Diritto e Fisco | Articoli

Esenzioni dal ticket sanitario

10 gennaio 2018


Esenzioni dal ticket sanitario

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 gennaio 2018



Esenzioni per reddito, malattie rare e croniche, invalidità: tutti i casi in cui il malato non deve pagare.

Prima di una visita medica, di un esame diagnostico o nel momento in cui si acquista in farmacia una medicina si deve pagare il cosiddetto ticket. Attraverso il ticket i cittadini contribuiscono al costo delle prestazioni sanitarie di cui usufruiscono. Salve le esenzioni di cui a breve parleremo, il pagamento del ticket vale solo per le prestazioni incluse nei cosiddetti Lea, ossia i livelli essenziali di assistenza, di recente ridefiniti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2018. In particolare, le prestazioni per le quali è previsto il pagamento del ticket sono: a) le visite specialistiche ed esami di diagnostica strumentale e di laboratorio; le prestazioni del pronto soccorso che non hanno carattere di emergenza o urgenza (i codici bianchi) non seguite da ricovero; c) le cure terminali. In alcuni casi, però, i cittadini possono ricevere l’esenzione dal ticket per reddito: si tratta di coloro che hanno un reddito inferiore al limite prefissato dalla legge. Di recente, la giurisprudenza ha anche chiarito che, oltre ai disoccupati, spetta l’esenzione del ticket anche agli inoccupati, ossia a coloro che non hanno mai avuto un posto di lavoro. Oltre a tale ipotesi le esenzioni dal ticket spettano per malattie croniche, per malattie rare e per invalidità. In questo articolo ci occuperemo di tutti questi casi.

Quando non si paga mai il ticket?

A prescindere dal reddito, il ticket non deve essere pagato da nessun cittadino in alcuni casi. Eccoli:

  • esami strumentali e di laboratorio organizzati dalla Regione per programmi di diagnosi precoce e prevenzione (ad esempio la mammografia per la diagnosi del tumore al sene, il Pap test per il tumore alla cervice uterina, ecc.);
  • esami per la tutela della salute collettiva, obbligatori per legge in casi di epidemie;
  • le prestazioni dei pediatri;
  • le prestazioni del medico di famiglia;
  • ricoveri ospedalieri, ordinari o in day-hospital;
  • alimenti destinati a categorie particolari (es. alimenti senza glutine alle persone affette da celiachia) e dispositivi medici per persone affette da diabete (aghi, strisce reattive, penne pungidito, misuratori della glicemia, ecc.);
  • le protesi, le ortesi e gli ausili tecnologici destinati alle persone con disabilità.
  • donazioni di sangue, organi e tessuti;
  • vaccini e vaccinazioni obbligatorie per legge;
  • analisi del sangue per accertamento da Hiv (Aids);
  • prestazioni in pronto soccorso con codice rosso (paziente molto critico), giallo (paziente mediamente critico), verde (paziente poco critico). Si paga invece il ticket per il codice bianco (prestazioni non urgenti).

Casi in cui spetta l’esenzione dal ticket

Quando invece tutti i cittadini devono pagare il ticket, alcuni pazienti invece sono esentati. Le esenzioni dal ticket spettano in alcuni specifici casi:

  • esenzione per reddito;
  • esenzione per malattie croniche;
  • esenzione per malattie rare;
  • esenzione per invalidità;
  • esenzione per cecità e sordità civile.

Qui di seguito parleremo solo delle esenzioni per reddito.

Le esenzioni dal ticket per reddito

Il diritto all’esenzione per reddito è previsto per alcune condizioni personali e

sociali associate a determinate situazioni reddituali. L’assistito esente per reddito può effettuare, senza alcuna partecipazione al costo, tutte le prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e le altre prestazioni specialistiche ambulatoriali garantite dal Servizio sanitario nazionale, necessarie e appropriate alla propria condizione di salute. L’esenzione per reddito non include l’assistenza farmaceutica, salvo disposizioni regionali.

Chi ha diritto all’esenzione per reddito?

Hanno diritto all’esenzione i cittadini che appartengano alle seguenti categorie:

  • bambini con meno di 6 anni (ossia fino a massimo 5 anni di età) il cui nucleo familiare presenta un reddito  non superiore a 36.151,98 euro (Codice E01);
  • anziani di oltre 65 anni il cui nucleo familiare presenta un reddito  non superiore a 36.151,98 euro (Codice E01);
  • disoccupati e loro familiari a carico appartenenti a un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (Codice E02);
  • titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico (Codice E03);
  • titolari di pensioni al minimo di età superiore a 60 e loro familiari a carico appartenenti a un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (Codice E04).

Secondo una recente sentenza del tribunale di Roma [1] che non fa che riprendere una circolare del Ministero del Lavoro dell’anno scorso [2], l’esenzione dal ticket per i disoccupati si deve intendere anche per gli inoccupati, ossia coloro che non hanno mai svolto attività lavorativa. La differenza tra le due categorie è infatti definitivamente venuta meno con il decreto attuativo del Job Act [3] che ha equiparato chi ha perso il lavoro a chi non lo ha mai avuto. La nuova normativa ha infatti stabilito che «le norme nazionali o regionali ed i regolamenti comunali che condizionano prestazioni di carattere sociale allo stato di disoccupazione si intendono riferite alla condizione di non occupazione». Con il risultato che il codice di esenzione 02 va riconosciuto tanto ai disoccupati quanto agli inoccupati, o più in generale a chiunque versi in condizione di non occupazione. Leggi sul punto Esenzione ticket anche per chi è inoccupato.

Esenzione ticket: cosa si intende per nucleo familiare?

Ai fini dell’esenzione dal ticket per reddito, con il termine «nucleo familiare» si intende quello rilevante a fini fiscali (e non anagrafici) ed è costituito dall’interessato, dal coniuge non legalmente separato e dagli altri familiari a carico. Il coniuge fa sempre parte del nucleo fiscale anche se è fiscalmente indipendente o non convivente.

Esenzione ticket: cosa si intende per familiari a carico?

Nel concetto di «familiari a carico» si intendono i familiari non fiscalmente indipendenti, vale a dire i familiari per i quali l’interessato gode di detrazioni fiscali (in quanto titolari di un reddito inferiore a 2.840,51 euro).

Esenzione ticket: si considerano i redditi di tutta la famiglia?

Il reddito complessivo del nucleo familiare è pari alla somma dei redditi dei

singoli membri del nucleo.

Ai fini dell’esenzione per motivi di reddito, è necessario prendere in considerazione il reddito complessivo riferito all’anno precedente.

Come avere l’esenzione del ticket per reddito?

Le persone che hanno diritto all’esenzione per reddito sono già inserite in un elenco consultabile da medici di famiglia e pediatri. Il medico, all’atto della prescrizione dell’esame o della visita, verifica, su richiesta dell’assistito, il diritto all’esenzione (per i Codici E01, E03, E04), lo comunica all’interessato e riporta il relativo codice sulla ricetta.

Se un assistito ritiene di possedere i requisiti per l’esenzione al ticket per reddito, ma non compare nella lista in possesso del medico, deve rivolgersi alla propria Azienda sanitaria di appartenenza.

Per verificare quali regole sono in vigore nella propria Regione, è possibile consultare l’elenco accessibile dal portale del Ministero della salute (www. salute.gov.it > La nostra salute > Esenzioni dal ticket).

Il minore fino a 5 anni con genitori non coniugati a quale nucleo fiscale appartiene?

Il minore di anni sei appartiene al nucleo fiscale dei genitori se coniugati. In caso di genitori conviventi, il minore di anni sei appartiene a nucleo fiscale del genitore cui il minore è fiscalmente a carico.  Nel caso in cui il bambino sia fiscalmente a carico di entrambi i genitori, è possibile scegliere la situazione più favorevole, vale a dire considerare il bambino appartenente al nucleo del genitore il cui reddito non supera il limite previsto (€ 36.151,98).

A quali prestazioni si ha diritto in esenzione per reddito?

L’esenzione per reddito permette di effettuare, senza partecipazione al costo, tutte le prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e le altre prestazioni specialistiche ambulatoriali garantite dal Servizio sanitario nazionale.

Non comporta però benefici particolari per quanto riguarda l’assistenza farmaceutica.

In base alle norme dello Stato, infatti, i medicinali sono classificati in fascia A (gratuiti per tutti gli assistiti), in fascia A con Nota Aifa (gratuiti solo per le persone che si trovano nelle particolari condizioni indicate nella Nota), in fascia C (a pagamento per tutti gli assistiti, compresi gli assistiti esenti per malattia cronica).

Alcune Regioni italiane hanno introdotto un ticket sui farmaci di fascia A (in genere una quota fissa per confezione o per ricetta) e hanno autonomamente individuato le categorie di soggetti esenti da tale ticket, tra i quali, talvolta, gli esenti per reddito. Per conoscere nel dettaglio i casi di esenzione dal ticket regionale sui medicinali di fascia A è bene rivolgersi direttamente alla propria Asl o alla Regione di residenza.

Come fare in caso di disoccupazione?

È disoccupato il cittadino che abbia cessato per qualunque motivo (licenziamento, dimissioni, cessazione di un rapporto a tempo determinato) un’attività di lavoro dipendente e sia iscritto all’Ufficio del lavoro in attesa di nuova occupazione. L’esenzione relativa allo stato di disoccupazione (Codice E02), deve essere autocertificata annualmente dall’assistito presso l’Azienda sanitaria di appartenenza.

Le esenzioni per malattie croniche

I cittadini affetti da determinate malattie sono esentati dal pagamento del ticket per le prestazioni (esami e visite, ma anche farmaci) che riguardano la propria specifica patologia.

Per conoscere quali sono le malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione è possibile consultare l’elenco nel portale dedicato del Ministero della salute (www.salute.gov.it > La nostra salute > Esenzioni dal ticket).

Come si ottiene l’esenzione per malattia cronica?

Per avere informazioni su come avere l’esenzione e sulla documentazione clinica da presentare alla propria Azienda sanitaria occorre rivolgersi al proprio medico di base o al pediatra.

Per l’esenzione per malattia cronica è necessario farsi rilasciare da una struttura pubblica (ospedale o ambulatorio) un certificato medico che attesti la presenza di una o più malattie croniche. Questo “certificato di esenzione” va presentato all’Azienda sanitaria di residenza che a sua volta rilascerà un attestato che riporta: la definizione della malattia, il relativo codice identificativo per ogni singola malattia per cui si è esenti e le prestazioni che potranno essere erogate in regime di esenzione.

A quali visite specialistiche si ha diritto con l’esenzione per malattia cronica?

Non tutte le prestazioni saranno in esenzione, ma solo quelle per la propria patologia. Se il cittadino deve eseguire una visita per una patologia indipendente da quella malattia o dalle sue complicanze, dovrà pagare il ticket. L’esenzione per una malattia cronica, quindi, dà diritto a ricevere gratuitamente le prestazioni specialistiche individuate dal regolamento ministeriale, necessarie al trattamento della malattia, al controllo della sua evoluzione e alla prevenzione degli aggravamenti, ma non comporta benefici particolari per quanto riguarda l’assistenza farmaceutica. In base alle norme dello Stato, infatti, i medicinali sono classificati in fascia A (gratuiti per tutti gli assistiti), in fascia A con Nota Aifa (gratuiti solo per le persone che si trovano nelle particolari condizioni indicate nella Nota) o in fascia C (a pagamento per tutti gli assistiti, compresi gli assistiti esenti per malattia cronica). Alcune Regioni italiane hanno introdotto un ticket sui farmaci di fascia A (in genere una quota fissa per confezione o per ricetta) e hanno autonomamente individuato le categorie di soggetti esenti da tale ticket, tra i quali, talvolta, gli esenti per malattia cronica. Per conoscere nel dettaglio i casi di esenzione dal ticket regionale sui medicinali di fascia A è bene rivolgersi direttamente alla propria Asl o alla Regione di appartenenza.

Quanto dura l’attestato di esenzione per malattie croniche?

È stato fissato un periodo minimo di validità dell’attestato di esenzione in relazione alle diverse patologie e alla possibilità di miglioramento, valutata in base alle evidenze scientifiche.

Dove si può trovare l’elenco delle malattie croniche esenti?

L’elenco delle malattie croniche esenti è presente nel Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sui nuovi Lea del 12 gennaio 2017, che sostituisce il precedente, ed è consultabile sul sito www.salute.gov.it > La nostra salute >Esenzione dal ticket > Esenzioni per malattie croniche > Allegato 8 al D.P.C.M.

Con questo Decreto sono state introdotte 6 nuove patologie esenti:

  • bronco-pneumopatia cronico ostruttiva (limitatamente agli stadi clinici “moderato”, “grave” e “molto grave”);
  • osteomielite cronica;
  • patologie renali croniche;
  • rene policistico autosomico dominante;
  • endometriosi (limitatamente agli stadi clinici III e IV della classificazione ASRM);
  • sindrome da talidomide.

Sono state poi trasferite nell’elenco delle malattie croniche alcune patologie che in precedenza erano già esenti come malattie rare, quali:

  • malattia celiaca;
  • sindrome di Down;
  • sindrome di Klinefelter;
  • connettiviti indifferenziate.

Le esenzioni per malattie rare

Sotto la definizione di malattia rara rientrano specifiche patologie gravi, invalidanti e spesso prive di terapie specifiche e risolutive, che si presentano con una frequenza molto bassa (meno di 5 casi su 10.000 abitanti). I criteri che permettono di individuare una malattia rara che da diritto all’esenzione sono:

rarità, gravità clinica, grado di invalidità e onerosità della quota di partecipazione per il relativo trattamento.

Chi ha diritto all’esenzione per malattie rare?

Tutte le prestazioni utili per il trattamento e il monitoraggio di una malattia rara (diagnosticata e accertata da un Centro di riferimento per le malattie rare) e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti sono esenti da ticket.

A causa della difficoltà e della complessità dell’iter diagnostico per le malattie rare, l’esenzione si estende anche alle indagini necessarie per l’accertamento della malattia stessa e alle indagini genetiche sui familiari, utili per diagnosticare una malattia rara che abbia origine genetica.

L’elenco delle malattie rare riconosciute per l’esenzione è consultabile sul sito www.salute.gov.it > Temi e professioni > Assistenza, ospedale e territorio > Esenzioni dal ticket > Esenzioni per malattie rare > Allegato 7 al D.P.C.M.

Per sapere quali sono i centri di riferimento per le malattie rare individuati nelle singole Regioni, consultare il sito dell’Istituto superiore di sanità (www.iss.it > Centro nazionale malattie rare > Malattie rare per Regione). La pagina tematica fornisce informazioni per:

  • contattare gli Sportelli malattie rare, per avere tutte le informazioni utili;
  • cercare i centri di cura identificati dalle Regioni per la cure delle malattie
  • rare, divisi per patologia;
  • avere i riferimenti delle associazioni di pazienti presenti nella Regione.

Per ottenere l’esenzione è necessario rivolgersi al proprio medico di base affinché, nel minor tempo possibile, possa formulare un sospetto diagnostico e possa indirizzare il cittadino verso i centri specializzati della rete nazionale Malattie rare (www.iss.it > Centro nazionale malattie rare > Malattie rare per Regione).

Dopo aver ottenuto la diagnosi di malattia rara, il cittadino può richiedere l’esenzione all’Azienda sanitaria di residenza, presentando il certificato di diagnosi di malattia rara.

A quali visite specialistiche si ha diritto con l’esenzione?

Per le malattie rare non è riportato un elenco dettagliato delle prestazioni esenti, in quanto si tratta di malattie che possono manifestarsi con quadri clinici molto diversi tra loro e, quindi, possono necessitare di prestazioni sanitarie differenti.

Il medico specialista del Centro di diagnosi e cura dovrà individuare quelle necessarie e più appropriate alle specifiche situazioni cliniche dei pazienti, indicandole nel piano terapeutico per malattia rara del paziente.

Sulla ricetta della prestazione sanitaria erogabile in regime di esenzione dovrà essere riportato il codice della malattia rara in questione.

Se il cittadino deve eseguire una visita per una patologia indipendente da quella malattia o dalle sue complicanze, dovrà pagare il ticket.

Per esami e controlli del monitoraggio, dell’evoluzione della malattia e per la prevenzione di eventuali aggravamenti, l’assistito dovrà rivolgersi ai Centri di diagnosi della rete nazionale Malattie rare identificati per la specifica patologia (www.iss.it > Centro nazionale malattie rare > Malattie rare per Regione).

L’esenzione non comporta benefici particolari per quanto riguarda l’assistenza farmaceutica. In base alle norme dello Stato, infatti, i medicinali sono classificati in fascia A (gratuiti per tutti gli assistiti), in fascia A con Nota Aifa (gratuiti solo per le persone che si trovano nelle particolari condizioni indicate nella Nota) o in fascia C (a pagamento per tutti gli assistiti, compresi gli assistiti esenti per malattia cronica). Alcune Regioni italiane, tuttavia, hanno autonomamente disposto l’erogazione gratuita di farmaci per malattia rara o di altri prodotti, anche non classificati come farmaci, utilizzando fondi propri in quanto si tratta di ulteriori livelli di assistenza. Per conoscere nel dettaglio questi provvedimenti è bene rivolgersi direttamente alla propria Asl o alla Regione di residenza.

Quali sono le malattie rare esenti?

Il Decreto di aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza del 12 gennaio 2017 presenta l’elenco delle malattie rare esenti. Qui sono state trasferite due patologie che in precedenza erano già esenti come malattie croniche: la sclerosi sistemica progressiva e la miastenia grave. Sono state poi trasferite nell’elenco delle malattie croniche, togliendole quindi dall’elenco delle malattie rare la malattia celiaca, la sindrome di Down, la sindrome di Klinefelter e le connettiviti indifferenziate. Le nuove malattie rare e le relative esenzioni sono diventate effettive il 15 settembre 2017. Per conoscere i nuovi codici di esenzione consultare il sito www.osservatoriomalattierare.it > Invalidità civile, esenzioni e diritti > Nuovi Lea 2017: ecco la Guida alle esenzioni per le malattie rare.

Le esenzioni per invalidità

Cosa si intende per invalidità?

Per invalidità si intende la difficoltà a svolgere le funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito. Si definisce civile quando non deriva da cause di servizio, di guerra o di lavoro e viene espressa in percentuale.

Il riconoscimento di un’invalidità dà diritto all’esenzione per alcune o per tutte le prestazioni specialistiche purché sia stata accertata dall’Azienda sanitaria.

A chi spetta il riconoscimento dell’invalidità e per quali prestazioni?

Hanno diritto all’esenzione per tutte le prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e le altre prestazioni specialistiche le seguenti categorie di invalidi:

  • invalidi di guerra e per servizio appartenenti alle categorie dalla I alla V;
  • invalidi civili e invalidi per lavoro con una riduzione della capacità lavorativa
  • superiore ai 2/3;
  • invalidi civili con indennità di accompagnamento;
  • ciechi e sordomuti;
  • ex deportati nei campi di sterminio nazista KZ (categoria equiparata dalla
  • legge agli invalidi e mutilati di guerra);
  • vittime di atti di terrorismo o di criminalità organizzata.

Le seguenti categorie hanno invece diritto all’esenzione dal ticket solo per le prestazioni specialistiche correlate alla patologia invalidante:

  • invalidi di guerra e per servizio appartenenti alle categorie dalla VI alla VIII;
  • invalidi per lavoro con una riduzione della capacità lavorativa inferiore ai 2/3;
  • coloro che abbiano riportato un infortunio sul lavoro o una malattia professionale.

L’esenzione per invalidità non comporta, però, benefici particolari per quanto riguarda l’assistenza farmaceutica. In base alle norme dello Stato, infatti, i medicinali sono classificati in fascia A (gratuiti per tutti gli assistiti), in fascia A con Nota Aifa (gratuiti solo per le persone che si trovano nelle particolari condizioni indicate nella Nota) o in fascia C (a pagamento per tutti gli assistiti, compresi gli assistiti esenti per malattia cronica). Alcune Regioni italiane hanno introdotto un ticket sui farmaci di fascia A (in genere una quota fissa per confezione o per ricetta) e hanno autonomamente individuato le categorie di soggetti esenti da tale ticket, tra i quali, talvolta, gli esenti per invalidità. Per conoscere nel dettaglio i casi di esenzione dal ticket regionale sui medicinali di fascia A è bene rivolgersi direttamente alla propria Asl o alla Regione di residenza.

Fanno eccezione gli invalidi di guerra titolari di pensione diretta vitalizia e le vittime del terrorismo che hanno diritto a ritirare gratuitamente i medicinali appartenenti alla classe C su prescrizione del medico che ne attesti la comprovata utilità.

Chi riconosce l’invalidità civile?

L’invalidità civile è riconosciuta dall’Azienda sanitaria di residenza dell’assistito che ne decide lo stato e il grado, attraverso una specifica Commissione medica composta da:

  • un medico specialista in medicina legale che assume le funzioni di Presidente;
  • un medico scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro;
  • un medico Inps;
  • un sanitario, che rappresenta l’Associazione nazionale mutilati e invalidi
  • civili (Anmic).

Come si fa per ottenere l’invalidità?

Il percorso per ottenere il riconoscimento dell’invalidità prevede vari passaggi:

