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Lo sai che? Si possono avere i nomi dei condomini di un residence?

Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2018

Ho una casa al mare in un residence costituito tutto da seconde case. Ho richiesto all’amministratore l’elenco (nome cognome, indirizzo di residenza e telefono) dei singoli proprietari degli appartamenti che costituiscono il residence. L’amministratore, sentito il parere dell’avvocato, mi ha riferito che non posso avere queste informazioni per via della privacy. È giusto? Sono anch’io presente in elenco. Perché non posso sapere il mio indirizzo e gli altri miei dati?

In merito al trattamento dei dati personali, il Garante, con parere del 18 maggio 2006, ha affermato che “la legge sulla privacy non pone ostacoli all’applicazione delle norme del codice civile riguardanti il condominio degli edifici, sottolineando comunque la necessità che vengano raccolti e utilizzati solo i dati personali necessari alla gestione amministrativa della proprietà. I condomini devono infatti essere considerati come contitolari di un medesimo trattamento e in quanto tali hanno il diritto di accedere e di ricevere le informazioni riguardanti l’amministrazione e il funzionamento del condominio”. In sostanza, all’interno del condominio vige il principio della trasparenza per il quale ciascun condomino ha il diritto di conoscere, ma non diffondere, informazioni sulle spese e gli inadempimenti degli altri condomini e del rendiconto annuale.

Inoltre, il Garante della privacy, in materia di condominio e riservatezza, nel 2013, ha pubblicato il vademecum “il condominio e la privacy”, stilando delle vere e proprie norme comportamentali alle quali uniformarsi per non incorrere in violazioni.

In base a tale vademecum l’amministratore deve sempre saper conciliare le esigenze di trasparenza nella gestione condominiale con la riservatezza dei singoli, ossia deve controbilanciare le due esigenze in maniera da attribuire ad entrambe la giusta importanza. A pag. 5 de “il condominio e la privacy” viene data risposta ad una interessante domanda: “QUALI SONO I DATI PERSONALI CHE NELL’AMBITO DELL’AMMINISTRAZIONE DEL CONDOMINIO POSSONO ESSERE TRATTATI? Possono essere trattate soltanto le informazioni personali pertinenti e non eccedenti le finalità di gestione e amministrazione delle parti comuni. Si possono usare, ad esempio, i dati anagrafici e gli indirizzi dei condòmini (ai fini della convocazione dell’assemblea o per altre comunicazioni), i dati riferiti alle quote millesimali di proprietà, eventuali ulteriori dati necessari al calcolo delle spese condominiali. Non possono essere trattati, invece, dati che non siano correlati ad attività di gestione e amministrazione delle parti comuni o che non siano strettamente collegati alle quote dovute dai partecipanti al condominio. Da quanto emerge, si evidenzia che richieste di informazioni quali il nome, cognome, indirizzo e numero di telefono degli altri partecipanti al condominio, se adeguatamente motivate ad esempio per eventuali comunicazioni, non possono essere negate agli altri condomini.

Quanto detto viene confermato dalla giurisprudenza.

Ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, “dato personale”, oggetto di tutela, è “qualunque informazione” relativa a “persona fisica, giuridica, ente o associazione”, che siano “identificati o identificabili”, anche “indirettamente mediante riferimento a qualsiasi altra informazione” ed in tale nozione sono riconducibili i dati dei singoli partecipanti ad un condominio, raccolti ed utilizzati per le finalità di cui agli artt. 1117 ss cod. civ.; tuttavia ragioni di buon andamento e di trasparenza giustificano una comunicazione di questi dati a tutti i condomini, non solo su iniziativa dell’amministratore in sede di rendiconto annuale, di assemblea, o nell’ambito delle informazioni periodiche trasmesse nell’assolvimento degli obblighi scaturenti dal mandato ricevuto, ma anche su richiesta di ciascun condomino, il quale è investito di un potere di vigilanza e di controllo sull’attività di gestione delle cose, dei servizi e degli impianti comuni, che lo facoltizza a richiedere in ogni tempo all’amministratore informazioni sulla situazione contabile del condominio, comprese quelle che riguardano eventuali posizioni debitorie degli altri partecipanti.” Cass. civ. Sez. III, 23/01/2013, n. 1593

La disciplina del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, prescrivendo che il trattamento dei dati personali avvenga nell’osservanza dei principi di proporzionalità, di pertinenza e di non eccedenza rispetto agli scopi per i quali i dati stessi sono raccolti, non consente che gli spazi condominiali, aperti all’accesso di terzi estranei rispetto al condominio, possano essere utilizzati per la comunicazione di dati personali riferibili al singolo condomino; ne consegue che – fermo restando il diritto di ciascun condomino di conoscere, anche di propria iniziativa, gli inadempimenti altrui rispetto agli obblighi condominiali – l’affissione nella bacheca dell’androne condominiale, da parte dell’amministratore, dell’informazione concernente le posizioni di debito del singolo condomino costituisce un’indebita diffusione di dati personali, come tale fonte di responsabilità civile ai sensi degli artt. 11 e 15 del citato codice.” Cass. civ. Sez. II Ordinanza, 04/01/2011, n. 186.

La lesione del diritto alla “privacy”, determinata dall’illecito trattamento dei dati personali, è causa di danni per la persona i cui dati siano stati divulgati ingiustificatamente ovvero senza che le modalità prescelte per la diffusione siano strumentali alla realizzazione di uno scopo precipuo che sia tale da motivarlo: nel caso di specie, deve reputarsi legittimo far conoscere ai condomini la propria situazione debitoria o creditoria nell’ottica del recupero dei crediti cui è tenuto l’amministratore nella gestione del condominio; nondimeno, le modalità di diffusione prescelte nell’ipotesi “de qua” (affissione sulla bacheca condominiale dei nominativi dei condomini e delle relative morosità) non possono considerarsi lecite nella misura in cui la finalità predetta è ben realizzabile attraverso mezzi meno aggressivi.” Trib. Potenza, 27/01/2010.

Alla luce di quanto detto e a parere dello scrivente le richieste del lettore, se adeguatamente motivate, non dovevano essere negate in quanto appaiono non contrastanti con la disciplina della privacy.

A questo punto, per ottenere risposta positiva, il lettore potrà inoltrare una formale richiesta scritta all’amministratore con la quale chiedere nuovamente i dati dei condomini, in base anche alla normativa suddetta, con l’accortezza però di specificare, in maniera dettagliata, le ragioni di tale domanda.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


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