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Facebook: informazioni su minori vietate, ecco quando

31 marzo 2017


Facebook: informazioni su minori vietate, ecco quando

> Business Pubblicato il 31 marzo 2017



Il Garante della Privacy sottolinea l’importanza di mantenere riservatezza sui social network e impone la rimozione di immagini di minori. I dettagli

Il Garante della privacy torna sui pericoli del Web e sulla necessità di mantenere una certa riservatezza sui social network. In pericolo i dati personali. 

Le informazioni sul Web non sono per pochi intimi

I post pubblicati su Facebook non sono per pochi intimi amici, e non possono esser considerati come tali. Il Garante lancia l’ennesimo monito di sensibilizzazione nell’epoca dell’esternazione.

Un fenomeno che preoccupa da un punto di vista sociale e che riguarda tutti, specie le persone più adulte, che, forse non comprendendo a pieno le potenzialità lesive di uno strumento infinito come è il Web, espongono gran parte della loro vita, ivi incluse informazioni riguardanti i minori. 

Facebook: attenzione ai dati personali

Il Garante per la protezione dei dati personali nella sua newsletter riporta un provvedimento con il quale ha ordinato ad una donna la rimozione dalla propria pagina Facebook di due sentenze, sulla cessazione degli effetti civili del matrimonio.

In particolare l’utente Facebook aveva riportato delicati aspetti della vita familiare, scatti che riguardavano la figlia minorenne. L’Autorità è pertanto intervenuta su segnalazione dell’ex marito, che lamentava una violazione del diritto alla riservatezza della figlia.

Cosa prevede il Codice della privacy in materia?

Il Codice della privacy vieta la pubblicazione «con qualsiasi mezzo»  di notizie che consentano l’identificazione di un minore coinvolto in procedimenti giudiziari. Vieta la diffusione di informazioni che possano in qualsiasi modo rendere identificabili i minori coinvolti anche solo in modo indiretto.

L’estrema divulgazione garantita dai social aggrava la violazione

Il Garante sottolinea inoltre che l’estrema pervasività della divulgazione sul Web aggrava la violazione di diritti della persona, poiché in nessun modo può esser garantita e provata la natura chiusa del profilo, trattandosi di una caratteristica facilmente modificabile in ogni momento dall’utente.

La condivisione da parte di uno degli amici del post, inoltre, lo rende potenzialmente visibile a tutti gli altri iscritti. Il garante parla di «conoscibilità dinamica»  più o meno ampia del contenuto, indicando la potenziale conoscibilità di qualsiasi contenuto a tutti gli iscritti.

Insomma… una maggiore riservatezza vecchia maniera non fa male ed è auspicabile.

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