  • l’interessato deve recarsi da un medico certificatore (anche il medico di base) e chiedere il rilascio del certificato medico introduttivo;
  • il medico invia telematicamente all’Inps il certificato in formato digitale. Il certificato medico inviato on line da parte del medico certificator abilitato è a pagamento a tariffa libero professionale ed è soggetto a Iva (al momento al 22%);
  • il medico consegna all’interessato richiedente una ricevuta contenente il codice identificativo della procedura attivata e una copia del certificato medico originale. Il certificato medico introduttivo ha una validità di 90 giorni ai fini della presentazione della domanda d’invalidità civile;
  • una volta ottenuto il certificato medico, l’interessato può presentare la domanda di invalidità all’Inps, direttamente per conto proprio o tramite il Patronato o un’associazione di categoria dei disabili (Anmic, Ens, Uic, Anfass), specificando il codice identificativo del certificato medico. La domanda va presentata esclusivamente per via telematica (www.inps.it);
  • nel caso in cui il soggetto interessato sia un minore, va utilizzato il codice Pin rilasciato al minore stesso e non quello del genitore o del tutore. Al termine della compilazione della domanda la procedura informatica propone la data della visita e indica eventuali altre date disponibili per l’accertamento presso la Commissione dell’Azienda sanitaria;
  • non appena ricevuta la domanda completa, l’Inps provvede a trasmetterla, sempre per via telematica, all’Azienda sanitaria di competenza;
  • una volta presentata la domanda, il cittadino riceverà comunicazione della data della visita medica di accertamento tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento, all’indirizzo e alla e-mail (nel caso in cui sia stata comunicata) ed è visibile sul sito internet dell’Inps. In questa lettera sono riportati i riferimenti della prenotazione e la documentazione da portare all’atto della visita (documento di identità, originale del documento firmato dal medico certificatore, eventuale altra documentazione sanitaria). La visita deve essere effettuata entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda o, in caso di patologia oncologica, entro 15 giorni. Nel caso in cui non fosse possibile fissare la visita entro i limiti di tempo, la procedura può segnalare date successive al termine previsto, oppure registrare la domanda e riservarsi di definire in seguito la prenotazione della visita;
  • qualora il trasporto dell’interessato comporti un grave rischio per la sua incolumità e la salute, il medico deve compilare e inviare telematicamente il certificato medico di richiesta di visita domiciliare, che deve pervenire almeno 5 giorni prima della data già fissata per la visita ambulatoriale. Sarà il Presidente della Commissione Azienda sanitaria a valutare il merito della certificazione e a disporre o meno la visita domiciliare;
  • il Presidente della Commissione medica si pronuncia entro i 5 giorni successivi alla ricezione della richiesta. In caso di accoglimento, il cittadino sarà informato della data e dell’ora stabilita per la visita domiciliare, altrimenti sarà indicata una nuova data di invito a visita ambulatoriale. In caso di accoglimento, il cittadino sarà informato della data e dell’ora stabilita per la visita domiciliare, altrimenti sarà indicata una nuova data di invito a visita ambulatoriale. Se l’interessato non può presentarsi alla visita, può chiedere una nuova data di visita collegandosi al sito dell’Inps e accedendo al servizio online col proprio Pin. Se l’interessato non si presenta a visita, viene convocato una seconda volta. In caso di ulteriore assenza viene considerato rinunciatario e la sua domanda perde efficacia. Alla visita l’interessato può farsi assistere da un medico di sua fiducia;
  • il Presidente della Commissione medica si pronuncia entro i 5 giorni successivi alla ricezione della richiesta. In caso di accoglimento, il cittadino sarà informato della data e dell’ora stabilita per la visita domiciliare, altrimenti sarà indicata una nuova data di invito a visita ambulatoriale. In caso di accoglimento, il cittadino sarà informato della data e dell’ora stabilita per la visita domiciliare, altrimenti sarà indicata una nuova data di invito a visita ambulatoriale. Se l’interessato non può presentarsi alla visita, può chiedere una nuova data di visita collegandosi al sito dell’Inps e accedendo al servizio online col proprio Pin. Se l’interessato non si presenta a visita, viene convocato una seconda volta. In caso di ulteriore assenza viene considerato rinunciatario e la sua domanda perde efficacia. Alla visita l’interessato può farsi assistere da un medico di sua fiducia;
  • gli invalidi che accusano un aggravamento delle proprie condizioni devono presentare apposita domanda, corredata del certificato medico che deve contenere le modificazioni del quadro clinico preesistente. La domanda va presentata all’Inps, esclusivamente per via telematica;
  • sui verbali definiti dalle Commissioni mediche viene poi effettuato un monitoraggio a campione da parte della Commissione medica superiore. Gli accertamenti disposti dalla Cms anche successivamente all’invio del verbale al cittadino possono consistere in un riesame della documentazione sanitaria agli atti o in una visita diretta;
  • qualora nel verbale sia stata prevista una visita di revisione, spetta all’Inps convocare il cittadino e effettuare la visita; in questa visita potrà essere confermato o revocato lo stato di invalidità civile e potrà essere deciso anche un aggravamento dello stato di salute. L’invalido quindi non dovrà fare richiesta di una nuova visita alla scadenza perché è stato stabilito che, anche dopo tale termine, mantiene tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

  1. Nel sito del Governo dedicato alla salute pubblica e nel sito dell’Asp della mia Regione, la Sicilia, fanno distinzioni tra disoccupati e inoccupati. Chi è inoccupato non può essere esente per reddito.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI