Diritto e Fisco | Articoli

Domicilio e cittadinanza digitale: come ci cambia la vita?

11 Gen 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Gen 2018



Nuovo rapporto tra cittadini e PA: in arrivo il Codice dell’Amministrazione digitale: che cos’è e come cambia le nostre abitudini?

Cambiano le tecnologie, cambia l’approccio della Pubblica amministrazione con i cittadini. Il nuovo Codice dell’Amministrazione digitale, appena uscito sulla Gazzetta Ufficiale, segna (o, almeno, si spera che lo faccia) un nuovo passo avanti verso l’abbattimento della burocrazia e la semplificazione del rapporto tra i comuni mortali ed i palazzoni dello Stato. Il Codice – diventato una delle prime leggi del 2018 – sostituisce quello approvato nel 2005.

Da ora in poi – o meglio, da quando i singoli passaggi di questo Codice verranno perfezionati –, di fronte all’Amministrazione pubblica, potremo avere un domicilio digitale anziché solo quello fatto di mattoni e cemento armato. Saremo in grado di avere una cittadinanza digitale (smartphone o tablet ci ricorderanno impegni e scadenze con l’Amministrazione). Sempre che il meccanismo per la messa in moto di questa nuova rivoluzione digitale non inciampi nel sasso della politica (qui si cambia Governo con la stessa velocità che il camaleonte cambia il colore della pelle) o non ci rimetta i muscoli trascinando il peso della burocrazia. Perché, alla fine, si tratta di quello: che la burocrazia non rallenti il processo per uscire dalla burocrazia.

L’arrivo del nuovo Codice dell’Amministrazione digitale non poteva più aspettare. Pensate che ai tempi in cui è stato approvato quello ormai vecchio (il 2005), gli smartphone ed i tablet che oggi tutti (o quasi) hanno in mano erano un sogno. Avere Internet sul telefonino era roba da pochi eletti. Parlare di app, così come sono concepite oggi, equivaleva a parlare di futuro. Ora che molte di quelle «strane» app sono il passato e che l’utente è cambiato perché gli strumenti che ha in mano lo hanno portato ad avere nuove esigenze, l’Amministrazione pubblica adotta questo nuovo Codice digitale per accompagnare i tempi e l’evoluzione della tecnologia. Per sostituire code e tempi di attesa con un click.

Ma come ci cambia la vita il Codice dell’Amministrazione digitale? A che cosa serve e che cosa introduce di diverso nel quotidiano di ogni cittadino?

Che cos’è il domicilio digitale?

Immaginate di non essere più tenuti a dare il vostro indirizzo di casa alla Pubblica amministrazione ma di dare un riferimento elettronico, cioè un indirizzo e-mail o di posta elettronica certificata (la Pec). Bello, vero? Il nuovo Codice dell’Amministrazione digitale lo prevede. Costringerà il Palazzo ad inviarvi qualsiasi comunicazione non più tramite quel postino tanto simpatico (tranquilli, lo saluterete ancora per le comunicazioni private) ma via e-mail. Che si tratti di un messaggio «in suon di pace» o della notifica di una multa (meno pacifica). Questo, oltretutto, obbligherà la Pubblica amministrazione ad informatizzarsi: meno carta, più chip.

Come attivare il domicilio digitale?

Per avere un domicilio digitale, il cittadino dovrà attivare una posta elettronica certificata (si tratta di qualche euro l’anno) e avere lo Spid, cioè il Sistema pubblico di identità digitale, che per adesso è gratuito.

Non abbiate fretta, però: è probabile che si riesca ad ottenere un domicilio digitale solo quando avremo già tutti la tintarella addosso, cioè non prima dell’estate 2018.

Che cos’è la cittadinanza digitale?

L’Italia non ha ancora risolto il problema dello ius soli, cioè della cittadinanza italiana per i figli nel nostro territorio da genitori stranieri, e già parliamo di una nuova cittadinanza, cioè della cittadinanza digitale? Non sarà una conquista immediata: è probabile che sia fattibile non con la tintarella di quest’anno ma con quella del 2019. Ad ogni modo, il nuovo Codice dell’Amministrazione digitale prevede anche questa novità. In che cosa consiste?

Si tratta di accedere ad una piattaforma in rete su cui risulterà ogni rapporto tra il cittadino e la Pubblica amministrazione. Sarà quest’ultima (a suo rischio e pericolo) a dover ricordare al contribuente tasse e tributi da versare, a spiegargli se, come e quando deve pagare una multa, se è stato indetto un concorso pubblico. Insomma (e scusate l’apparente falsa modestia), il Codice dell’Amministrazione pubblica tenta di fare con la cittadinanza digitale, dal punto di vista dell’informazione, quello che da anni già fa La Legge per Tutti. Piacere di essere stati un esempio.

Nei propositi del Codice c’è anche l’invio di una notifica sul cellulare, cioè di un promemoria, affinché il contribuente non abbia più alibi per dimenticare un pagamento dovuto alla Pubblica amministrazione. Un vantaggio indiscutibile per entrambe le parti: il cittadino risparmia una sanzione pagando entro i termini e l’Amministrazione si assicura (così spera) qualche entrata in più.

note

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI