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Facebook: filtro anti-bufale o censura? Ecco come funziona

31 marzo 2017


Facebook: filtro anti-bufale o censura? Ecco come funziona

> Business Pubblicato il 31 marzo 2017



Si studia un filtro sulle “fake news”: in Usa e in Germania è attivo, ma è solo un test. Presto anche in Italia.

Il problema delle bufale sul web, le cosiddette fake news, assume sempre maggior rilievo, al punto che, come segnalatovi qualche settimana fa, il papà del web, Tim Berners-Lee, nel discorso tenuto per il ventottesimo anniversario del web ha evidenziato la necessità di frenare l’abuso della diffusione di dati personali e notizie false che sono facilmente in grado di ledere la dignità delle persone, in nome di una presunta libertà di parola. In quell’occasione il « Sir » inglese ha denunciato l’uso di algoritmi che promuovono la diffusione di comunicazioni sensazionalistiche e inattendibili attraverso la messa in evidenza di parole chiave-esca.

Proprio per far fronte al fenomeno da molto tempo si parla di un necessario filtro sui social network, luogo principale di trasmissione di tali “notizie”. Uno strumento in via di sperimentazione in alcuni paesi.

In Germania e in Usa arriva il filtro fake news

Il filtro sulle fake news è già attivo negli Stati Uniti e in Germania, ma si tratta di un test. Ci tiene a sottolinearlo Luca Colombo, country manager di Facebook Italia, che precisa: «è un momento di approfondimento della soluzione implementata con organi terzi. Ci permetterà di capire se funziona e come arrivare ad una soluzione finale per un uso di valore per gli utenti».

Uno strumento delicato e pericoloso: se lo usa la politica?

Un filtro di questo tipo non è uno strumento di facile gestione, e potrebbe anche rivelarsi pericoloso. Fa riflettere il monito lanciato da Tim Berners-Lee, che nell’auspicare un controllo di tal tipo ha precisato che in nessun caso un simile mezzo dovrebbe esser messo a disposizione dei governi: il rischio di trasformarlo in strumento di censura sarebbe infatti troppo grosso.

Quando arriverà in Italia?

Tuttavia Colombo ci tiene a precisare che presumere un arrivo prossimo in Italia per il filtro sarebbe prematuro, mentre si valutano strumenti diversi per garantire una maggiore fruibilità delle notizie da parte degli utenti.

Maggior rilevanza al video

A maggiore tutela dell’utente, Colombo evidenzia come Facebook stia progressivamente modificando la propria comunicazione, rendendo centrale il video, certamente maggiormente in grado di mostrare “verità”.

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