

  • Le pensioni di inabilità e di invalidità
  • Le pensioni per menomazione a seguito del servizio di leva
  • L’assegno di maternità per le donne disoccupate
  • Gli assegni di collaborazione per la ricerca conferiti da Università ed Enti pubblici
  • Alcune tipologie specifiche di borse di studio
  • Le rendite Inail
  • Le maggiorazioni sociali dei trattamenti pensionistici
  • I rimborsi spese documentati

Dichiarazione dei redditi: chi deve farla?

Sono obbligati a denunciare i proprio redditi tutti i contribuenti italiani (Persone fisiche e imprese) che percepiscono redditi tassabili: lavoratori dipendenti e pensionati, lavoratori autonomi e professionisti, ad eccezione dei casi di esonero.

In generale:

  • Presenta il 730 chi percepisce redditi da lavoro dipendente e da pensione, da capitale, terreni e fabbricati, redditi da lavoro autonomo senza partita Iva
  • Presenta invece il Modello Redditi (suddiviso in 4 modelli, a seconda se si è persone fisiche, società di capitali, società di persone ed enti non commerciali) chi percepisce redditi di impresa, da lavoro autonomo con partita Iva, redditi diversi non dichiarabili nel 730, chi nell’anno precedente non era residente in Italia
  • I titolari di partita Iva devono inoltre provvedere a presentare la Dichiarazione Iva in forma autonoma, divisa del Modello Redditi

Dichiarazione dei redditi: chi non deve farla?

Non tutti i redditi percepiti dai cittadini italiani hanno bisogno di essere fotografati dal Fisco. Ci sono alcune fasce di popolazione esonerate dal presentare Dichiarazione. In generale, tutte le persone che non abbiano redditi imponibili o abbiano solo ed esclusivamente redditi tassati alla fonte dal sostituto d’Imposta (dal proprio datore di lavoro o Inps).tra le diverse esenzioni ecco le principali:

  • chi ha percepito soli redditi soggetti a imposta sostitutiva
  • chi ha percepito redditi non superiori a 8000 euro
  • chi ha percepito una pensione non superiore a 7750 euro (8000 euro per chi ha più di 75 anni)
  • chi percepisce solo reddito derivante dalla casa in cui abita
  • chi percepisce redditi da terreni e fabbricati inferiori a 500 euro
  • chi percepisce redditi da lavoro occasionale fino alla soglia di 4800 euro
  • chi percepisce soli redditi esenti (esempio pensioni invalidità, guerra, borse di studio, rendite Inail, sussidi, pensioni sociali, accompagnamento …)
  • chi percepisce redditi tassati alla fonte a titolo di imposta
  • chi è soggetto a un’imposta che non supera i 10,33 euro (a patto che non debba tenere scritture contabili)

Se invece tutte queste soglie minime di reddito vengono si aggiungono ad altre entrate, ecco che scatta l’obbligo di Dichiarazione.

note

[1] Art. 6 del Tuir (Testo Unico delle imposte sui redditi)

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI