Diritto e Fisco | Articoli

Invalidità per causa di servizio: termine domanda

11 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 gennaio 2018



Quanto tempo ha il lavoratore per ottenere l’indennizzo Inail per causa di servizio e come si calcola il termine.

Al lavoratore può essere riconosciuta come dipendente da causa di servizio qualsiasi lesione o infermità temporanea o permanente o aggravamento di infermità o lesioni preesistenti, compresa la morte, purché sussista un nesso causale tra il lavoro e l’infermità riscontrata. La causa di servizio dà diritto all’indennizzo Inail.

Si precisa che la causa di servizio è riconosciuta solo ai seguenti lavoratori:

  • militari delle forze armate e dei corpi ad ordinamento militare
  • le forze di polizia, compresa quella penitenziaria e del corpo forestale dello Stato
  • i vigili del fuoco

Come ottenere la causa di servizio

Il dipendente che abbia subito lesioni o contratto infermità o subito aggravamenti di infermità o lesioni preesistenti, o l’avente diritto in caso di morte del dipendente, per fare accertare l’eventuale dipendenza da causa di servizio, presenta domanda scritta all’ufficio o comando presso il quale presta servizio, indicando specificamente:

  • la natura dell’infermità o lesione
  • i fatti di servizio che vi hanno concorso
  • le conseguenze sull’integrità fisica, psichica o sensoriale e sull’idoneità al servizio, allegando ogni documento utile.

La domanda deve essere presentata dal dipendente entro sei mesi dalla data in cui si è verificato l’evento dannoso o da quella in cui ha avuto conoscenza dell’infermità o della lesione o dell’aggravamento.

Causa di servizio: come si calcola il termine per la domanda

Il lavoratore ha sei mesi dalla data dell’evento dannoso o dalla data in cui ha avuto conoscenza delle sue conseguenze per presentare domanda di accertamento della causa di servizio. Ma da quale data decorrono esattamente i sei mesi?

Secondo la Cassazione, il termine semestrale di decadenza per la proposizione della domanda non inizia a decorrere dal momento in cui il danno, conseguente alla lesione dell’integrità fisica o psichica, si è avverato ma da quello in cui lo stesso è divenuto, in base ad indici oggettivi, conoscibile dall’interessato alla luce delle nozioni comuni dell’uomo medio, eventualmente integrate da diagnosi mediche.

Il lavoratore deve essere in possesso di elementi diagnostici da cui possa desumere, secondo criteri di normalità, la natura e la gravità della malattia. Non è però richiesto che il lavoratore abbia la conoscenza dell’esatta situazione clinica, in quanto ciò potrebbe protrarre a tempo indeterminato il termine decadenziale per presentare la domanda.

Data della conoscenza della malattia

Una recente sentenza della Cassazione [1] ha ribadito che l’esatta individuazione del giorno di decorrenza del termine semestrale, se può essere di agevole determinazione quando l’infermità è conseguenza di un evento dannoso istantaneo, in quanto tale oggettivamente collocabile nel tempo, non lo è quando, invece, la infermità deriva da cause che incidono progressivamente sulla integrità psico-fisica del dipendente.

In questo secondo caso, occorre far riferimento al principio di ragionevolezza, secondo il quale la tempestività della domanda va valutata in relazione al momento dell’esatta percezione della natura e della gravità dell’infermità e del suo nesso causale con un fatto di servizio. In particolare, la decorrenza del termine va individuata tenendo presente il momento in cui l’interessato abbia acquisito, secondo un criterio di normalità, conoscenza dell’effettiva consistenza e gravità dell’affezione e delle relative conseguenze invalidanti.

Il criterio fondamentale è quindi quello della conoscibilità, che attiene alla percezione della malattia secondo indici oggettivi, relativi alla possibilità che l’interessato abbia di conoscere la natura e l’entità della malattia, alla luce delle nozioni comuni dell’uomo medio.

Conoscenza del nesso causale tra lavoro e malattia

Diverso è il nesso causale tra la malattia così conosciuta e la prestazione lavorativa. Il rapporto causale va dedotto dal lavoratore quando, avuta consapevolezza della malattia, ritenga la stessa dipendente dalla causa di servizio. Di regola, tuttavia, nel momento in cui il lavoratore ha consapevolezza della malattia è anche in grado di porla in relazione causale con la prestazione, in quanto sono a lui già note le modalità di svolgimento del proprio lavoro e le caratteristiche dell’ambiente in cui la prestazione viene resa e dei materiali e strumenti utilizzati.

E’ ovviamente fatta salva l’ipotesi in cui la correlazione malattia –lavoro non possa avvenire contestualmente perché dipendente da fatti ancora sconosciuti al lavoratore in tale momento. Il lavoratore potrebbe infatti accorgersi della malattia ma essere ignaro della sua dipendenza dall’attività lavorativa.

note

[1] Cass. sent. n. 101 del 04.01.2018.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI