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Recupero Inps pensione non dovuta, fino a quando?

10 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 gennaio 2018



Fino a quale anno l’Inps può chiedere indietro la prestazione ricevuta indebitamente per superamento dei limiti di reddito?

Basta il possesso di un’entrata extra, non necessariamente altissima, per perdere le prestazioni dell’Inps collegate al reddito: l’assegno sociale, ad esempio, si perde se il reddito personale supera 5.889 euro annui, o se si superano 11.778 euro annui fra il reddito proprio e del coniuge. Questo principio, con soglie di reddito differenti, vale anche per la pensione di reversibilità, per l’integrazione al minimo, l’assegno d’invalidità, le maggiorazioni sociali e, in generale, per tutte le prestazioni non cumulabili pienamente con i redditi dell’interessato.

Non c’è dunque da stupirsi se ogni anno pullulano comunicazioni da parte dell’Inps con cui l’istituto procede al recupero di somme anche ingenti, a causa del superamento dei limiti di reddito che danno diritto alle prestazioni.

Ma fino a quando l’Inps può procedere al recupero della pensione non dovuta?

Termine per recuperare la pensione non dovuta

l’Inps ha l’onere di verificare ogni anno i redditi che possono incidere sulla misura o sul diritto alle prestazioni previdenziali collegate al reddito: inoltre, la Corte Costituzionale, con un’importante sentenza [1], ha chiarito che esiste un preciso termine entro il quale l’Inps può procedere al recupero delle somme indebitamente erogate a causa dei limiti di cumulo con i redditi, superato il quale gli importi non dovuti non possono più essere richiesti indietro.

Nel dettaglio:

  • se i redditi che hanno inciso su diritto o misura della pensione non erano, in principio, conosciuti dall’Inps, l’indebita erogazione delle somme deve essere notificata entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di conoscenza dei redditi;
  • se i redditi incidenti su diritto o misura della pensione sono compresi nella dichiarazione annuale (730 o Modello Unico), l’indebita erogazione delle somme deve essere notificata entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello della dichiarazione.

Solo nel caso in cui non siano stati comunicati i redditi, per il recupero vale la prescrizione ordinaria, pari a 10 anni.

Facciamo degli esempi per capire meglio fino a quanti anni indietro può spingersi il recupero dell’Inps, prendendo come riferimento le numerose comunicazioni inviate alla fine del 2017. Se il provvedimento di recupero deriva dalla presentazione del modello Unico-Redditi, o 730/2016, elaborato sulla base dei redditi 2015, l’Inps può procedere al recupero delle prestazioni indebite a partire dall’anno 2015, anno a cui si riferisce la dichiarazione dei redditi 2016, purché la notifica da parte dell’Inps sia avvenuta entro il 31 dicembre 2017 (31 dicembre dell’anno successivo alla presentazione della dichiarazione).

Se invece il provvedimento di recupero deriva da un reddito dichiarato con il modello Red 2016, elaborato sulla base dei redditi 2014, l’Inps può procedere al recupero dell’integrazione al minimo a partire dall’anno 2014, anno a cui si riferisce la dichiarazione reddituale, purché la notifica da parte dell’Inps sia avvenuta entro il 31 dicembre 2017 (31 dicembre dell’anno successivo alla presentazione della dichiarazione).

In sintesi:

  • se la dichiarazione dei redditi o, quando richiesta, la dichiarazione Red, non è stata presentata, l’Inps ha 10 anni di tempo per recuperare gli indebiti;
  • se la dichiarazione è stata presentata nei termini, l’Inps ha tempo, per notificare l’indebito, sino al 31 dicembre dell’anno successivo alla presentazione della dichiarazione; in particolare, relativamente alle comunicazioni pervenute nel 2017:
  • se si tratta di redditi per la cui comunicazione è sufficiente il modello Redditi (che sostituisce il modello Unico) 2016, o il 730/2016, riferiti ai redditi prodotti nel 2015 e trasmessi nel 2016, l’Inps può recuperare retroattivamente gli indebiti a partire dall’anno 2015, purché abbia notificato la comunicazione entro il 31 dicembre 2017;
  • se si tratta di redditi per la cui comunicazione è necessario anche il modello Red 2016, riferito ai redditi prodotti nel 2014 e trasmesso nel 2016, l’Inps può recuperare retroattivamente gli indebiti a partire dall’anno 2014, purché abbia notificato la comunicazione entro il 31 dicembre 2017;

relativamente alle comunicazioni pervenute nel 2018:

  • se si tratta di redditi per la cui comunicazione è sufficiente il modello Redditi 2017, o il 730/2017, riferiti ai redditi prodotti nel 2016 e trasmessi nel 2017, l’Inps può recuperare retroattivamente gli indebiti a partire dall’anno 2016, purché notifichi la comunicazione entro il 31 dicembre 2018;
  • se si tratta di redditi per la cui comunicazione è necessario anche il modello Red 2017, riferito ai redditi prodotti nel 2015 e trasmesso nel 2017, l’Inps può recuperare retroattivamente gli indebiti a partire dall’anno 2015, purché notifichi la comunicazione entro il 31 dicembre 2018.

Come verificare se la pretesa dell’Inps è legittima

Per verificare se l’Inps può procedere al recupero degli indebiti per superamento dei limiti di redditi, bisogna quindi:

  • aver riguardo alla tipologia di redditi prodotti in eccedenza;
  • valutare da quale dichiarazione sono emersi, ossia se Unico- Redditi/730 o Red; nel caso in cui sia stato presentato il solo modello 730 o Unico-Redditi, valutare se era presente l’obbligo di trasmettere anche il Red, in base ai redditi prodotti;
  • verificare a quale anno si riferisce la dichiarazione presentata;
  • verificare se la comunicazione dell’Inps è stata inviata nei termini, ossia entro l’anno successivo alla presentazione della dichiarazione;
  • verificare se il recupero degli indebiti Inps parte dall’annualità cui si riferisce la dichiarazione (non può retroagire, se le dichiarazioni sono sempre state inviate nei termini).

note

[1] C. Cost., sent. n.166/1996.


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