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Recupero crediti senza contratto

13 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 gennaio 2018



Come dimostrare di avere un credito se non è stato sottoscritto un contratto? Vale la sola fattura? Ed entro quanto tempo si può fare la richiesta di pagamento?

La buona fede è una grande virtù. Come anche «fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio» è una grande regola. Prestare dei soldi a qualcuno senza mettere nulla nero su bianco è un gesto che denota generosità e fiducia sempre più rare. Tra i nostri anziani bastava una sola cosa quando si faceva un prestito: la parola. Aveva molto più valore di un pezzo di carta con sotto le firme. Quando veniva data la parola d’onore, il creditore dormiva tranquillo.

Oggi non tutti conservano il valore della parola data. È così che si prendono le fregature. Senza contratto, senza fattura, senza quel pezzo di carta con solo le firme, qualcuno può mettere in dubbio prima di tutto di avere ricevuto un prestito e, bene che vada – ammesso e non concesso che il debito venga riconosciuto – può contestare anche l’importo. Con i relativi interessi.

Il problema si pone anche per chi ha una piccola o grande attività e, fidandosi del cliente, anticipa il lavoro o la merce senza avere firmato un bel niente.

È possibile, a questo punto, il recupero crediti senza contratto? Un accordo verbale o una semplice fattura o ricevuta possono bastare per pretendere legalmente la restituzione di un prestito?

Recupero crediti: quanto conta la parola senza contratto?

Raramente ci si pensa, ma la maggior parte dei contratti stipulati ogni giorno, e considerati formali a tutti gli effetti, avvengono a parole. Ad esempio: avete mai firmato un pezzo di carta per ordinare un caffè al bar, per acquistare uno shampoo al negozio, per comprare la frutta al mercato? Eppure questi sono, a tutti gli effetti dei contratti, anche se orali e non sottoscritti. Non a caso, quando nel caffè, nello shampoo o nella frutta c’è qualcosa che non va ed è stato pagato un corrispettivo, c’è il diritto di reclamare.

Certo, non è facile il recupero crediti senza aver messo nulla per iscritto. Bisognerebbe ricorrere al giudizio tradizionale, cioè alla causa con citazione. Occorrerà aspettare diversi anni a seconda dell’entità dell’importo (per importi bassi si può andare dal Giudice di Pace, con una procedura tendenzialmente più snella).

Recupero crediti: se ho perso il contratto cosa faccio?

Tentare il recupero crediti senza contratto non vuol dire per forza non avere messo nero su bianco il prestito fatto o il lavoro o la merce anticipata. Può capitare che nella fretta, o per sbadataggine, quel contratto sia andato perso. Come recuperare il credito in questo caso?

C’è da precisare che, anche quando si perde un contratto, il rapporto tra debitore e creditore è, comunque, valido e rivendicabile in altri modi. Ad esempio, dimostrando il fatto che l’altra parte ha usufruito della prestazione, l’ha utilizzata, ha ritirato la merce dal negozio o, semplicemente, ha pagato un acconto o le utenze della casa in cui abita in affitto.

Il Codice civile consente anche la prova dell’esistenza di un contratto – e quindi di un credito – con testimoni, ma ne rimette l’ammissibilità alla valutazione del giudice che può anche decidere diversamente (infatti la legge stabilisce che i testimoni, salvo il magistrato non li ritiene necessari, sono vietati se il contratto ha un valore superiore a 2,58 euro [1]).

Posso fare un recupero crediti senza contratto ma con fattura?

Avere una fattura per un recupero crediti senza contratto è già avere qualcosa in mano. Il problema è che la fattura non è considerata una prova formale del contratto. Tuttavia, il Codice di procedura civile [1] viene incontro a chi deve fare un recupero crediti senza contratto. Stabilisce, infatti, che quando il creditore ha una prova scritta del prestito effettuato o della merce consegnata o del servizio svolto (e quindi si parla anche di una fattura o di una ricevuta) è possibile agire in tribunale chiedendo un decreto ingiuntivo e senza avviare una causa ordinaria. Tutto questo accelera i tempi rispetto alla lite in aula senza un solo documento.

Il creditore, dunque, esibendo la fattura può chiedere al giudice di emettere un’ordinanza di pagamento al debitore. Cosa deve fare quest’ultimo? Può decidere di pagare (altrimenti arriva il siluro del pignoramento se il creditore vuole arrivare fino in fondo) oppure può presentare opposizione entro 40 giorni. Anche se quest’ultima opzione potrebbe non bastare per evitare di sborsare quanto dovuto: se il giudice ordina di pagare, si paga. Se poi il debitore presenta opposizione e vince, la parte soccombente (cioè, in questo caso il creditore) dovrà restituire i soldi con gli interessi.

Ad ogni modo, l’opposizione apre una vera e propria causa nel corso della quale sarà sempre il creditore a dover dimostrare le proprie ragioni. E, a questo punto, la sola fattura non sarà più sufficiente: in assenza di un contratto o di altri elementi che dimostrino il rapporto tra le parti, il decreto ingiuntivo verrà revocato.

Quanto ci vuole per un recupero crediti senza contratto e con fattura? Ben che vadano le cose, dai 3 ai 6 mesi.

Recupero crediti: come devo sollecitare il pagamento?

Ammesso che si abbia la possibilità di dimostrare il diritto di un recupero crediti senza contratto alle condizioni che abbiamo visto prima, il creditore può intimare il debitore al pagamento lasciando traccia scritta sia dell’invio della richiesta di pagamento sia della ricezione della stessa.

Le vie più concrete sono due:

  • la lettera raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • il messaggio di posta elettronica certificata (la Pec) purché anche il destinatario sia in possesso di questo dispositivo.

Meglio evitare la normale posta elettronica o il fax: entrambi hanno un sistema per dimostrare l’invio del messaggio ma nessuno dei due può dimostrare che, effettivamente, sia stato ricevuto.

Cosa deve contenere la richiesta del recupero del credito?

Quando si vuole inviare una richiesta di pagamento per il recupero di crediti, anche senza contratto, è importante indicare:

  • il titolo del diritto vantato (cioè la natura del debito: un servizio non corrisposto, una merce non pagata, un prestito non saldato, ecc.);
  • l’importo del credito più gli interessi;
  • l’eventuale fattura o ricevuta emessa;
  • l’avvertimento che, in caso di mancato pagamento, il creditore si può rivolgere alle vie legali, cioè al tribunale.

C’è un termine per il recupero crediti?

Il recupero crediti, anche senza contratto, deve essere effettuato entro certi termini, pena la prescrizione del debito:

  • 10 anni da quando è sorto il debito;
  • 5 anni per i crediti previdenziali, per risarcimenti di un danno (a meno che ci sia un contratto non rispettato, caso in cui la prescrizione è di 10 anni), per crediti che derivano dalla cessazione di un rapporto di lavoro o per gli interessi derivanti dal credito;
  • 3 anni per i diritti dei prestatori di lavoro e per le retribuzioni per attività lavorative di durata superiore ad un mese;
  • 2 anni per i crediti che derivano da un incidente stradale (senza lesioni personali, altrimenti subentra la prescrizione disposta per il relativo reato) e per i crediti che riguardano i contratti di assicurazione;
  • 1 anno per crediti su spedizioni, trasporto, rate dei premi assicurativi, crediti dei commercianti e provvigioni dei mediatori.

note

[1] Art. 634 cod. proc. civ.

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