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Dichiarazione sostitutiva di certificazione o di atto notorio

11 Gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Gennaio 2018



Autocertificazioni: quando e cosa è possibile autodichiarare in sostituzione di una certificazione o di un atto notorio.

Grazie alle autocertificazioni, il cittadino può sostituire un atto amministrativo con una propria dichiarazione. Ciò semplifica molto l’attività amministrativa, dovendo altrimenti il cittadino rivolgersi ai vari uffici competenti e attendere il rilascio dei certificati, spesso in tempi lunghi e con costi di segreteria.

Con l’autocertificazione, invece, è possibile fornire una dichiarazione sostitutiva, redatta senza eccessive formalità, con gli stessi effetti della certificazione originaria e con la precisazione che chi la rende assume la responsabilità penale e amministrativa delle informazioni riportate.

Autocertificazione: cos’è

Nell’ambito delle autocertificazioni, bisogno distinguere tra dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà:

  • la dichiarazione sostitutiva di certificazione è il documento sottoscritto dall’interessato, prodotto in sostituzione dei certificati;
  • la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà è, invece, il documento, sottoscritto dall’interessato, concernente stati, qualità personali e fatti, che siano a diretta conoscenza di questi.

Nessun ufficio, attualmente, può obbligare il cittadino a produrre il certificato per quanto riguarda i seguenti dati:

  • la data e il luogo di nascita (che ha sostituito lo Stato di nascita)
  • la composizione della propria famiglia (che ha sostituito lo Stato di famiglia);
  • la cittadinanza;
  • la residenza (che ha sostituito il certificato di residenza);
  • lo stato civile.

È infatti diritto del cittadino dimostrare tali circostanze semplicemente con l’autocertificazione e, pertanto, di fronte alla richiesta dell’ufficio pubblico, egli può fermamente opporsi facendo valere il suo diritto sancito dalla legge in materia documentazione amministrativa. L’impiegato che rifiuti di accettare l’autocertificazione può essere denunciato per violazione dei doveri d’ufficio.

Autocertificazione: quando si può usare

E’ possibile autocertificare:

  • data e il luogo di nascita
  • residenza
  • cittadinanza
  • godimento dei diritti civili e politici
  • stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero
  • stato di famiglia
  • esistenza in vita
  • nascita del figlio, decesso del coniuge, dell’ascendente o discendente
  • iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni
  • appartenenza a ordini professionali
  • titolo di studio, esami sostenuti
  • qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica
  • situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali
  • assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto
  • possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria
  • stato di disoccupazione
  • qualità di pensionato e categoria di pensione
  • qualità di studente
  • qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili
  • iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo
  • tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio
  • di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa
  • di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali
  • qualità di vivenza a carico
  • tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile
  • di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato

Autocertificazione: quando non si può usare

In alcuni casi è impossibile ricorrere all’autocertificazione. Più precisamente essa non può mai essere emessa per attestare:

  • certificati medici, sanitari o veterinari;
  • certificati di origine (DOC o DOP);
  • certificati di conformità alle prescrizione della normativa europea;
  • certificati di marchi o brevetti.

Dichiarazione sostitutiva di atto notorio

La legge consente di rendere autodichiarazioni concernenti stati, qualità personali o fatti di cui l’interessato sia a diretta conoscenza senza necessità di recarsi in Comune ad autenticare la propria firma. Si può autodichiarare:

  • che si è casalinga, studente, pensionato, disoccupato;
  • il reddito percepito durante un determinato periodo;
  • il titolo di studio o di specializzazione;
  • che non si sono riportate condanne penali;
  • la propria posizione rispetto agli obblighi militari;
  • che si è a carico di un familiare;
  • che si ricopre la qualifica di legale rappresentante di una ditta.

L’atto notorio si può produrre sia nei rapporti con la pubblica amministrazione che con privati. Le dichiarazioni sostitutive hanno la stessa validità temporale degli atti che sostituiscono.


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