HOME Articoli

Lo sai che? Tasi: domande e risposte sull’imposta sulla casa

Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2018

Domande e risposte sull’imposta sugli immobili: ecco alcuni dei casi più comuni con le relative soluzioni al problema.

È possibile la compensazione di quanto dovuto per TASI con un credito da IRPEF?

Nel caso in cui il contribuente scelga di effettuare il pagamento di TASI (ma anche di IMU) utilizzando il Modello F24, il debito tributario è compensabile con qualsiasi credito per tributi erariali (Irpef, Ires, Iva, Irap e così via). Le regole che nel caso risultano essere applicabili sono quelle generali per questo tipo di procedura. Di conseguenza, se l’F24 contiene un saldo pari a zero per effetto della compensazione, per la sua trasmissione sarà necessario provvedere all’impiego dei canali telematici Entratel o Fisconline, direttamente o attraverso un intermediario della riscossione (se invece l’F24 chiude a debito è consentito anche usare l’F24 cartaceo, ma solo fino alla concorrenza della somma di 1.000 euro). Al contrario, l’F24 non consente in alcun modo di operare compensazioni tra debiti e crediti relativi a tributi locali: dove il Comune ammette questa possibilità, sarà necessario rispettare l’iter stabilito a livello locale da apposita delibera (istanze, modulistica eccetera). Il bollettino di conto corrente postale ministeriale, invece, non consente di eseguire alcuna compensazione.

Il saldo TASI si paga nella stessa misura dell’acconto calcolato sulla base della relativa delibera 2014?

No, contrariamente a quanto è avvenuto in sede di acconto per il cui calcolo era esplicitamente prevista la possibilità di utilizzare quanto era stato stabilito dalla delibera comunale 2014 (a meno che un’eventuale ulteriore delibera intervenuta nel corso del 2015 avesse stabilito nuove aliquote più favorevoli al contribuente, caso nel quale era consentito l’utilizzo della nuova delibera), per quanto riguarda il saldo sarà necessario tenere conto di eventuali nuove delibere intervenute nel frattempo ed operare gli eventuali opportuni conguagli.

È possibile che un’Amministrazione comunale imponga il pagamento sia dell’IMU che della TASI per lo stesso immobile?

Sì, in linea di massima è certamente possibile. Infatti, mentre la residenza principale del contribuente sconta l’esenzione da IMU (ma è cespite TASI) per tutti gli altri immobili è prevista l’applicazione sia di IMU che di TASI. Va però detto che, in base all’articolo 677 della Legge 147/2013 (di istituzione della TASI) è facoltà del comune prevedere l’ammontare dell’aliquota TASI sino al suo azzeramento.

Non è quindi infrequente che le Amministrazioni comunali prevedano nei propri regolamenti che gli immobili soggetti ad IMU in quanto seconde case (o immobili di lusso) vengano esentati dall’obbligo di versamento TASI (o, quanto meno, siano soggetti ad una aliquota agevolata).

Una seconda casa disabitata, in cui le utenze dei servizi non sono allacciate, è soggetta a TASI?

La TASI, nonostante l’acronimo (Tassa sui Servizi Indivisibili), è in realtà a tutti gli effetti un tributo imposto sul patrimonio immobiliare che deve essere calcolato, in modo assimilabile a quanto avviene per l’IMU, sulla base della rendita catastale del fabbricato, che rappresenta il parametro per misurare la capacità contributiva del proprietario [1]. Nel definire la debenza TASI prescinde quindi dall’allaccio alle utenze o dall’effettivo utilizzo dell’immobile, elementi che invece sono rilevanti per richiedere l’esonero dalla TARI, la nuova tassa sui rifiuti.

Nel caso in cui, essendo proprietario di più unità immobiliari, il contribuente come deve calcolare il limite dei 12 euro al di sotto del quale TASI non è dovuta? Si ipotizzi che per un immobile la TASI dovuta sia di 500 euro e per altri due sia per ognuno inferiore ai 10, come ci si deve regolare?

Il limite di 12 euro (che per altro può essere tranquillamente ridotto su delibera dell’Amministrazione comunale) deve essere inteso in riferimento all’importo della TASI complessivamente dovuta su base annua per tutti gli immobili che si possiedono in uno stesso comune. Si tratta infatti di un limite che è stato posto all’entità del versamento e non di un’esenzione in riferimento agli importi dovuti.

Quindi nel caso prospettato si deve considerare nell’ammontare del versamento anche la TASI dovuta per quegli immobili per i quali l’importo dovuto è inferiore a 10 euro. Peraltro gli immobili non vanno singolarmente indicati ma si deve semplicemente riportare il numero complessivo di quelli posseduti.

note

[1] In proposito si veda l’articolo 1, comma 669 della Legge di Stabilità 2013, secondo cui “Il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale come definita ai fini dell’imposta municipale propria, di aree scoperte nonché di quelle edificabili, a qualsiasi uso adibiti” ed il comma 671 del medesimo articolo secondo cui: “La TASI è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo le unità immobiliari di cui al comma 669”


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI