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Lo sai che? Come ottenere il Tfr dopo il licenziamento: tempi e modi

Lo sai che? Pubblicato il 11 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 gennaio 2018

Sollecito al datore di lavoro che non paga il trattamento di fine rapporto e procedure giudiziali per ottenere il versamento delle somme.

L’azienda dove hai prestato lavoro per tutti questi anni ti ha infine licenziato. Superato un primo momento di disorientamento, hai deciso di rinunciare a ogni contestazione e di goderti la disoccupazione pagata dall’Inps. Nel frattempo potrai godere, oltre che dell’ammortizzatore sociale, anche del Tfr, il trattamento di fine rapporto che per legge ti spetta a prescindere dal fatto che il rapporto di lavoro sia cessato per dimissioni o licenziamento. Ti spetta, all’incirca, una mensilità per ogni anno lavorato: a conti fatti si tratta di un bel gruzzoletto. L’ufficio del personale ti ha anticipato che l’importo ti verrà liquidato insieme all’ultima busta paga, ma che, per il momento, bisogna aspettare i conteggi da parte del consulente del lavoro. Nel frattempo sono passati alcuni mesi ed ancora non hai ricevuto nulla. Così ti chiedi come ottenere il Tfr dopo il licenziamento. In questo articolo spiegheremo appunto quali sono tempi e modi, come inviare un sollecito e come ottenere al più presto le somme che spettano al dipendente.

Per ottenere il Tfr devo fare una domanda particolare?

Il dipendente non deve richiedere il Tfr; come la normale busta paga, il trattamento di fine rapporto gli viene erogato automaticamente alla cessazione del rapporto di lavoro.

A quanto ammonta il Tfr?

Il criterio di calcolo del trattamento di fine rapporto è uguale per tutti i dipendenti. In particolare l’ammontare del Tfr spettante al lavoratore è uguale alla somma, per ciascun anno di servizio, della retribuzione utile divisa per 13,5. Questo ammontare non può essere derogato, né in aumento né in diminuzione.

La quota viene accantonata dal datore annualmente e rivalutata. In particolare l’importo degli accantonamenti annuali confluisce in un fondo individuale di Tfr, che – con l’esclusione della quota maturata nell’anno – è soggetto a rivalutazione su base composta al 31 dicembre di ogni anno (o al momento della cessazione del rapporto di lavoro se antecedente). La rivalutazione del fondo si calcola applicando un tasso costituito dal valore fisso dell’1,5% più il 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall’ISTAT, rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente.

Il lavoro straordinario viene calcolato ai fini del Tfr?

Secondo la Cassazione, se il lavoro straordinario è stato prestato con frequenza (ma non necessariamente con periodicità assoluta) esso aumenta la base di calcolo del Tfr. Viceversa se erogato per prestazioni a carattere saltuario (come nel caso dei cosiddetti “picchi anomali”) non si calcola.

Quando viene pagato il Tfr?

Salvo che il dipendente abbia chiesto l’anticipazione del Tfr in corso di servizio, il trattamento di fine rapporto viene pagato alla cessazione del rapporto di lavoro. I contratti collettivi possono fissare un termine, a partire dalla data di cessazione del rapporto, entro il quale il datore di lavoro deve eseguire questa prestazione. Se però nel contratto non viene indicato alcun termine, il creditore può esigere il Tfr immediatamente ossia già all’atto del licenziamento o delle dimissioni. In realtà, trattandosi di cifre elevate, spesso l’azienda prende qualche settimana di tempo per procurarsi la liquidità dalla banca. Il dipendente non è tenuto ad aspettare; pertanto, potrebbe agire anche subito in tribunale, contro il datore di lavoro, per ottenere il pagamento del Tfr.

Alla cessazione del rapporto di lavoro, l’azienda che non sia in possesso di tutti i dati necessari per il calcolo esatto del TFR (ad esempio, l’ultimo indice ISTAT), può pagare subito gli accantonamenti rivalutati e differire il pagamento del solo rateo mancante.

Come ottenere il pagamento del Tfr?

Se il datore di lavoro non versa spontaneamente il Tfr oppure ritarda senza alcuna motivazione plausibile, il dipendente può inviare una lettera di sollecito di pagamento scritta di suo pugno o inviata da un avvocato. Il tenore della lettera può essere il seguente.

Lettera di sollecito di pagamento del Tfr

Si allega un esempio di lettera di sollecito Tfr. Ecco il fac simile da inviare con raccomandata a.r.


Spett.le Azienda

Il sottoscritto ha cessato con Voi il rapporto di lavoro in data ….. Tuttavia ad oggi non è stato ancora versato il Tfr accantonato in azienda. Pertanto con la presente si intima e diffida il pagamento delle somme dovute secondo legge. Si avverte che, in difetto di quanto sopra, entro e non oltre 10 giorni dal ricevimento della stessa, si adiranno le vie giudiziarie. Tanto è da considerarsi altresì valevole ai fini dell’interruzione della prescrizione.

Distinti saluti

Data e Firma


L’ispettorato del lavoro

Il dipendente potrebbe chiedere un tentativo di conciliazione presso la Direzione del Lavoro. Qui si può svolgere sia “in sede monocratica” (la mancata comparizione del datore comporta per questi pesanti sanzioni) oppure in sede “conciliativa” (il tentativo di conciliazione è facoltativo e non ha ripercussioni per nessuna delle due parti). L’eventuale accordo concluso presso la Direzione del lavoro costituisce titolo esecutivo e, quindi, ha lo stesso valore di una sentenza. Per cui, se l’azienda non rispetta la promessa data (ad esempio un pagamento rateale) può subire il pignoramento.

Il decreto ingiuntivo

Qualora l’azienda non dovesse versare il Tfr, il dipendente potrebbe chiedere al tribunale un decreto ingiuntivo semplicemente depositando le buste paga e un calcolo effettuato da un consulente del lavoro. Il decreto viene poi notificato al datore di lavoro che ha 40 giorni di tempo per pagare o presentare un’opposizione.

Se l’azienda fallisce chi paga il Tfr?

Se l’azienda fallisce, il dipendente può rivolgersi all’Inps per ottenere il pagamento del Tfr. L’Inps interessa il Fondo di Garanzia che esige però una domanda in via telematica. Per la domanda è necessario presentare una serie di documenti che rilascia la cancelleria fallimentare (tra cui la sentenza dichiarativa di fallimento, l’ammissione al passivo, il decreto di esecutività dello stato passivo del fallimento). A tal fine sarà meglio incaricare un avvocato.

Per ottenere il Tfr dal Fondo di Garanzia, in presenza di un fallimento, è necessario aspettare molto più di qualche mese. A volte ci vogliono due anni in attesa che vengano espletate le formalità del fallimento.

Quanto tempo ho per chiedere il Tfr?

Il diritto al Tfr si prescrive in 5 anni, che decorrono dalla cessazione del rapporto di lavoro, che segna il momento di maturazione del diritto.

note

Autore immagine: 123rf com


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