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Cartello stradale sbagliato per Tutor: la multa è nulla?

10 gennaio 2018


Cartello stradale sbagliato per Tutor: la multa è nulla?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 gennaio 2018



Tutor: se la segnaletica indica «controllo elettronico della velocità» come per l’autovelox si può fare ricorso.

Ti trovi a guidare lungo un tratto di strada rettilineo quando, dinanzi a te, si presenta il classico cartello «Attenzione: controllo elettronico della velocità». Vedendo, subito dopo, un apparecchio “sospetto” con una telecamera montata su di un palo, e ritenendo che si tratti di un autovelox, freni di botto per non farti multare. Subito dopo torni ad accelerare e a riprendere la precedente velocità: pur consapevole di violare la legge, non temi nulla avendo superato la postazione di controllo. Senonché, dopo qualche settimana, ti arriva a casa una multa per superamento dei limiti. Il verbale chiarisce che la contravvenzione è stata accertata a mezzo di tutor. È chiaro l’equivoco in cui sei caduto: la telecamera che hai scambiato per un autovelox era solo la cosiddetta “porta di entrata” del tutor, cui però ne è seguita un’altra (la cosiddetta “porta di uscita”) che ha rilevato la velocità media sul tratto di strada in questione. Essendo stato così accertato il superamento dei limiti, sei stato multato. Ora però stai considerando la possibilità di fare ricorso al giudice di pace. Il tuo sospetto è, infatti, che la segnaletica sia illegittima perché ti ha indotto in errore. In particolare ti chiedi se, in caso di cartello stradale sbagliato per Tutor, la multa è nulla. La risposta è stata fornita da una recente sentenza del Giudice di Pace di Terracina [1]. La pronuncia è particolarmente interessante in tema di tutela dei diritti dell’automobilista. Ecco cosa è stato detto in questa occasione.

Il codice della strada [2] stabilisce che  le postazioni di controllo elettronico della velocità (quindi: tutor, autovelox e telelaser) devono essere preventivamente segnalate e con cartelli ben visibili o dispositivi di segnalazione luminosi, in base alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice.

È chiaro qual è lo scopo della legge: l’amministrazione non può giocare sull’effetto “a sorpresa”, non può fare cassa inducendo in equivoco gli automobilisti ma deve, innanzitutto, avere come obiettivo la sicurezza stradale. Un automobilista che, trovandosi sul più bello davanti una telecamera, è portato a frenare d’istinto e questo può costituire un pericolo per il traffico. Ecco perché è necessario l’avviso preventivo che faccia ben comprendere quale tipo di strumento di rilevamento della velocità viene impiegato per verificare il superamento dei limiti consentiti dal codice della strada.

Pertanto è nulla la multa per eccesso di velocità rilevata dal tutor (che misura la velocità media del veicolo registrandola fra una porta in entrata e una in uscita) se la segnaletica fissata dall’amministrazione a bordo della strada indica genericamente «controllo elettronico della velocità»: si tratta infatti di un cartello utilizzato per gli autovelox che misurano invece la velocità puntuale del mezzo. Un comportamento del genere viola l’obbligo dell’amministrazione di preventiva segnalazione imposto dal codice della strada.

Del resto, anche la Cassazione [3] e la famosa circolare Maroni confermano che le apparecchiature di rilevamento della velocità devono essere utilizzate con la «massima trasparenza». È quindi nulla la multa del tutor se il cartello stradale è sbagliato perché è stato impiegato quello normalmente in uso per l’autovelox.

note

[1] Gdp Terracina, sent. n. 209/17.

[2] Art. 142 co. 6-bis cod. str.

[3] Cass. sent. n. 5997/14.

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1 Commento

  1. Gentile redazione, si segnala che il decreto del ministero dei trasporti 15 Agosto 2007 , all’art. 1 comma 2 prevede che il cartello di presegnalazione dei dispositivi per il controllo elettronico della velocità debba avere le seguenti scritte “rilevamento elettronico della velocità” oppure “controllo elettronica della velocità” eventualmente integrato con la denominazione del corpo di polizia che procede al controllo.

    Il punto della questione dovrebbe essere un altro: il cartello indicante “controllo elettronico della velocità con sistema tutor” usato generalmente in autostra nei tratti sottoposti a controllp della velocità media è un segnale valido o meno? Le disposizioni del d.ministeriale sopra citato vanno interpretate letteralmente o costituiscono il contenuto minimo di un cartello che segnala la presenza di un autovelox?

    Se guardiamo all’interpretazione letterale il sopra citato cartello non sarebbe corrispondente a quanto previsto dal regolamento e quindi l’unico cartello valido sarebbe il classico che viene usualmente usato per le postaziono fisse o mobili per l’accertamento della velocità istantanea recante controllo/rilevamento elettronico della velocità.

    Da segnalare per altro che il controllo elettronico della velocità media non si può svolgere solo in autostrada bensí anche su altre strade per esempio con il sistema Vergilius. In quest’ultimo caso pse esempio sarebbe valido un cartellp arrecante “rilevo elettronico della velocità con sistema Vergilius?”

    Eventuali cartelli del tipo ” controllp eletrronico della velocità media” sono anch’essi corrispondenti alla direttiva o no?

    Si presuppone che il legislatore abbia usato la formula “controllo/rilievo elettronico della velocità” per non indurre in errore il guidatore e per avere un cartello standardizzato di facile interpretazione. Oppure il legislatore, attingendo al carattere generale ed astratta della legge aveva previsto tale iscrizione proprio per il suo essere generale ed astratta?

    La normativa vigente, inpone si un’obbligo di trasparenza in merito alla segnalazione dei dispositivi atti al controllo della velocità, ma non prevede espressamente che venga specificato la natura istantanea o media della velocità accertata. Nel silenzio si potrebbe dedurre che eventuali specificazioni di tale tipo potrebbero essere consentite in ragione del principio di trasparenza ma potrebbero come accennato essere non conformi al d.m 15 Agosto 2007.

    Al momento l’unica certezza è che i segnali di indicazione aventi funzione di presegnalare la presenza di una postazione debita al controllo della velocità debbano avere le caratteristiche minime previste dal decreto ministeriale sopra citato.

    Non essendo al momento obbligatorio specificare la natura istantanea o media del rilevamento della velocità se ne dovebbe ricavare che il semplice cartello avente dicitura “controllo elettronico della velocità” posizionato in un tratto soggetto al controllo della velocità media è del tutto conforme alla legge.

    La natura di tale segnale, come per altro evidenziato in molte sentenze della Cassazione, dallo stesso d.m 15/8/2007 nonchè dal decreto Minniti del luglio 2017 è di segnale di indicazione avente sola funzione informativa e non prescrittiva.

    Al momento servirebbe un aggiornamento della normitava vigente per specificare per l’appunto la presegnalazione dei tratti soggetti a controllo della veloxità media dato che il sistema tutor è entrato per la prima volta in funzione nel dicembre 2005 solo su pochi tratti autostradali (e con evidente intento sperimentare). Solo in seguito tale sistema si è diffuso capillarmente sulla rete autostradale e si è evoluto tecnicamente. Il legislatore nell’agosto del 2007 probabilmente non aveva tenuto conto di tali disposizioni proprio per il loro carattere inizialmente sperimentale e/o di eccezzionalità rispetto alle normali postazioni velox e di conseguenza non lo ha disciplinato a dovere.

    Per altro c’è da chiedersi se anche per i tutor , Vergilius…ecc valga quando previsto dal decreto minniti in merito alla segnalazione e visibilità della postazione (mi riferisco al fatto se si debba installare sui portali di entrata ed uscita dei tutor anche il segnale quadrato con simbolo dell’agente di polizia che indica la precisa posizione del rilevatore di entrata ed uscita.

    Sebbene la sentenza del giudice di pace di Terracina sotto questo punto di vista sia molto interessante e possa costituire un importante precedente, peraltro le sentenze dei giudici di pace non costituiscono precentente vincolante nel nostro ordinamento, come per le sentenze della Cassazione che tuttavia assumono ben maggiore pregip e rilevanza di fatto rispetto alle spesso fantasiose sentente dei g.d.p

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