HOME Articoli

Lo sai che? Truffa su internet: come fare denuncia

Lo sai che? Pubblicato il 12 gennaio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 12 gennaio 2018

Ecco come tutelarsi e denunciare nel caso di truffa online. È possibile anche denunciare via web.

Oggi i contratti non si stipulano più con una semplice stretta di mano o con la sottoscrizione di una scrittura privata, ma premendo un bottone o facendo un click con il mouse del computer. Gli accordi vengono stretti sempre meno di persona e sempre più a distanza. Di qui il problema di tutelare il contraente ingannato il quale, non potendo controllare la merce che acquista oppure, semplicemente, fissare dritto negli occhi la controparte, si vede tristemente abbindolato. Vediamo come fare denuncia in caso di truffa su internet.

Truffa: cos’è?

Secondo il codice penale, chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa fino a 1.032 euro [1].

La truffa è un reato comune, cioè che può essere commesso da chiunque, senza la necessità di rivestire qualche particolare qualità (ad esempio, non sono reati comuni l’abuso d’ufficio e il peculato perché possono essere commessi soltanto da un pubblico ufficiale, quindi da un soggetto qualificato). L’elemento soggettivo del delitto è il dolo generico, consistente nella coscienza e volontà di indurre con artifici taluno in errore, spingendolo a compiere un atto di disposizione patrimoniale al fine di arricchirsi ingiustamente.

Perché si possa parlare di truffa penalmente perseguibile occorre che il reo ponga in essere artifici o raggiri idonei ad indurre in errore una persona dalla normale avvedutezza. Ciò significa che, per potersi parlare di truffa, non è sufficiente il semplice silenzio, oppure l’utilizzo di informazioni di cui si è in possesso, né l’approfittamento dell’ignoranza altrui. Nemmeno la semplice menzogna, nuda e cruda, è sufficiente a far sorgere la responsabilità penale.

Il codice, quando parla di artifici o raggiri, vuole intendere una vera e propria macchinazione nei confronti dalla vittima, una messa in scena preparata ad arte, fatta con l’unico scopo di trarre in inganno per arricchirsi. La bugia, di per sé, è troppo poco per poter integrare il reato di truffa.

Solitamente, per artificio si intende un’alterazione della realtà esterna, una finzione che fa apparire come esistente qualcosa che non esiste oppure, al contrario, inesistente qualcosa che esiste. Il raggiro, invece, è una menzogna accompagnata da ragionamenti idonei a mascherarla da verità.

Il truffaldino, pertanto, deve realizzare un vero e proprio intrigo ai danni della vittima: solo in questa ipotesi potrà rispondere penalmente della sua condotta.

Truffa: come avviene?

La truffa può assumere diverse forme, nel senso che il reo può arricchirsi per mezzo di diversi strumenti: ad esempio, attraverso un semplice comportamento della vittima (si pensi a chi, tratto in inganno, distrugga un proprio bene prezioso facendo aumentare il valore di quello detenuto dal truffaldino) o un’omissione (ad esempio, non esigere un credito nella falsa convinzione, indotta da controparte, che questo sia prescritto); per mezzo di un negozio giuridico, quale un contratto (in quest’ultimo caso, si è soliti parlare di truffa contrattuale); mediante internet.

Truffa su internet: come avviene?

La truffa su internet può avvenire in svariati modi: normalmente si tratta di una compravendita finita male, cioè di un acquisto che si rivela essere un’amara sorpresa per il raggirato. Ma esistono metodi molto più sofisticati e ingegnosi di truffare su internet, ad esempio spacciandosi per una persona di conoscenza della vittima per farsi inviare del denaro; oppure ottenendo fraudolentemente i codici segreti di carte di credito e conti bancari o postali.

Molto noto è il cosiddetto phishing: trattasi di una truffa informatica effettuata inviando un’e-mail con il logo contraffatto di un istituto di credito o di altra istituzione economica, in cui si invita il destinatario a fornire dati riservati (numero di carta di credito, password di accesso al servizio di home banking, ecc.), motivando la richiesta con ragioni di ordine tecnico.

Truffa su internet: come denunciare?

La vittima di una truffa potrà senz’altro sporgere denuncia/querela. La denuncia è l’atto con cui una persona porta a conoscenza dell’autorità competente (pubblico ministero o ufficiale di polizia giudiziaria, non anche un agente) un reato perseguibile d’ufficio del quale ha avuto notizia. La denuncia è, normalmente, facoltativa, nel senso che non si è obbligati a sporgerla (fatta eccezione per alcuni gravi delitti) e può essere presentata in forma orale o scritta. Nel primo caso l’ufficiale dei carabinieri redige verbale che andrà poi firmato dal denunciante, mentre nel secondo l’atto dovrà essere sottoscritto dal denunciante o da un suo procuratore legale [2].

Per la denuncia da parte dei privati non è previsto un contenuto formale tipico e il denunciante può limitarsi alla semplice esposizione del fatto. Quando la denuncia è facoltativa non è previsto alcun termine per la sua presentazione, mentre nei casi di denuncia obbligatoria apposite disposizioni stabiliscono il termine entro il quale essa deve essere fatta. La persona che presenta una denuncia ha diritto di ottenere attestazione della ricezione.

Quanto detto per la denuncia vale anche per la querela: entrambe sono dichiarazioni fatte pervenire, in forma scritta oppure orale, alle autorità competenti. La querela, pur essendo praticamente identica alla denuncia, differisce da quest’ultima in quanto riguarda reati non procedibili d’ufficio, ma a richiesta di parte.

Chi riceve la querela provvede all’attestazione della data e del luogo della presentazione, all’identificazione della persona che la propone e alla trasmissione degli atti all’ufficio del pubblico ministero [3]. Anche chi presenta la querela ha diritto di ottenerne l’attestazione di ricezione [4]. A differenza della denuncia, la querela deve manifestare inequivocabilmente la volontà che si proceda in ordine a un fatto previsto dalla legge come reato. Il diritto di querela, inoltre, deve essere esercitato, a pena di decadenza, entro tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato. Il termine è di sei mesi per alcuni particolari delitti (ad esempio, violenza sessuale e stalking).

Truffa su internet: come denunciare online?

Per tutti i casi di truffa su internet la Polizia di Stato ha messo a disposizione dei cittadini una speciale forma di denuncia: quella online, da effettuarsi direttamente dal web collegandosi al sito istituzionale della polizia.

La denuncia online è volta a tutelare tutte le vittime di reati informatici e, tra questi, anche coloro che sono stati ingannati da una truffa su internet. Si tratta di una procedura rapida e veloce. Innanzitutto, occorre fornire le proprie generalità (in modo simile a quanto viene richiesto dall’Ufficiale di Polizia quando ci si presenta presso uno degli Uffici fisici): nome, cognome, codice fiscale, luogo e data di nascita, residenza e domicilio, numero telefonico, e-mail e gli estremi di un documento d’identità. Viene chiesto anche il consenso al trattamento dei dati personale e in questo caso non è serve avere dubbi al riguardo.

Al termine dell’operazione, il sistema rilascia una ricevuta elettronica e un numero di protocollo con il quale sarà possibile recuperare la pratica presso l’ufficio di Polizia di Stato prescelto. La procedura appena illustrata, infatti, non sostituisce la denuncia vera e propria, cioè quella fatta di persona, ma rappresenta soltanto il primo passo della procedura di presentazione della denuncia per reati telematici.
In pratica, l’atto inserito in internet è solo lo schema sul quale sarà poi possibile effettuare, nell’ufficio di polizia prescelto, eventuali integrazioni, ed assumerà valore legale di denuncia solo con la sottoscrizione davanti all’ufficiale di polizia giudiziaria.

In buona sostanza, la denuncia online consente soltanto di effettuare una segnalazione, semmai ragionata e preparata con attenzione, che assumerà i connotati della vera denuncia/querela soltanto con la sottoscrizione reale.

note

[1] Art. 640 cod. pen.

[2] Art. 333 cod. proc. pen.

[3] Art. 337 cod. proc. pen.

[4] Art. 107 disp. att. cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. Tutte le donne criminali truffatrici o ricattatrici che usando la rete internet chat- pseudo agenzie -o fanno adescamenti sessuali per poi estorcere denaro ai uomini che hanno preso di mira è un po’ difficile denunciarle tutte queste donne criminali (c” è né sono a migliaia qualche donna criminale opera pure dal “estero ) è impossibile che una eventuale denuncia possa in qualche maniera colpire e punire queste migliaia di donne criminali .
    Per esempio tutte le agenzie matrimoniali o agenzie di incontri o chat tutte a pagamento sono tutte gestite da donne criminali che truffano di qualche centinaio o migliaia di euro tutti gli uomini soli che cercano compagnia femminile .
    In media presumo che ogni giorno via internet siano truffati almeno 1000 maschi tra ragazzi e uomini vittime di questa truffa femminile ! Perciò è impossibile che tutte le denunce per questa truffa diffusa in internet possa creare problemi alle donne criminali e loro lo sanno !

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI