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Carabinieri, perquisizione senza mandato: è valida?

9 Gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Gennaio 2018



La perquisizione può essere eseguita dal pubblico ministero personalmente o da suoi delegati muniti di mandato.

I carabinieri hanno bussato improvvisamente alla porta di casa tua dicendoti di voler eseguire una perquisizione ma non hanno nessun documento da mostrarti? Ti dicono di essere venuti di loro iniziativa e ti chiedi se la perquisizione senza mandato è valida? Cerchiamo di rispondere insieme andando per ordine.

Cos’è e come funziona la perquisizione?

La perquisizione consiste in una attività preordinata alla ricerca del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato (ovvero sulle quali, o attraverso le quali, è stato commesso il reato) o che ne costituiscono il profitto, il prezzo o il prodotto o un mezzo di prova. Le perquisizioni possono essere operate sulla persona fisica (e si definiscono personali) o nei luoghi, privati o di lavoro (e si definiscono domiciliari); in quest’ultimo caso l’obiettivo della perquisizione può essere sia quello di rinvenire cose che quello di scovare persone (magari latitanti) da arrestare.

Si tratta di uno strumento di ricerca della prova particolarmente invasivo che, in quanto atto a sorpresa, consente la partecipazione del difensore ma non il preavviso. È evidente, infatti, che se la perquisizione è lo strumento attraverso il quale si cerca di trovare un oggetto collegato al reato (se non addirittura il corpo del reato come, ad esempio, la refurtiva) o di arrestare un latitante, non può essere preventivamente comunicato al destinatario che, a quel punto, finirebbe con nascondere cose e/o persone in un posto alternativo.

La perquisizione può essere disposta da soggetti (o organi) diversi a seconda della fase in cui si trova il procedimento penale. In particolare:

  • durante la fase delle indagini preliminari, può procedere alla perquisizione il pubblico ministero personalmente o la polizia giudiziaria la quale, a sua volta, agisce di propria iniziativa (ovvero senza necessità di autorizzazione del pubblico ministero) solo in caso di flagranza di reato o di evasione, mentre (negli altri casi) procede su delega del pubblico ministero ed in esecuzione del suo decreto di perquisizione;
  • nella fase dibattimentale (cioè quando, dopo la chiusura delle indagini preliminari, è iniziato il processo) la perquisizione può essere disposta dal giudice procedente (cioè quello davanti al quale è fissato il processo), avvalendosi eventualmente della polizia giudiziaria.

Ebbene, chiarito che la perquisizione può essere operata dai carabinieri su delega del pubblico ministero, ti chiedi: la perquisizione senza mandato è valida?

 Cos’è il mandato di perquisizione?

Il mandato di perquisizione (modo gergale in cui è definito il decreto di perquisizione) è il decreto motivato con cui l’autorità predisposta (che varia a seconda della fase processuale in cui ci si trova) autorizza e dispone la perquisizione. Il decreto deve avere la forma scritta e deve essere preventivamente consegnato all’interessato affinché comprenda cosa sta accadendo e per quale ragione [1]. In sintesi, quindi, prima di procedere ad una perquisizione è necessario consegnare il mandato di perquisizione nelle mandi dell’indagato o imputato che deve subirla.

Il decreto deve indicare:

  • da un lato, le imputazioni poste a fondamento della ricerca dei corpi di reato e delle cose pertinenti ad esso mediante l’indicazione anche sommaria del reato contestato e dei fatti addebitati;
  • dall’altro, le ragioni per le quali si ritiene probabile che esse si trovino in quel determinato luogo.

Il provvedimento deve indicare le cose da ricercare, anche se non ancora individuate, che devono essere necessariamente riconducibili alla ipotesi accusatoria.

Ma allora, se arrivano a casa i carabinieri e vogliono procedere alla perquisizione senza mandato: è valida? Assolutamente no. Senza mandato (e anche in caso di mancata indicazione degli elementi sin qui descritti), la perquisizione non è valida e puoi rifiutarti di farla fare. La perquisizione, per poter essere legittimamente effettuata, deve essere predisposta secondo la legge e nessun carabiniere può operarla di propria iniziativa; è un diritto del perquisito, infatti, avere un decreto motivato disposto dal pubblico ministero o dall’autorità giudiziaria competente.


