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Equo indennizzo e causa di servizio: presupposti per procedere

20 gennaio 2018


Equo indennizzo e causa di servizio: presupposti per procedere

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 gennaio 2018



Sono militare transitato in ruolo civile (contro la mia volontà). Due anni fa, dopo un malore mentre ero di guardia armata, sono stato dimesso in ospedale con la diagnosi di: “epilettico noto “. Se ero noto perché mi hanno fatto montare di guardia armata? Come faccio a capire perché non sono in causa di servizio? Se mi sono sentito male durante un servizio di guardia notturna davanti il corpo di guardia, sono in causa di servizio o no?

L’equo indennizzo fu introdotto nell’ordinamento dall’art. 68 del DPR n. 3/1957 disponendo che: “Quando un’infermità sia riconosciuta dipendente da causa di servizio l’impiegato ha diritto, oltre ai normali assegni ed indennità, anche ad un equo indennizzo per la perdita dell’integrità fisica eventualmente subita, costituito dalla corresponsione di una somma di denaro una tantum collegata alla retribuzione dell’avente diritto al momento della presentazione della domanda e alla gravità dell’infermità subita”.

Conseguentemente l’equo indennizzo ha come presupposto non l’infermità in quanto tale, ma la perdita dell’integrità fisica, cioè un danno permanente nella psiche o nel fisico del dipendente.

Può quindi accadere che, riconosciuta la presenza dell’infermità e la sua dipendenza da causa di servizio, non sia attribuito alcun equo indennizzo per mancanza di un’apprezzabile menomazione dell’integrità fisica.

Accertata da apposita Commissione medica che l’infermità – fisica o psichica – è stata determinata esclusivamente o prevalentemente dall’attività alle dipendenze dello Stato o della Pubblica Amministrazione, il dipendente può chiedere il riconoscimento dell’equo indennizzo.

L’infermità deve essere riconducibile ad una delle categorie e patologie indicate nella Tab. A e B annesse al d.P.R. 915/78 e successive modificazioni.

Tra le patologie riportate in queste tabelle figura anche l’epilessia, distinta a seconda della gravità in occasionale o cronica.

Ciò premesso, in risposta alle domande del lettore “Come faccio a capire perché non sono in causa di servizio? Se mi sono sentito male durante un servizio di guardia notturna davanti il corpo di guardia, sono in causa di servizio o no?”, si osserva quanto segue.

Innanzitutto per comprendere se la patologia da cui è affetto dipende da causa di servizio è necessario proporre apposita domanda di accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio.

Questa domanda va presentata all’Ufficio o Comando presso il quale ha prestato servizio entro 6 mesi dal verificarsi della patologia (nel caso di specie purtroppo già decorsi) oppure entro 5 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Presentata la domanda, verrà chiamato a visita da parte di apposita Commissione Medica che accerterà la dipendenza o meno della patologia del lettore da causa di servizio; in altre parole la Commissione accerterà se le condizioni e l’ambiente di lavoro in cui questi ha operato sono stati causa diretta ed esclusiva o comunque determinante il manifestarsi della patologia da cui è affetto.

Nel caso in cui venisse riconosciuta la dipendenza da causa di servizio, il lettore potrà fare domanda di equo indennizzo.

La diagnosi di “epilettico noto” rilasciata al lettore sembra contraddittoria rispetto a ciò che questi effettivamente faceva durante il servizio (allenamenti) e con le mansioni che gli venivano assegnate (incarichi di guardia notturna), dunque si ritiene che tale giudizio non possa considerarsi attendibile: se fosse stato noto lo stato di salute del lettore difficilmente gli avrebbero assegnato incarichi di guardia o l’avrebbero sottoposta ad estenuanti allenamenti.

Conseguentemente si consiglia di proporre domanda per l’accertamento della dipendenza da causa di servizio e, qualora questa avesse esito positivo, domanda di equo indennizzo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini

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