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Le Guide Pensione anticipata precoci 2018

Le Guide Pubblicato il 9 gennaio 2018

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> Le Guide Pubblicato il 9 gennaio 2018

Chi ha diritto alla pensione anticipata con 41 anni di contributi nel 2018?

Anche per il 2018 i lavoratori precoci, cioè coloro che possiedono più di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del 19° anno di età, possono ottenere la pensione anticipata con soli 41 anni di contributi.

Rispetto alla pensione anticipata ordinaria, che è ottenuta con un minimo di 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e di 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini, lo “sconto” è dunque di 10 mesi per le donne e di 1 anno e 10 mesi per gli uomini. Hanno diritto alla pensione anticipata agevolata, però, soltanto coloro che appartengono a delle specifiche categorie tutelate.

Vediamo allora, nel dettaglio, chi ha diritto alla pensione anticipata precoci 2018 e quando deve essere inviata la domanda.

Chi ha diritto alla pensione anticipata precoci 2018

Ha diritto alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, nel 2018, chi appartiene a una delle seguenti categorie tutelate:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo) e che non si siano rioccupati, o siano stati rioccupati con un contratto di lavoro subordinato, con i voucher o col contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente;
  • caregiver, cioè lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104; possono accedere alla misura, dal 2018, anche coloro che assistono un disabile portatore di handicap grave convivente, familiare entro il 2° grado, qualora i suoi genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti.
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%;
  • addetti ai lavori gravosi per almeno 6 anni negli ultimi 7 prima del pensionamento, o per almeno 7 anni nell’ultimo decennio, facenti parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • professori di scuola pre-primaria;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
    • pescatori;
    • lavoratori marittimi;
    • operai agricoli;
    • operai degli impianti siderurgici;
  • addetti ai lavori usuranti o ai turni notturni [1].

Anni di contributi utili alla pensione anticipata precoci

Per raggiungere i 41 anni di contribuzione sono utili tutti i contributi posseduti presso il Fondo lavoratori dipendenti dell’Inps e le gestioni esclusive e sostitutive, presso le casse dei lavoratori autonomi Inps (artigiani, commercianti, coltivatori…) e presso la gestione Separata. Dal 1° gennaio 2019 il requisito previsto, pari a 41 anni di contributi, dovrebbe aumentare in misura pari a 5 mesi, come tutti i requisiti per la pensione soggetti agli adeguamenti alla speranza di vita media.

Domanda pensione anticipata precoci 2018

I lavoratori, per accedere alla pensione con 41 anni di contributi, devono in primo luogo presentare domanda all’Inps per il riconoscimento dei requisiti che danno diritto al trattamento.

In particolare:

  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2018 deve presentare domanda per il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 1° marzo 2018; è possibile presentare la domanda tardivamente dal entro il 15 luglio 2018;
  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2019 deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 1° marzo 2019.

Le domande per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio presentate oltre il 15 luglio, ma non oltre il 30 novembre di ogni anno, possono ugualmente essere prese in considerazione, ma solo se  residuano le necessarie risorse finanziarie.

Ad ogni modo, alla presentazione della domanda di certificazione non è necessario possedere tutti i requisiti richiesti, ma solo quelli specificamente previsti per la categoria di lavoratori in cui si rientra (ad esclusione del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione), oltre, ovviamente, all’accredito di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro prima del compimento dei 19 anni.

Gli altri requisiti, cioè i 41 anni di contributi, sono invece certificati dall’Inps “in prospettiva” e possono essere maturati entro la fine dell’anno (per i lavori faticosi e pesanti deve essere certificato lo svolgimento di queste attività per 6 anni negli ultimi 7 anni prima della pensione).

L’Inps, una volta presentata la domanda di certificazione dei requisiti, comunica il suo accoglimento, o meno.

Una volta certificati i requisiti da parte dell’Inps, gli interessati devono presentare la domanda vera e propria di pensione anticipata.

note

[1] D.lgs. 67/2011.


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