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18 Commenti

  1. Mi risulta che vi siano perquisizioni di iniziativa per la ricerca di armi (41 tulps) e stupefacenti (103 dpr 309/90) e si eseguono alla presenza di un legale ma solo se prontamente reperibile.

    1. A mio parere l’ articolo dà indicazioni sbagliate . La polizia giudiziaria puo’ legittimamente procedere, senza decreto del magistrato, a perquisizione locali e personali in forza a leggi speciali o nella flagranza di reato.

    2. Confermo, si possono attuare, ma bisogna ricordarsi bene che deve essere sempre un Ufficiale di PG., in questo caso da Vice Brigadiere in su se si tratta di CC. o GdF. o da vice sovrintendente in su se si tratta di Polizia di Stato.

      1. Per quanto riguarda la legittimità della perquisizione domiciliare, essa si verifica quando l’azione viene messa in pratica in seguito al rilascio di un decreto che abbia delle motivazioni che la consentano e che sia stato emesso proprio dal Pubblico Ministero. Secondo l’art. 249 del codice della procedura penale, tale documento deve essere esibito prima di poter procedere con la perquisizione di una abitazione e/o di un ufficio, inoltre una copia del decreto stesso deve essere rilasciata al diretto interessato.
        In caso di estrema “urgenza” si possono verificare perquisizioni domiciliari anche senza il decreto rilasciato dal PM; questo è un atto possibile per i Carabinieri in quanto essi ricoprono anche il ruolo di operatori di Polizia Giudiziaria. Nel caso in cui però un atto del genere abbia luogo nell’abitazione di qualcuno, i Carabinieri stessi sono obbligati a richiedere al PM la convalida della perquisizione effettuata, entro e non oltre 48 ore. Qualora la conferma venga loro negata, si verificherebbe un caso di perquisizione illegittima. Dunque per fare in modo che l’azione svolta dalle autorità competenti sia in regola, deve esserci un’autorizzazione del PM, prima o dopo (entro quei limiti di tempo) dello svolgimento della perquisizione. Il permesso viene accordato alle forze dell’ordine non solo quando vige un sospetto, ma quando esso sussiste in modo fondato, tanto da ipotizzare che nell’appartamento da controllare, si possano effettivamente trovare o scoprire prove determinati per condannare un reato e quindi procedere con l’eventuale arresto di un imputato/evaso/sospettato. E’ basilare quindi procedere con la perquisizione in seguito alla presenza di gravi indizi a carico di un individuo o un gruppo di individui.
        Se il livello di gravità di tali indizi è molto alto, l’operazione diviene della massima urgenza e dunque in quei casi non c’è a disposizione il tempo necessario per richiedere ed ottenere l’autorizzazione del decreto in maniera preventiva. Il lasso di tempo che si impiegherebbe per la convalida dell’autorizzazione in questione, potrebbe infatti consentire al sospettato o all’imputato di occultare l’eventuale corpo del reato altrove, o di nascondere/danneggiare altre prove pertinenti al caso. Tale meccanismo pregiudicherebbe così di fatto l’intera indagine. Capita dunque che alcune perquisizioni effettuate senza mandato, siano comunque legittime ai fini del ritrovamento di indizi che altrimenti andrebbero dispersi se non eliminati. L’imputato (o l’individuo sospettato) ha comunque il diritto di richiedere maggiori spiegazioni nel caso si verifichi nella propria abitazione una perquisizione di questa natura.

  2. La perquisizione domiciliare può essere eseguita d’iniziativa della pg ( carabinieri , polizia e gdf) ai sensi del art 352 cpp in flagranza di reato, ovvero quando si è colti nell atto di commettere o aver appena commesso un reato, ai sensi del’art 41 tulps alla ricerca di armi o ai sensi dell’art 103 dpr 309/1990… in questai casi non occorre alcun mandato… ovviamente se qualcuno si presenta a casa avranno una motivazione e quindi è consigliabile aprire e lasciare che la polizia giudiziaria faccia il proprio lavoro… in mancanza si potrebbe incorrere nel reato di resistenza a pubblico ufficiale… nel caso in cui si ritiene che la pg abbia commesso un abuso si procede cn un esposto alla procura e la pg potrebbe incorrere eventualmente nel reato di perquisizione arbitraria qualora l atto sia immotivato o abuso di ufficio quolora ci sia un interesse privato dietro… questa è la verità. Punto

    1. L’articolo è fuorviante: i Carabinieri (o altra forza di Polizia) in determinati casi puo’ procedere legalmente alla perquisione senza mandato, come ben spiegato dalla risposta di Mike. Non comprendo perché si facciano degli articoli in cui si danno dei consigli sbagliati ai propri lettori: o é mancanza di competenza o é volutamente una atto di discredito alla Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza (istigando il cittadino in una palese violazione di legge!). L’unica cosa che il cittadino puo’ verificare e deve verificare, se il personale di polizia operante agisce in abiti civili o con pochissime persone in divisa, se veramente siano degli appartenenti alle Forze dell’Ordine (chiamando il nr. di telefono gratuito 112) . Comunque difficilmente personale di Polizia fa perquisizioni a chi non ha nulla da nascondere o da temere.

    2. Concordo con Mike, ha dato una definizione giurisprudenziale eccellente, da manuale. Infatti sia i carabinieri che altri organi giudiziali , possono effettuare perquisizioni domiciliari senza mandato: per droga, armi, terrorismo ecc.

  3. L’articolo è, a mio avviso, assolutamente fuorviante.
    Gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, G.d.F. etc.), così come individuati dall’art. 57 del Codice di Procedura Penale (c.p.p.), possono procedere in totale legittimità a perquisizioni di iniziativa, ai sensi delle seguenti norme:
    – art. 352 c.p.p.;
    – art. 103 D.P.R. 309/90 (normativa sugli stupefacenti)
    – art. 41 T.U.L.P.S. (Testo unico di Pubblica Sicurezza) per la ricerca di armi,
    con l’ovvio obbligo di motivare adeguatamente, in sede di richiesta di convalida all’Autorità Giudiziaria, le ragioni che hanno indotto a compiere l’atto.
    In casi particolari, inoltre, possono procedere a perquisizione anche coloro che rivestono la sola qualifica di Agenti di Polizia Giudiziaria:
    – art. 113 norme di attuazione del c.p.p.
    – art. 4 Legge 152 del 22.05.1975,
    sempre con l’obbligo di chiedere la convalida e motivare adeguatamente.

  4. Mi risulta che di questi tempi, se mi viene qualcuno alla porta e non va via immediatamente dietro mio invito, e tocca la maniglia della porta, prima sparo e poi gli chiedo se è veramente un carabiniere……. quello che succede dopo non mi frega un kaiser, l’importante essere vivi. Da morto la giustizia non mi serve, grazie

  5. Un articolo completamento basato su aria fritta. Gli utenti che mi hanno preceduto hanno motivato il loro pensiero basandosi sul TULPS, CPP, ovvero sulla normativa vigente.

  6. Ma quello che ha scritto quest’articolo vive x caso in America? Perché non mi sembra che conosca bene l’ordinamento italiano. Le forze di polizia possono eseguire una perquisizione sia se hanno il decreto emesso dal pubblico ministero titolare dell’indagine, sia senza qualora non sia possibile richiederlo nell’immediatezza dei fatti. In quest’ultimo caso deve essere motivata dalla ricerca di droga, armi o di un latitante. Quindi se la pg ha avuto notizia, anche anonima, che in un’abitazione ci siano delle armi o droga, può accedervi senza decreto. L’atto, se giustificato, sarà successivamente convalidato dal pm.

    1. Tutto giusto ma dubito fortemente su: “… ha avuto notizia, anche anonima” … altrimenti chiunque può far danno ad altro con una semplice segnalazione che, in quanto anonima, può facilmente essere falsa.

  7. E non chiamatelo mandato. Il termine mandato si usa solo nei film americani. In Italia si chiama decreto di perquisizione!

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