Diritto e Fisco | Articoli

Pignoramento conto corrente 2019

28 Dicembre 2018
Pignoramento conto corrente 2019

Limiti di pignoramento delle somme depositate in banca o alla posta aggiornato all’assegno sociale 2019.

Cambiano anche per il 2019 gli importi relativi al pignoramento del conto corrente. Per il nuovo anno, infatti, il debitore sottoposto a procedura di esecuzione forzata può contare su un importo più alto da sottrarre ai creditori. È questo l’effetto dell’aggiornamento dell’assegno sociale appena comunicato dall’Inps, importo che costituisce anche la base di calcolo per definire i limiti di pignoramento della pensione (e del relativo «minimo vitale») e dello stipendio. Ma procediamo con ordine e vediamo qual è il limite del pignoramento del conto corrente 2019.

Tra tutte le forme di pignoramento, una delle più temute dai debitori è sicuramente quella del conto corrente; rispetto infatti a tutti gli altri tipi di esecuzione forzata, il pignoramento del conto corrente consta di una procedura rapida, snella, sicura e a buon mercato per il creditore. Cosa rischia il debitore in caso di pignoramento del conto corrente? Tutto e niente a seconda del tipo di redditi che percepisce, del lavoro che svolte e di quanti risparmi ha in banca. Sicuramente i lavoratori dipendenti e i pensionati godono di un trattamento di favore rispetto a tutti gli altri debitori; solo nei confronti dei primi, infatti, esistono dei limiti alla possibilità di bloccare il conto (o meglio, i prelievi dal conto) mentre per tutti gli altri il creditore ha più libertà di azione. Spieghiamo tuttavia subito perché parliamo di pignoramento del conto corrente 2019, distinguendolo così dalle altre annualità: il tetto al pignoramento può variare di anno in anno in base. La legge ha posto dei limiti che sono parametrati – per come qui di seguito vedremo – alla misura dell’assegno sociale. Ecco dunque per quest’anno a quanto ammonta il tetto del pignoramento del conto corrente.

Per comprendere fino a dove si può spingere il pignoramento del conto corrente è necessario operare una distinzione tra lavoratori dipendenti e pensionati da un lato e tutti gli altri soggetti dall’altro. Iniziamo da questi ultimi.

Il pignoramento del conto corrente nella generalità dei casi

La procedura di recupero del credito inizia con la notifica di un atto di precetto e il successivo atto di pignoramento. Spetta al creditore scegliere quali beni del debitore pignorare e, in questa valutazione, la sua decisione può posarsi sul conto corrente.

La procedura da seguire è il cosiddetto pignoramento presso terzi che inizia con una intimazione notificata alla banca o alle poste e al debitore (di solito le comunicazioni partono lo stesso giorno a mezzo dell’ufficiale giudiziario). Con tale intimazione si cita il debitore in udienza (quella in cui il giudice disporrà l’assegnazione delle somme al creditore) e, nel frattempo, è fatto divieto alla banca di consentire al correntista di prelevare gli importi pignorati. Pertanto:

  • se il conto corrente è vuoto o ha un saldo negativo, non viene vincolata alcuna somma; tuttavia, se prima dell’udienza in tribunale il debitore dovesse ricevere qualche bonifico, le somme accreditategli verrebbero pignorate;
  • se il conto corrente ha un saldo positivo, uguale o inferiore alle somme intimate, il debitore non può più prelevare e l’intero conto viene bloccato fino all’udienza di assegnazione; vien fatta salva la possibilità di ricevere bonifici che, tuttavia, verranno anch’essi bloccati fino a concorrenza delle somme pignorate. Se, ad esempio, il creditore agisce per 2mila euro e sul conto ci sono solo mille euro, qualora dovesse intervenire un accredito di 500 euro anche questo verrebbe trattenuto dalla banca in attesa dell’udienza di assegnazione delle somme;
  • se il conto corrente ha un saldo positivo, superiore alle somme intimate, il debitore può prelevare le somme in eccesso non essendo queste pignorate. Anche in questo caso il conto resta utilizzabile per eventuali bonifici.

