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Lo sai che? È legale coltivare canapa?

Lo sai che? Pubblicato il 12 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 gennaio 2018

Se è legale coltivare canapa, vediamo quali accorgimenti adoperare per autoprodurla.

Hai una certa passione in generale per la coltivazione ed in particolare per quella della canapa (detta anche cannabis) ma ti chiedi se coltivarla possa procurarti o meno problemi con la giustizia; insomma ti domandi se è legale coltivare canapa? Scopriamo insieme la risposta.

Cos’è la canapa

La canapa è una pianta di diverse varietà e sottospecie usata in particolare per i suoi semi e per l’olio che produce. Fondamentalmente si divide in tre varietà: la sativa, la indica e la ruderalis.

La canapa produce diversi benefici in quanto è ricca di acidi grassi essenziali per il benessere del nostro organismo ed è anche fonte preziosa di vitamine; inoltre contiene una buona dose di antiossidanti naturali utili per la prevenzione delle allergie o delle infiammazioni. Insomma, contrariamente all’idea di molti, la canapa potrebbe essere utilizzata per moltissimi scopi, ad esempio come erba officinale o per produrre tessuti, carta e fibre. Eppure sono noti a tutti le problematiche burocratiche ed il proibizionismo dominante in Italia. E allora ci chiediamo: è legale coltivare la canapa?

 Coltivare la canapa

Abbiamo detto che esistono diverse specie di canapa ma non abbiamo ancora detto che le tipologie non sono distinguibili facilmente da parte di un semplice coltivatore o cittadino; per distinguerle, bisognava chiedere l’autorizzazione al ministero della salute con una trafila di pratiche burocratiche molto lunghe.

Ma perché dovremmo distinguerle? Il motivo principale che invita alla distinzione delle fattispecie è che soltanto la coltivazione della cannabis light è legale in Italia. Bel problema per chi voleva coltivare in casa la cannabis secondo tutte le regole e normative previste!

Oggi, per fortuna, esistono delle apposite liste della canapa (approvate dall’Unione Europea) che consentono di individuarla senza incorrere in sanzioni.

Si può autoprodurre la cannabis in casa?

 La cannabis sativa (quella leggera) può essere coltivata in casa, anche esibendola tranquillamente su di un vaso in balcone, senza paura delle conseguenze legali. Da un po’ di tempo ormai  è stata riconosciuta la liceità della coltivazione ed è stato eliminato l’obbligo di richiedere la preventiva autorizzazione alle forze dell’ordine. Oggi tutto è ancora più semplice anche per l’individuazione della canapa perchè in commercio sono  lecitamente in vendita unicamente  i semi di quella che può essere legalmente coltivata. Il  venditore ha, inoltre, l’obbligo di rilasciare fattura di acquisto e certificazione dei semi.

Con queste semplici accortezze potrete stare tranquilli in caso di un eventuale controllo delle forze dell’ordine. Esse, infatti, hanno sempre diritto di controllare la produzione e possono richiedere ed ottenere l’analisi di un campione delle piante per la verifica della provenienza del seme e della percentuale di THC (la cui soglia legale è dello 0,2%). Tranquilli che anche in caso di percentuale di THC più alta rispetto alla soglia è esclusa ogni vostra responsabilità; vi sarà soltanto il sequestro e la successiva distruzione della coltivazione.

Attenti, dunque, a cosa acquistate e coltivate; la legge italiana [1] prevede che siano passibili di condanna per coltivazione ai fini di spaccio soltanto le coltivazioni capaci di sviluppare materiale drogante. La pena per chi coltiva, produce o fabbrica sostanze stupefacenti o psicotrope diverse da quelle stabilite nel decreto di autorizzazione (anche se in misura superiore ai limiti massimi consentiti) è della reclusione da sei a venti anni, oltre alla multa [2]. Quando per i mezzi, per la modalità o le circostanze dell’azione, ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, i fatti previsti dal presente articolo sono di lieve entità, si applicano le pene della reclusione da sei mesi e quattro anni e con la multa da 1.032 a 10.329 euro [3].

note

[1] D.P.R. n. 309 del 9.10.1990.

[2] Art. 73 D.P.R. n. 309 del 9.10.1990.

[3] Art. 73 co. 5 D.P.R. n. 309 del 9.10.1990.


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