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Rendita Inail: come calcolarla

30 Dicembre 2020 | Autore:
Rendita Inail: come calcolarla

Rendita Inail per inabilità permanente assoluta e parziale: come si calcola, quando richiederla, quando viene pagata.

La rendita per inabilità permanente è una prestazione corrisposta dall’Inail, l’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, a seguito delle conseguenze irreversibili di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale.

Il lavoratore, nel dettaglio, a causa di un infortunio o di una malattia professionale, può riportare un’inabilità, cioè una riduzione della capacità lavorativa. L’inabilità può essere temporanea, quando la sua durata è limitata, o permanente. L’inabilità permanente può a sua volta essere:

  • assoluta, se il dipendente perde completamente e per tutta la vita l’attitudine al lavoro;
  • parziale, se la capacità lavorativa, pur diminuendo per tutta la vita, si perde soltanto in parte.

Vediamo ora quando può essere corrisposta la rendita Inail e come calcolarla.

Rendita per inabilità permanente

La rendita per inabilità permanente viene corrisposta se la capacità lavorativa, a seguito di un infortunio o di una malattia professionale verificatisi prima del 25 luglio 2000, è ridotta in misura superiore al 10% in modo definitivo.

La sua misura è rapportata al grado di inabilità e viene corrisposta a partire dalla cessazione dell’indennità di inabilità temporanea assoluta. In certi casi l’Inail corrisponde direttamente l’indennità permanente, quando è in grado di determinare da subito il grado di invalidità definitivo: in questi casi viene liquidata una rendita provvisoria, che successivamente è sostituita dalla rendita definitiva.

La rendita per inabilità permanente non deve essere confusa con l’indennizzo per danno biologico, un’indennità corrisposta, sempre dall’Inail, in forma di rendita o in forma di capitale: questa prestazione, a differenza della rendita per inabilità permanente, è conseguente al danno alla persona nella sua totalità. Ai fii dell’indennizzo per danno biologico si considera, in particolare, la menomazione all’integrità psico-fisica dell’assicurato, che si riflette su tutte le sue attività e capacità, compresa quella lavorativa generica, inscindibile dalle altre.

L’indennizzo è corrisposto in forma di rendita se il grado di invalidità è superiore al 16% ed in capitale se fra il 6 ed il 16%.

Riduzione della capacità lavorativa per il calcolo della rendita

La rendita per inabilità permanente, come anticipato, dipende dall’entità della riduzione dell’attitudine lavorativa. In particolare, possono verificarsi le seguenti situazioni:

  • inabilità tabellata: si tratta di una riduzione della capacità lavorativa specificamente prevista da apposite tabelle; le percentuali tabellate sono tassative e non possono subire riduzioni, ma è possibile che aumentino a causa di condizioni oggettive che aumentano l’entità del danno;
  • perdita assoluta della funzionalità di arti o organi o di parte di essi: in questo caso la perdita della funzionalità è equiparata alla perdita anatomica;
  • perdita parziale della funzione degli arti, degli organi o di parte di essi: in quest’ipotesi, la riduzione della capacità lavorativa è quantificata secondo la percentuale di inabilità stabilita per la perdita totale degli arti o degli organi, ma in proporzione al valore lavorativo della funzione perduta;
  • perdita di più arti, organi o di più parti di essi: in questo caso, se si tratta di più invalidità non tabellate, la riduzione della capacità lavorativa va quantificata di volta in volta, secondo la sua reale diminuzione.

Come si calcola la rendita

La rendita diretta per inabilità permanente è calcolata secondo la retribuzione effettiva corrisposta al dipendente nei 12 mesi che precedono l’infortunio o la malattia professionale.

Se in questo periodo il lavoratore assicurato non ha lavorato con continuità, o, ha prestato la propria opera presso più datori e non è possibile determinare il totale delle retribuzioni percepite, la retribuzione annua è pari a 300 volte quella giornaliera.

In ogni caso, la retribuzione annua:

  • non può superare 300 volte la retribuzione media giornaliera aumentata del 30%;
  • non può risultare inferiore a 300 volte la retribuzione media giornaliera diminuita del 30%.

Le modalità di calcolo della retribuzione media giornaliera sono differenti, a seconda del tipo di paga adottato:

  • se la paga è oraria, bisogna prima calcolare il guadagno medio orario, dividendo lo stipendio percepito nei 15 giorni precedenti l’infortunio (o la malattia) per il corrispondente numero di ore di lavoro ordinario svolto; il guadagno medio orario, moltiplicato per il normale orario settimanale e diviso per 6, dà la retribuzione media giornaliera;
  • se la retribuzione è mensilizzata, la retribuzione media giornaliera si ottiene dividendo lo stipendio del mese precedente l’evento per 25.

L’importo viene però aumentato degli eventuali altri compensi corrisposti dal datore di lavoro, tra i quali vi sono:

  • lavoro straordinario;
  • ferie, festività, tredicesima e quattordicesima, riposi compensativi, permessi retribuiti, etc.;
  • compensi aggiuntivi, come indennità, maggiorazioni per festività, rimborso spese non documentate, etc.

Se per il lavoratore assicurato sono stabilite delle retribuzioni convenzionali, l’indennità si calcola sulla base di tali retribuzioni.

Come viene pagata la rendita

Il pagamento della rendita, stabilito a rate posticipate mensili, può essere effettuato:

  • presso gli uffici postali in contanti allo sportello, con accredito in un conto corrente postale o su un libretto di risparmio;
  • presso le banche convenzionate in contanti allo sportello, con accredito in conto corrente postale, con assegno circolare o su un libretto di risparmio;
  • tramite una banca convenzionata, per i titolari di rendita che riscuotono all’estero.

Come già avviene per le pensioni Inps, dal 1º giugno 2015 la rendita è pagata il primo giorno del mese, o il giorno successivo se questo è festivo (ad eccezione del mese di gennaio  in cui il pagamento avviene il secondo giorno bancabile). Anche nel 2018 i pagamenti sono effettuati il primo giorno bancabile di ciascun mese.

Revisione della rendita

L’ammontare della rendita può variare se aumenta o diminuisce la riduzione della capacità lavorativa: se le condizioni dell’assicurato peggiorano, però, perché sia disposto l’aumento della rendita l’aggravamento deve derivare dall’evento dannoso che ha dato luogo alla liquidazione della prestazione.

La verifica delle condizioni fisiche del lavoratore può avvenire su domanda dello stesso o dell’Inail. Le visite di revisione devono essere effettuate entro:

  • 10 anni dalla data di costituzione della rendita, in caso di infortunio sul lavoro (ogni anno nei primi 4 anni e, successivamente, ogni 3 anni);
  • 15 anni dalla data di costituzione della rendita, in caso di malattia professionale.

Se inizialmente non sono riconosciute conseguenze indennizzabili (dall’11% in su) e successivamente viene accertata una percentuale indennizzabile, l’assicurato può chiedere la rendita entro i termini di revisione.

Se, al contrario, è accertato il recupero della capacità lavorativa nei limiti del minimo indennizzabile, la rendita è soppressa.

Ci sono comunque dei casi in cui è possibile chiedere la revisione se sono scaduti i termini. Per approfondire: Rendita Inail, quando chiedere la revisione.

Il nuovo indennizzo in forma di rendita

L’indennizzo per danno biologico ha sostituito la rendita per inabilità permanente per gli eventi successivi al 25 luglio 2000: non si indennizza più, come avveniva in relazione alla rendita diretta per inabilità permanente, la perdita o la riduzione della capacità di lavoro, bensì la lesione all’integrità psico-fisica, che comprende anche la riduzione dell’attitudine lavorativa.

Oggi, quindi, i lavoratori con postumi di grado pari o superiore al 16% hanno diritto all’indennizzo del danno biologico e ad un ulteriore indennizzo per le conseguenze patrimoniali della menomazione.

Entrambi gli indennizzi sono corrisposti in forma di rendita vitalizia composta di due quote così determinate:

  • per la parte relativa al danno biologico, si utilizzano le modalità indicate nella “Tabella indennizzo danno biologico” riferita a gradi di menomazione pari o superiori al 16%;
  • per la parte relativa alle conseguenze patrimoniali della menomazione (che va a sostituire la rendita diretta), si prende quale riferimento la retribuzione calcolata con le modalità prescritte dalla legge [1], ridotta moltiplicandola per il coefficiente indicato nella “Tabella dei coefficienti” e per il grado percentuale di menomazione.

Le due quote che costituiscono la rendita sono rivalutate periodicamente con criteri diversi:

  • la quota che indennizza il danno biologico è collegata agli adeguamenti periodici della relativa tabella, effettuati con decreto ministeriale;
  • la quota per indennizzo delle conseguenze patrimoniali della menomazione è agganciata alla retribuzione e viene rivalutata con le stesse modalità e gli stessi tempi vigenti per la rivalutazione della rendita diretta.

Dal 2016, a decorrere dal 1º luglio di ciascun anno, gli importi degli indennizzi sono rivalutati automaticamente, con decreto ministeriale, sulla base della variazione dell’indice Foi accertata dall’Istat rispetto all’anno precedente. Questi incrementi annuali si aggiungono a quello complessivo del 16,25% attualmente previsto.


note

[1] Artt. 116-120 DPR 1124/1965.


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3 Commenti

  1. buongiorno, sono mauro vorrei un informazione,percepisco una rendita di mia moglie, la rendita e stata calcolato sul minimo tabellare, perche mia moglie ha subito una malattia professionale dopo 10 anni aver lasciato il lavoro, ho chiesto all ufficio inail il perche mi hanno detto che non lavorava ed e stato introdotto il minimo tabellare , e vero che non lavorava, ma percepiva un reddito da pensione, puo essere inserito il reddito di pensione al posto del reddito di lavoro. grazie.

  2. la rendita per inabilità permanente è riconosciuta per gli infortuni occorsi prima del luglio 2000. Per quelli successivi, se di grado superiore al 16%, c’è la rendita da danno biologico, di cui una parte è corrisposta per la perdita di capacità lavorativa. Non facciamo confusione

  3. buongiorno mi e stato riconosciuto una invalidità inail del 45% ma dopo 11 anni di processi il tribunale ha emesso una sentenza di invalidità al 50 % ma il mio punteggio inail è rimasto sempre 45 %.. è giusto cosi???

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