HOME Articoli

Lo sai che? Recupero crediti senza fattura

Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2018

Come riscuotere un credito senza emettere fattura o in caso di soggetto privo di Partita Iva.

Per recuperare un credito non è necessario un contratto, un documento, una fattura. Questo perché è ben possibile che una persona debba dei soldi a un’altra senza che il rapporto obbligatorio tra queste sia stato formalizzato con un documento scritto. La fattura, peraltro, ha solo valore fiscale e quindi non è necessaria al recupero del credito. Di certo, però, la scrittura privata serve per documentare l’esistenza di un rapporto tra creditore e debitore e, di sicuro, accelera i tempi o evita le contestazioni che, invece, quando i patti sono verbali, sono più facilmente sollevabili. Vediamo allora come procedere al recupero crediti senza fattura o senza altri documenti.

Contratti… a parole

Salvo casi eccezionali, i contratti non devono essere necessariamente scritti. Gran parte di questi si stipulano oralmente, il che non ne modifica la natura. Ad esempio, l’acquisto di un quotidiano dal giornalaio è una compravendita nonostante non venga sottoscritto alcun documento; al pari la spesa dal droghiere o al supermercato.

Si ricorre alla scrittura privata quando la legge lo impone (si pensi ai contratti con la banca o all’affitto di casa) o quando l’affare ha una certa rilevanza da un punto di vista economico sicché si vuol mettere in chiaro tutti i patti stretti a voce. In quest’ultimo caso, però, se si dovesse perdere il contratto, il rapporto tra le parti – e, con esso, l’eventuale credito – sarebbe ugualmente valido e potrebbe essere dimostrato in altri modi: basterebbe il semplice fatto che l’altra parte ha usufruito della prestazione, l’ha utilizzata, ha ritirato la merce dal negozio o, semplicemente, ha pagato un acconto. Il codice civile consente anche la prova dell’esistenza di un contratto – e quindi di un credito – con testimoni, ma ne rimette l’ammissibilità alla valutazione del giudice che può anche decidere diversamente (infatti la legge stabilisce che i testimoni, salvo il magistrato non li ritiene necessari, sono vietati se il contratto ha un valore superiore a 2,58 euro [1]).

Il vantaggio della fattura

La fattura non prova il contratto ma accelera i tempi per il recupero del credito. Il codice di procedura civile [2] stabilisce infatti che, in presenza di una prova scritta – e tra questa vi rientra anche la fattura – il creditore può agire in tribunale con la richiesta di un decreto ingiuntivo, senza dover affrontare una causa ordinaria. Il vantaggio è indiscutibile: al di là delle spese, che sono dimezzate, i tempi sono molto più celeri. Difatti, con la fattura il creditore può presentare un ricorso al giudice e chiedere che emetta un «ordine di pagamento» al debitore. Questi, una volta ricevuta con l’ufficiale giudiziario tale intimazione, può decidere di pagare (ed evitare le conseguenze del pignoramento) oppure fare opposizione entro 40 giorni. In quest’ultimo caso si apre una vera e propria causa nella quale resta sempre al creditore dimostrare il proprio diritto a ottenere il pagamento e la fattura non sarà più sufficiente: dovrà dimostrare il rapporto contrattuale con altri elementi, in assenza dei quali il decreto ingiuntivo viene revocato.

In sintesi, il recupero crediti con la fattura è più veloce ed economico (i tempi sono in media variano dai 3 ai 6 mesi).

Recupero crediti senza fattura

L’emissione della fattura però è un costo per il creditore il quale dovrà anticipare le tasse allo Stato (ad esempio l’Iva). Non è peraltro detto che il creditore sia tenuto ad emettere fattura, come nel caso delle prestazioni occasionali o di soggetti privi di partita Iva. Che succede in tali ipotesi? Si può fare un recupero crediti senza fattura? Certamente: come si è anticipato in partenza, il rapporto contrattuale può essere dimostrato con qualsiasi elemento, scritto o non scritto. Con questa importante precisazione:

  • in presenza comunque una prova scritta, si può ugualmente ricorrere al decreto ingiuntivo: si pensi a un ordinativo controfirmato dal debitore, a una sua promessa di pagamento, a una ammissione del debito, a una richiesta di dilazione con versamento rateale (che contiene anche la tacita ammissione del debito);
  • in assenza della prova scritta, si deve ricorrere al giudizio tradizionale, ossia alla causa con citazione. I tempi sono di diversi anni e variano a seconda dell’entità dell’importo (per importi bassi si può andare dal giudice di pace, con una procedura tendenzialmente più snella).

Proprio la difficoltà connessa a quest’ultima procedura è motivo per cui, nella gran parte dei crediti di valore ridotto, si tende a tentare prima il recupero dei crediti attraverso call center. Di solito però questi ultimi procedono sempre in presenza di un documento già firmato dal debitore, in modo da opporre le prove del credito.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI