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Detenzione armi: l’omessa denuncia di cambio di residenza è reato?

20 Gennaio 2018


Detenzione armi: l’omessa denuncia di cambio di residenza è reato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Gennaio 2018



Qualche giorno fa sono venuti a casa due poliziotti ai quali ho dovuto consegnare due fucili da caccia perché pur se regolarmente denunciati all’acquisto (30 anni fa), non avevo ripetuto la denuncia quando avevo spostato le armi nel nuovo domicilio/residenza nello stesso comune oltre dieci anni fa. È un sequestro? I poliziotti mi hanno suggerito di fare la “consegna per la rottamazione delle armi” perché così non avrebbero inoltrato la denuncia ed avrei evitato il procedimento penale. Ho fatto quanto mi hanno consigliato ma possono davvero non inoltrare la denuncia?

La legge impone di denunciare il cambio di residenza a chi possiede delle armi. L’obbligo di comunicare alle Autorità di Pubblica Sicurezza il trasferimento delle armi da una località all’altra è previsto dall’articolo 38, quinto comma, T.u.l.p.s. (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, R.D. 18 giugno 1931, n. 733) e dall’art. 58 del Regolamento di Attuazione dello stesso T.u.l.p.s. In particolare, il primo articolo menzionato dice: «La denuncia di detenzione di cui al primo comma deve essere ripresentata ogni qual volta il possessore trasferisca l’arma in un luogo diverso da quello indicato nella precedente denuncia». La violazione è punita dall’articolo 17 con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206 (questo l’orientamento della Corte di Cassazione, sent. n. 27985/2016). Ovviamente l’arma deve essere sempre custodita in un luogo sicuro. Pur non volendo, quindi, la condotta del lettore ha integrato gli estremi di un reato (seppur di gravità assolutamente minima, come si può desumere dall’entità della sanzione).

La polizia, così come tutte le altre forze dell’ordine, in presenza di un fatto costituente reato ha l’obbligo di denunciare l’accaduto (art. 347 c.p.p.), a meno che il reato non sia perseguibile solamente a querela di parte.

L’omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale o dell’agente di polizia giudiziaria costituisce a sua volta reato (art. 361 c.p.). Pertanto, la Polizia amministrativa e sociale sarebbe tenuta ad informare la Procura della Repubblica per l’omessa denuncia delle armi, trattandosi di reato procedibile

d’ufficio. Tuttavia, dal quesito posto, si evince che la polizia ha deciso di chiudere un occhio, permettendo al lettore di rottamare le armi. La rottamazione è divenuta molto frequente tra i possessori di armi, soprattutto a seguito dell’introduzione dell’obbligo della presentazione del certificato medico attestante l’idoneità psicofisica

del detentore dell’arma (art. 35, comma settimo, del T.u.l.p.s.).

Pertanto, ricapitolando:

  1. l’omessa denuncia di cambio di residenza costituisce reato (art. 38 e 17 T.u.l.p.s.);
  2. la polizia ha l’obbligo di riferire la notizia di reato appresa (art. 347 cod. proc. pen.).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


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1 Commento

  1. Buongiorno,
    Se un persona in possesso di un arma regolarmente denunciata, ha cambiato residenza qualche anno fa’, e denuncia li cambio di residenza ai carabinieri adesso e passibile i denuncia?

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