Come abbiamo visto, se il conto è attivo, il pignoramento può riguardare tutte le somme depositate, purché sempre nei limiti del credito per il quale il creditore agisce.

Il pignoramento del conto corrente per lavoratori dipendenti e pensionati

Le cose vanno meglio per chi il conto lo utilizza solo per ricevere redditi di lavoro dipendente o pensioni. In questo caso, la legge pone dei limiti. Il creditore non può quindi pignorare tutte le somme depositate ma solo una parte di questa. In particolare:

  • per le somme che si trovano già depositate all’atto della notifica del pignoramento, il “blocco” può riguardare solo la parte del deposito che eccede un determinato importo: questo importo si calcola moltiplicando per tre la misura annuale dell’assegno sociale. Per il 2019, l’assegno sociale è pari a 457,99 euro al mese. Pertanto il triplo dell’assegno sociale è pari a 1.373,97 euro. Ne consegue che, in caso di pignoramento, possono essere “bloccate” solo le somme che superano tale limite. Per esempio, se sul conto ci sono 1.500 euro, il creditore può pignorare solo 126,03 euro (1.500 – 1373,97 pari cioè a 3×457,99); se invece sul conto c’è un importo inferiore, il pignoramento non tocca il deposito;
  • per le somme che, invece, vengono accreditate successivamente alla data di notifica del pignoramento (sempre ovviamente a titolo di stipendio o pensioni) il pignoramento può avvenire nella misura di un quinto (proprio al pari di quando il pignoramento avviene presso il datore di lavoro).

Per sintetizzare, il conto corrente è pignorabile al 100% solo se non vi vengono depositati redditi da lavoro dipendente o di natura previdenziale. In questi ultimi due casi, invece, valgono i limiti che abbiamo appena detto, limiti che annualmente risentono dell’aggiornamento dell’assegno sociale.



13 Commenti

  1. Salve in altri siti ho letto che il pignoramento di un dipendente presso il conto corrente dopo la notifica del pignoramento segue determinati scaglioni in base allo stipendio del dipendente, quindi per un dipendente che riceve uno stipendio fino a 2000 euro mensili il pignoramento sul conto corrente non può superare 1/10 dell’importo dello stipendio.
    Chiedo conferma di tutto questo, grazie.

  2. Ho pignorato il mio ex datore di lavoro per mancanza di pagamento delle ultime due busta paga più tfr .
    Ma se sui conti corrente non ce credito come faccio a recuperare i miei crediti

  3. buongiorno volevo sapere ma se l’agenzia delle entrate ha inizialmente bloccato il conto e in seguito ha pignorato lo stipendio presso il datore di lavoro, il pignoramento in banca decade o rimane?

  4. Con l’entrata in vigore della cosiddetta pensione di cittadinanza, mi sembra che sia portato a €780 anche l’assegno sociale e pertanto i limiti impignorabili salirebbero di molto. Vi sembra una possibile e corretta lettura del futuro provvedimento?

  5. Credo vi sia un po’ di confusione in ordine al pignoramento delle somme depositate in un c/c bancario, dovuta alla funzione della banca che ci marcia. Il pignoramento si deve eseguire nella forma del presso terzi ma la banca, nei confronti del correntista, è un terzo. Sicche, a differenza di quanto accade quando la sua funzione è di tesoriere dell’ente pubblico, la sua funzione di debitore del debitore è circoscritta alla esistenza di fondi nel conto presso di essa. Consegue che se non vi sono fondi essa deve contestare la sua posizione di debitore del debitore e dichiararlo all’udienza fissata per il suo ascolto, di persona o con scritto inviato al creditore. Il che esclude che se diventa debitore dopo l’udienza, pervenendo cioè somme nel c/c dopo tale data, essa possa bloccare, quale “terzo”, il conto. Diversa è ovviamente la situazione se essa è tesoriere dell’ente debitore. Nel qual caso, per contratto, essa deve pagare i debiti dell’ente suffragati da titolo esecutivo, anche se la forma prescritta è quella del pignoramento presso terzi. Penso quindi sia chiara la differenza che comporta solo nel secondo caso il blocco sino alla chiusura della procedura, mentre nel primo il blocco è condizionato alla esistenza di somme, senza la quale essa non è debitore del debitore, e ciò che accade dopo l’udienza non riguarda quel pignoramento che va dichiarato negativo. Questo,almeno,secondo le disposizioni di legge.

      1. Ciao Rossana, mi fa piacere che hai trovato la mia risposta esaustiva. Vedi però che le banche ci marciano sopra e dichiarano che per loro non v’e alcuna differenza, e cioè che il conto resta in ogni caso bloccato sino alla chiusura della procedura esecutiva. Niente di più errato, soprattutto perché la procedura può anche essere promossa contro più soggetti terzi. Purtroppo, almeno per la mia esperienza, l’Italia da patria del diritto è divenuta la patria dell’approssimazione, dove l’ignoranza è la malafede molto spesso si fondono per l’assenza, almeno di fatto, delle responsabilità, per le quali occorre l’intervento di un tribunale. Sicché, considerati i tempi della giustizia e talvolta anche il rischio dell’impreparazione di chi deve decidere, con i costi della giustizia divenuti insopportabili ed anche oggetto di sanzione pari al contributo unificato già sopportato e che colpisce un diritto costituzionalmente garantito, quello cioè di accedere ad un tribunale, mi fanno pensare alla “sanzione di un diritto”, vale a dire ad una contraddizione in termini”, introdotta per alleggerire il lavoro di chi è pagato per decidere. VIVA L’ITALIA (che non c’è più).

  6. Buongiorno
    questo vale anche per debiti verso INPS o Agenzia delle Entrate?
    O altri Enti con i quali è facile incorrere in difetto di pagamento?
    Se ho un pagamento di fatture per provvigioni o altri emolumenti che arriva su conto corrente, cosa succede?
    Grazie
    Angelo

  7. Mi hanno bloccato il conto che percepisco lo stipendio due mesi come fa un lavoratore a mantenere la famiglia .mi stanno causando altri danni continuando così nn posso andare più a lavoro.nn faccio altro che chiamare l’avvocato ricevendo sempre la stessa risposta ,siamo in attesa della risposta del giudice

  8. Lascio un commento tanto per scrivere. Tanto oramai se siamo arrivati a questo punto che possono mettere le mani sui nostri pochi risparmi, senza se e senza ma non ci resta che piangere. Vorrei dire a questi signori che hanno questo potere di poter pignorare i c/c NE HANNO COSCIENZA. HANNO UN CUORE. Scrivo questo perché avere il conto in banca pignorato e solo un inzio, per poi trovarsi senza poter prelelvare un euro. Rate del mutuo,finanziamenti etc etc impagate. DITEMI VOI SE È VITA DA CONDURRE. GIA È TANTO DURA. Vorrei vedere loro a lottare per arrivare alla fine del mese.

  9. Il creditore a rinunciato al pignoramento mi sono vatto rilasciare dalla cancelleria del tribunale la certificazione per sbloccare il conto corrente postale ma non mi è stato ancora sbloccato posso denunciare le poste italiane grazie

    1. Rocco ti consigliamo la lettura dei nostri articoli:
      -Conto corrente: tutela dal pignoramento https://www.laleggepertutti.it/273222_conto-corrente-tutela-dal-pignoramento
      -Poste italiane: disservizio e azione per risarcimento danni https://www.laleggepertutti.it/246899_poste-italiane-disservizio-e-azione-per-risarcimento-danni
      -Risarcimento danni contro poste italiane https://www.laleggepertutti.it/197625_risarcimento-danni-contro-poste-italiane

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA